Sulle statue di Mont ‘e Prama, il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus, non ha mai mollato la presa, e, armatosi di carta e penna, ha scritto nuovamente (ed è la quarta volta) al presidente della Regione Cappellacci, per sollecitare un suo pronunciamento circa il ritorno delle statue dei favolosi giganti, restaurate di recente, nel loro territorio, il Sinis di Cabras. Carrus, che è anche capogruppo del Pdl nel consiglio provinciale di Oristano, ha ribadito la necessità di una netta presa di posizione da parte della Regione. "Attendiamo da tempo- ha scritto Carrus - una risposta da parte sua, in merito al ritorno dei giganti di Mont 'e Prama presso il nostro comune. Le statue, infatti, rappresentano per la comunità cabrarese una componente fondamentale ed insostituibile delle proprie radici culturali, con una forte valenza culturale ed identitaria. Come ribadito in diverse occasioni, la presenza dei Giganti di Mont 'e Prama nel nostro comune rappresenterebbe per l'intero territorio provinciale una possibilità unica di sviluppo economico, che coinvolgerebbe l'intera area dell'Oristanese, con l'attrazione di nuovi flussi turistici regionali, nazionali ed internazionali, costituendo un volano di sviluppo anche per gli altri settori economici". Il sindaco di Cabras, nella sua lettera a Cappellacci, ha poi evidenziato come "…tutto il lavoro realizzato, costituisce, dopo l'accordo importantissimo fra comune e Provincia, la base per il ritorno delle statue a Cabras, e la dimostrazione concreta che il museo, a differenza di quanti dicono il contrario, è assolutamente idoneo ad ospitare le statue. E' tempo che la Regione Sardegna si esprima e condivida il progetto del comunedi Cabras e della Provincia di Oristano. Sono convinto, infatti _ ha concluso Carrus -, che lei, presidente, condivida il progetto e il ritorno delle statue nel loro luogo d'origine". Dopo ben quattro missive , il presidente della Regione non poteva, evidentemente, esimersi dal rispondere, e Cappellacci lo ha fatto con una lettera aperta al sindaco di Cabras. “La vicenda dei giganti di Monte ‘e Prama merita un'ampia riflessione – ha scritto Cappellacci -, partendo dalla premessa che le statue devono restare a Cabras, là dove sono nate, perchè l'uomo, il mito e il territorio hanno un legame indissolubile. Oggi, forse, ancor più di ieri. Ogni nazione ha un proprio eroe capace di alimentare il mito. Persino gli architetti – ha spiegato Cappellacci -, quando sono glamour diventano archistar. E la Sardegna? Non ha rockstar nè archistar, ma ha riscoperto di poter annoverare tra i propri miti delle “archeostar”: i giganti di Mont 'e Prama. Il mondo della cultura e della politica si interrogano su quale sia la loro collocazione ideale. Ci si è chiesto se i giganti devono o meno viaggiare per il mondo, novelli ambasciatori della Sardegna. Per trovare una risposta a tali quesiti non serve investigare nel mondo identitario e autonomista, interpretandoli con estrema autoreferenzialità. Piuttosto è l'occasione per riflettere sulla strategia culturale che si vuole adottare in Sardegna". Cappellacci ha ricordato, inoltre, come il ministro Bondi avesse chiarito che la destinazione finale delle “archeostar” fosse il Sinis di Cabras. L'altro tema, e cioè quello che pose il direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac, Mario Resca: far viaggiare per il mondo le statue sarde. Questione che vale per la gran parte delle opere italiane. “E' questo uno scippo? No, è un prestito temporaneo alla comunità internazionale. Un viaggio per far conoscere il nome della Sardegna e del Sinis, e per concordare con Cabras quale sia una degna dimora in loco per questi testimonial d'eccezione. Ma in più lo Stato deve impegnarsi a reperire i fondi necessari, coinvolgendo la Regione, per avviare una maestosa campagna di scavi proprio nel Sinis. I giganti di Mont 'e Prama sono, infatti, solo la punta di un iceberg, rispetto a quanto può ancora svelare il Sinis. E per un ulteriore assaggio, ci si può sempre rivolgere al British Museum, che espone preziosissimi manufatti in oro, sempre riconducibili al periodo delle nostre statue. Occorre chiamare qui in Sardegna i più grandi archeologi dei paesi del Mediterraneo. Occorre osare". Sulla collocazione finale delle statue, il presidente della Regione ribadisce che "…non c'è neppure da discutere: devono essere restituite al territorio che le ha viste nascere. Se vi è la possibilità, facciamo anche viaggiare e volare le “archeostar” di Sardegna, sicuri e certi che torneranno a casa. E con loro arriveranno turisti, occupazione e la riscoperta di quel mito sopito ma oramai insito nel Dna di ciascuno di noi. Il Sinis come la Stonehenge del Mediterraneo. Con a guardia i iiganti di Mont 'e Prama”.
Altre notizie:
Mentre in Sardegna la disoccupazione, in particolare quella giovanile, ha raggiunto limiti insopportabili, mentre è in costante aumento il numero delle famiglie in difficoltà, appare un’autentica, vergognosa offesa ciò che spende la Regione per i nostri consiglieri regionali. Per gli ottanta consiglieri, infatti, il bilancio interno del consiglio regionale prevede una spesa di 20 milioni, tra indennità, diaria, rimborsi per missioni, rimborsi per spese di documentazione, aggiornamento, spese di rappresentanza e acquisto di strumentazioni tecnologiche. A questa somma si aggiungono 400 mila euro per il rimborso delle spese di viaggio per i consiglieri non residenti a Cagliar, e 50 mila per assicurazione infortuni. Ci sono poi 17 milioni 100 mila per il pagamento dei vitalizi degli ex consiglieri, altri 50 mila per rimborso dei contributi previdenziali trattenuti d'ufficio e non utilizzabili per il vitalizio: in questo caso, rispetto allo scorso anno, c'e' stato un taglio di 240 mila euro . Poveracci, dopo questo taglio c’è il rischio che finiscano sul lastrico!
La giunta regionale, su proposta dell'assessore degli Affari generali, personale e riforma della Regione, Mario Floris, ha dato il via libera a un primo programma di interventi per la semplificazione amministrativa e la modernizzazione dell'apparato giudiziario in Sardegna, nell'ambito delle iniziative di digitalizzazione della pubblica amministrazione, già avviate dalla Regione in collaborazione con il governo nazionale. Le risorse appena stanziate ammontano a un milione di euro. In particolare, l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione servirà a snellire l'attività degli uffici giudiziari e a ridurre tempi di lavoro e risparmio di risorse, per il miglioramento dei servizi offerti al cittadino. Il programma di interventi, che sarà articolato in più fasi, con il coinvolgimento di tutti gli organi giudiziari, sarà definito in maniera più puntuale, attraverso un protocollo d'intesa tra il presidente della Regione, la Corte d'Appello di Cagliari e la Procura Generale della Repubblica. "Gli accordi siglati negli ultimi mesi - ha ricordato Cappellacci - confermano la volontà della giunta di fare del sistema giudiziario isolano un punto di eccellenza (a cui possono guardare anche le altre regioni), collegato a tutte le iniziative in atto sul territorio".
Sette automobili rubate ad Oristano e nei paesi dell'hinterland nell'arco di una ventina di giorni. Un incremento dei furti che ha fatto scattare l'allarme della Questura. La polizia sospetta che ci sia all'opera una banda specializzata in furti d’auto e lancia, quindi, un appello agli oristanesi perchè custodiscano l'automobile con attenzione, evitando di lasciarla incustodita col motore acceso o con le chiavi inserite sul quadro. Proprio questa mattina, i ladri hanno commesso l'ultimo dei sette furti di auto, portando via dal centro di Oristano un'utilitaria parcheggiata a lato della carreggiata col motore acceso. Stavolta, però, il veicolo è stato recuperato poco dopo, nei pressi di Santa Giusta. Delle altre auto rubate nei giorni scorsi, invece, nessuna traccia.