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Respinta la mozione di sfiducia, ma Cappellacci sembra un pugile suonato.
Di greg (del 27/07/2010 @ 12:01:26, in politica, linkato 464 volte)
Il consiglio regionale, con 44 voti contrari e 27 favorevoli, così com’era nelle previsioni, ha respinto la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra nei confronti del presidente della Regione, Ugo Cappellacci. Nel corso delle dichiarazioni di voto, dopo i primi interventi tutti di consiglieri di opposizione, il presidente della Regione ha chiesto a sorpresa una sospensione, nel corso della quale, insoddisfatto per l'atteggiamento della maggioranza rispetto alle accuse di Renato Soru, ha sferzato i suoi, sollecitando repliche decise sul ventilato ruolo della mafia nelle istituzioni sarde. Cappellacci, completamente nel pallone, sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni davanti alla tiepida difesa della maggioranza. Da quel momento, preoccupati per non perdere lo scranno, dai banchi del centrodestra si sono susseguiti gli interventi, con un fuoco incrociato contro l'ex governatore Soru, accusato di aver alzato i toni dello scontro e offeso le istituzioni. "I miei atti, e non le mistificazioni, dimostrano che non c'è stata alcuna influenza dei gruppi affaristici nelle nostre decisioni. Le pressioni, come ho già detto ai magistrati, sono state rispedite al mittente. Auguro a chi oggi mi attacca di avere la stessa serenità e la stessa coscienza pulita che ho io per oggi, ieri e domani". Cappellacci aveva affrontato le vicende legate all'inchiesta sull'eolico in Sardegna, solo alla fine del suo lungo intervento. "Con amarezza - ha detto il presidente,replicando al dibattito sulla mozione di sfiducia - rispondo all'opposizione che mistifica e tenta di gettare discredito su chi governa la Regione. Sono orgoglioso e soddisfatto perché le forze di maggioranza hanno risposto con lealtà a tutte le domande poste in aula". Cappellacci ha rapidamente richiamato gli interventi della sua giunta, in questi 17 mesi, assessorato per assessorato, per arrivare poi all'eolico, con la consueta, tardiva tiritera "… abbiamo bloccato - ha detto - ogni forma di speculazione sulle rinnovabili e rimosso strumenti giuridici che permettevano al politico di accordarsi direttamente con l'imprenditore di turno". Il presidente ha ribadito di avere "…sempre agito per il bene della Sardegna, e gli atti dimostrano che non vi è stata alcuna influenza dei gruppi affaristici, le pressioni sono state rispedite al mittente. Non ho paura della chiarezza, nulla è stato fatto per agevolare l'assalto alla nostra Isola e ribadisco che l'Arpas non ha competenza sull' eolico". A chi l'ha accusato di non aver partecipato alle riunioni dei presidenti di regione contro la manovra Tremonti, Cappellacci ha detto che "…la Sardegna era autorevolmente rappresentata, io - ha spiegato - ero impegnato con un legale a cui ho dato incarico di opporsi davanti alla Corte Costituzionale alle decisione del governo che penalizzassero la Sardegna e sollevare il conflitto di attribuzione per la vertenza entrate". A Cappellacci, per controreplica, ha risposto l'ex presidente Soru, definendo deludente il discorso del presidente "…forse scritto ieri, ma che non da risposte al dibattito di oggi. Ora capisco - ha detto Soru - che lei sbaglia le priorità, se tra un incontro con il governo e quello con un avvocato sceglie il secondo. Abbiamo assistito alle istituzioni regionali inquinate dal potere mafioso, per questo presentiamo la mozione. Pensa di aver disposto bene delle risorse dei sardi dando 50 mila euro per il convegno di Pula di Flavio Carboni ed i suoi amici?". La mattinata si era aperta con l'intervento del capogruppo del Pd, Mario Bruno, che aveva illustrato l mozione di sfiducia, terminando il suo intervento, chiedendo il ritorno alle urne: "Per il bene della Sardegna, poniamo fine all'agonia, ridiamo la parola ai sardi e dichiariamo conclusa l'esperienza fallimentare del suo governo". Bruno era partito dalla campagna elettorale di due anni fa "…fatta di promesse e impegni non mantenuti da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi", ed ha poi parlato dei mesi successivi all'elezione di Cappellacci, definiti dal capogruppo del Pd "…un fallimento dopo l'altro, una totale mancanza di autorevolezza nei confronti del governo nazionale", ed ha ricordato il mancato G8 a La Maddalena, lo scippo dei fondi per la Sassari-Olbia e quello dei fondi Fas. Entrando nel merito delle vicende legate alle indagini sull'eolico in Sardegna "…che - ha detto Bruno rivolto al presidente Cappellacci - la vedono coinvolta assieme all'assessore all'Urbanistica, Gabriele Asunis, all'ex direttore generale dell'Arpas, Ignazio Farris, al dimissionario commissario dell'Autorità d'Ambito, non vogliamo sostituirci alla magistratura, ma ci facciamo portavoce di un'indignazione più ampia della popolazione che rappresentiamo in base all'ultimo risultato elettorale". Il capogruppo Pd ha ricostruito gli atti della giunta in materia energetica e sull'eolico, partendo dalla legge dello scorso agosto "…che attribuiva, di fatto, piena e totale discrezionalità al presidente sull'eolico", alla successiva indicazione di Farris "…il cui decreto di nomina è stato a lungo oscurato e ora anche quello di revoca", il cambio di rotta di marzo sull'eolico "…con un annuncio mediatico più importante del fatto in se", i due dibattiti in consiglio regionale sul tema "…che l'hanno vista reticente, così come la sua maggioranza". In vari passaggi del suo intervento, Bruno ha stigmatizzato l'atteggiamento di Cappellacci nei confronti di Flavio Carboni, così come riportato nelle intercettazioni "…si tenta una tenue resistenza alle richieste, ma poi Carboni viene rassicurato e la promessa fatta viene onorata. Il presidente – ha detto l'esponente Pd rivolto a Cappellacci - non trovava il tempo per venire in consiglio, ma lo trovava per incontrare faccendieri e rappresentanti del Pdl, con frequentazioni non giustificabili nè per gentilezza nè per subordinazione al coordinatore di partito". Tra i tanti interventi che si sono succeduti, particolarmente rilevante quello di Paolo Maninchedda del Psd’Az, partito che fa parte della coalizione di maggioranza. "In Sardegna - ha affermato Maninchedda - sembrano aver prevalso nelle scelte politiche forze esterne al consiglio regionale, ma oggi l'opposizione ci chiede di celebrare un funerale senza prospettarci poi un battesimo. Il nuovo ordine per la Sardegna si decide il 7 settembre, quando arriverà in aula il dibattito sull'indipendentismo". L'esponente del Psd'Az non ha speso una sola parola in difesa del presidente Cappellacci, rimarcando così la distanza del Partito Sardo d'Azione dalla maggioranza (ma anche dall'opposizione) e dai due principali partiti nazionali. "Vogliamo un governo di sardi - ha detto Maninchedda -, voluto e pensato in Sardegna; vogliamo un mutamento vero nel sistema politico sardo. Ma solo gli stolti fanno la guerra per la guerra, e in occasione della discussione sull'indipendentismo vogliamo vedere chi sarà con noi". Maninchedda ha poi parlato di emancipazione dai partiti italiani, culturale e politica, e invitato a prendere decisioni serie e profonde per il bene della Sardegna. “E' deprimente - ha aggiunto - vedere uomini di valore, sardi, messi da parte per premiare soggetti imposti da Roma. A settembre - ha concluso - celebreremo un battesimo e vedremo chi accetterà di prendervi parte". Intanto, più di trecento persone hanno partecipato, questa mattina, a Cagliari al sit-in organizzato sotto le finestre del consiglio regionale dal movimento “Sardegna Democratica”, presieduto dall'ex presidente della Regione, Renato Soru, per chiedere le dimissioni del presidente della giunta regionale, Ugo Cappellacci. "Questa manifestazione ha uno scopo preciso - ha dichiarato il segretario provinciale dei Verdi, Roberto Copparoni -, quello di liberare la Sardegna da Ugo Cappellacci, perchè non riteniamo sia corretto che a governare la Sardegna sia un babbeo". Il riferimento è ad un'espressione utilizzata dallo stesso presidente in un'intervista, a proposito dell'inchiesta giudiziaria sul business dell'eolico in Sardegna, in cui Cappellacci è coinvolto.
Altre notizie:
Oltre 150 precari della scuola provenienti da tutta la Sardegna hanno manifestato oggi, a Cagliari, sotto il Consiglio regionale per protestare contro i tagli all'istruzione e alla cultura decisi dal governo Berlusconi. I partecipanti al sit-in, promosso dal Comitato precari della Sardegna, hanno chiesto le dimissioni dell'assessore regionale all'Istruzione, Lucia Baire, ritenuta "complice" dell'esecutivo nazionale nel progetto di distruzione della scuola pubblica. "Non solo l'esponente dell'esecutivo Cappellacci non ha fatto niente di fronte ai tagli - ha affermato uno dei manifestanti, il sassarese Antonello Fois -, ma ha paradossalmente concesso un contributo di circa 20 milioni di euro alle scuole private della Sardegna. La stessa somma è stata destinata ai precari che, nel migliore dei casi, hanno lavorato solo per qualche mese, portando a casa dai 2 mila ai 3 mila euro l'anno. L'assessore Baire non ha saputo gestire la situazione e per questo ne chiediamo le immediate dimmissioni". I manifestanti sono arrivati a Cagliari attorno alle 12 con un treno partito da Sassari alle 8, che lungo il tragitto ha accolto anche i precari di Oristano. All'iniziativa hanno aderito diverse sigle sindacali tra cui Cgil, Rdb, Cobas, Gilda e Confederazione sindacale sarda. I manifestanti, nella tarda mattinata, per dar peso alla protesta, hanno bloccato la via Roma, in entrambi i sensi di marcia, causando pesanti disagi al traffico cittadino.
"La manovra economica del governo disattende le richieste del mondo agricolo. Confagricoltura Sardegna, chiede la cancellazione dell'emendamento sulle quote latte. L'agricoltura non vuole sussidi o cambiali in bianco, ma gli strumenti per competere". Questo, quanto scritto in una nota stampa dall'organizzazione di categoria. "Occorre stabilizzare la fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese che operano nelle zone svantaggiate e di montagna, la cui scadenza e' prevista alla fine del mese", ha sottolineato la Confagricoltura sarda, fortemente preoccupata per le ripercussioni occupazionali del territorio regionale. La confederazione ha ribadito di non essere d'accordo sulla decisione di prorogare al 31 dicembre, il pagamento della rata delle multe quote latte, per i produttori che hanno aderito alle rateizzazioni previste dalla legge. "Chiediamo al governo la cancellazione dell'emendamento sulle quote latte. I produttori onesti si sentono presi in giro, non sono accettabili ulteriori dilazioni. Chi non ha pagato deve farlo subito, per far rientrare il comparto nella normalità. Noi siamo per le regole e la legalità: un settore così importante per l'agroalimentare italiano, non può essere oggetto di continui attacchi mediatici e giurisdizionali da parte sempre dello stesso manipolo di produttori di latte. Le regole ci sono e non è possibile sostenere una minoranza di allevatori che, certi dell'impunità, sforano le quote e non pagano le multe. "Riteniamo confortante la posizione dell' Unione europea contraria all'emendamento – ha sostenuto la Confagricoltura - ed è davvero singolare che la manovra sia giustificata dalle indicazioni di Bruxelles, ma che queste, non siano tenute in alcun conto quando si tratta di quote latte". Una delegazione di Confagricoltura Sardegna ha partecipato, a Napoli, ad una manifestazione di protesta organizzata dalla Confagricoltura nazionale, che ha coinvolto oltre diecimila agricoltori.
Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, l’assessore comunale allo Sport, Marzio Schintu, e il presidente provinciale del Coni di Oristano, Gabriele Schintu, hanno ricevuto in comune, questa mattina, la neo campionessa del mondo di tiro a volo (specialità fossa universale), Giulia Pintor. “È la prima volta – ha detto Angela Nonnis - che un oristanese vince un titolo mondiale e il tributo delle autorità cittadine non poteva mancare”. Il sindaco ha donato a Giulia Pintor una targa ricordo di Eleonora d’Arborea . “Il nostro - ha sostenuto il sindaco Nonnis - è un piacevole ma doveroso omaggio a una sportiva che, con grande spirito di sacrificio e superando grandi difficoltà, è riuscita a raggiungere un risultato eccezionale, dando lustro alla nostra città”. L’assessore allo sport, Marzio Schintu, e il presidente del Coni, Gabriele Schintu (che è stato insegnante di Giulia Pintor), hanno avuto parole di elogio per la brava tiratrice oristanese, che vanta già un ricco palmares sia a livello nazionale che internazionale, dopo una carriera iniziata a soli 13 anni, e che l’ha portata dopo 17 anni di “allenamenti” al titolo mondiale. Giulia Pintor, come detto, ha iniziato l’attività sportiva a 13 anni, seguendo le orme del padre Franco, anch’egli ottimo tiratore, e da sempre impegnato nel tiro a volo non solo come praticante ma anche in qualità di apprezzato dirigente federale. E poi dicono che il DNA non conta!
Tutto è pronto a Oristano per il concerto di George Benson, chitarrista di fama mondiale. Benson questa mattina è arrivato in città e in serata, alle 22, con la sua band, diretta da David Garfield (piano e tastiere) e composta da Michael O’Neill (chitarra e voce), Thom Hall (tastiere), Stanley Banks (basso) e Teddy Campbell (batteria), si esibirà in piazza Duomo con il suo Song and Stories. Il cantante e chitarrista americano, una delle stelle più attese del Festival Dromos e dell’estate sarda, è impegnato in un tour mondiale, che in Italia prevede due soli appuntamenti, uno dei quali ad Oristano. Al suo arrivo in città è stato accolto dal Sindaco Angela Nonnis, ch gli ha tributato un caloroso benvenuto. Nella sala giunta del palazzo Campus Colonna sono stati ricordati i più grandi successi di Benson, da Give me the night a Turn your love around, da On Broadway a Nothing's gonna change my love for you ed altre ancora. È stato un incontro cordiale, nel corso del quale il sindaco Nonnis ha parlato delle bellezze della nostra terra e ha offerto della vernaccia invecchiata, che il cantante americano ha apprezzato. Benson si è informato sulla città, ha parlato della sua musica e della particolare bellezza della piazza che ospiterà il concerto. George Benson torna in Sardegna dopo 22 anni. L’ultima sua esibizione risale al 1988, quando cantò a Cagliari. Il suo concerto è inserito nel ricco programma di Dromos, il prestigioso festival internazionale organizzato dall’omonima associazione, in collaborazione, tra gli altri, con l’Assessorato alla Cultura del comune di Oristano.
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