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lug06mar
Ninna nanna, ninna oh, il palazzetto a chi lo do?
Di pig (del 06/07/2010 @ 00:01:00, in politica, linkato 694 volte)

Sul nuovo palazzetto dello sport di Oristano, per la cui costruzione la giunta Soru aveva messo a disposizione del comune  6 milioni di euro (diconsi sei milioni), da due anni è calato il silenzio. Così come accaduto tantissime altre volte, la giunta Nonnis ha prima strombazzato ai quattro venti “…l’imminente realizzazione dell’opera” (conferenza stampa, interviste, proclami in consiglio comunale) e poi l’ha relegata nel dimenticatoio.  Leggete cosa era stato scritto in proposito (in un comunicato stampa) il 7 agosto del 2008 (leggasi due anni or sono):

"ll nuovo palazzetto dello sport di Oristano sorgerà a Sa Rodia. La localizzazione dell’area è stata scelta dalla giunta Nonnis, che ha stabilito anche che la progettazione della nuova struttura sportiva sarà affidata attraverso un concorso di idee. “Per il nuovo palazzetto dello sport la Regione ha concesso 6 milioni di euro – ha  osservato l’assessore allo Sport, Francesco Pinna -. Ci sono dunque le risorse per realizzare un impianto di eccellenza, una struttura polivalente e sovracomunale, capace di ospitare almeno 2 mila 500 spettatori, che nasce per ospitare grandi eventi sportivi. Il Palazzetto dello sport potrà diventare il fiore all’occhiello del sistema impiantistico oristanese – aggiunge Pinna -. La stessa localizzazione nell’area sportiva di Sa Rodia, per la quale anche le commissioni consiliari allo sport, all’urbanistica e ai lavori pubblici hanno espresso parere favorevole, è stata voluta per qualificare ulteriormente quella zona, dove già insistono la piscina, la vecchia palestra, i campi da tennis e quelli del calcio, ma anche l’impianto di equitazione della Soe e il campo pratica del golf. Una vera e propria cittadella sportiva, che può godere dei servizi offerti dall’Ostello della gioventù, e che con il nuovo palazzetto da 2 mila 500 posti si candida a diventare un punto di attrazione eccezionale per eventi sportivi di grande richiamo. Il Palazzetto sorgerà su un’area di 11 mila metri quadrati, all’interno della zona sportiva di Sa Rodia – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Lutzu -. Si tratta di terreni di proprietà comunale, e questo ci consente di ottimizzare le risorse a disposizione, concentrandole su un progetto di qualità. Ovviamente dovremo rivedere gli spazi all’interno dell’area, ma senza penalizzare le altre discipline attualmente praticate. Per la progettazione la giunta ha optato per un concorso di idee – conclude l’assessore Lutzu -. Ci sono i tempi, le risorse economiche, gli spazi e la volontà da parte del comune per fare scelte importanti e, attraverso un concorso di idee, l’amministrazione avrà la possibilità di scegliere tra più proposte, premiando quella più innovativa. Sarà una commissione tecnica a valutare i progetti e a scegliere quello che sarà realizzato”.

Questo, nell’agosto’08 ma, evidentemente, non era abbastanza. Il sindaco, Angela Nonnis, nella consueta conferenza stampa di fine anno, il 30 dicembre 2008, riprende l’argomento e, fra l’altro, annuncia che: “…l’ente si sta impegnando particolarmente nel settore dei Lavori pubblici facendo partire una serie di appalti, che potranno consentire alla città di dotarsi di nuove infrastrutture particolarmente importanti, investendo ingenti risorse e garantendo numerosi posti di lavoro nella fase della realizzazione e in prospettiva anche nella fase della gestione. Proprio in questi giorni sono in pubblicazione i bandi per: l’area polifunzionale chioschi e parcheggi Torregrande – 400 mila euro; sistemazione via Duomo – 502 mila; area grandi eventi Torregrande – 2 milioni 503 mila; mercato civico via Mazzini – 3 milioni 152 mila; area mercatale di Torangius – 440 mila; ristrutturazione ex carcere militare – un milione e 50 mila; palazzetto dello sport – 6 milioni di euro (in appalto la progettazione), e i cui lavori partiranno nel 2009. La giunta - sostiene la Nonnis -, farà ricorso allo strumento del progetto di finanza (project financing) che, attraverso l’integrazione delle risorse pubbliche e private favorirà, la realizzazione di importanti opere, risolvendo in molti casi sin dall’origine il problema della esiguità dei fondi a disposizione e quello della gestione delle opere”.

Nei mesi successivi, silenzio assoluto su molte opere strombazzate, palazzetto compreso, tant’è che l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, sente il bisogno di una esternazione-boomerang, affidandone la diffusione al solito comunicato stampa, a cui l’esecutivo ricorre anche quando il silenzio sarebbe (come in questo caso) più opportuno, quantomeno per non perdere la faccia. Ecco una sintesi di quanto era stato detto, il 5 maggio del 2009, durante la presentazione del piano triennale delle opere pubbliche. “…All’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, il compito di illustrare il piano triennale delle opere pubbliche, contenuto all’interno del bilancio di previsione. Lutzu ha ricordato gli ultimi importanti appalti avviati (il mercato civico, l'ex carcere militare, l'area grandi eventi a Torregrande, l'area mercatale di Torangius, l'area servizi a Torregrande, la riqualificazione della via Duomo) e annunciato il ricorso al project financing (sic!) per il nuovo palazzetto dello sport, la circonvallazione ovest, la nuova sede degli uffici e degli archivi comunali e la manutenzione straordinaria della viabilità cittadina. “Attraverso il project financing – ha spiegato - potremmo appaltare numerose opere in breve tempo, conseguire un ribasso d'asta molto significativo, risparmiare un'ingente somma relativa alle spese di progettazione che sarebbero a carico del promotore concessionario, contrattualizzare un unico appaltatore di grosso rilievo e ottenere fine un finanziamento celere alle migliori condizioni di mercato. Di rilievo anche le ricadute occupazionali stimabili in 100/120 persone all'anno”(E vai col fumo! ndr). Questo “sogno”, come si può oggi  facilmente constatare, è rimasto tale, così come l’aleatorio project financing, che consiste, in soldoni, nella realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione, il cui scopo “dovrebbe” essere quello di porre rimedio alla scarsità di fondi pubblici. Il project financing, in estrema sintesi, altro non è che una complessa operazione economico-finanziaria rivolta ad un investimento specifico per la realizzazione di un’opera su iniziativa di sponsor privati o pubblici. Insomma, a parole era stato previsto proprio tutto, o quasi: il project financing e il concorso di idee (a diffusione europea o mondiale?) per un palazzetto dello sport  di eccellenza (polivante,  sovra comunale, per grandi eventi, e chi più ne ha, più ne metta…), che sicuramente arricchirà i progettisti (ma a che punto è il bando?), ma per la cui costruzione, dopo i consueti annunci in pompa magna, è impossibile prevederne i tempi, se mai il palazzetto sarà realizzato. E i sei milioni di euro (che non sono proprio spiccioli), sindaco Nonnis  e assessore Lutzu, che fine hanno fatto?

Un altro episodio di come al comune di Oristano non esista progettualità alcuna, e si viva esclusivamente alla giornata,  è quanto accaduto durante i lavori per la costruzione di un nuovo ascensore, all’interno del Palazzo di Giustizia, più ampio dei due bugigattoli esistenti (uno dei quali, per giunta, da tantissimo tempo fuori uso). A lavori quasi conclusi, come abbiamo riferito a suo tempo, ci si è accorti che era impossibile abbattere i muretti, nei vari piani, in corrispondenza dell’apertura per l’uscita dall’ascensore, perché strutture portanti. A questo punto ci si è immediatamente fermati, per non compromettere la stabilità dal palazzo, e si è rimasti in attesa che le menti eccelse, che hanno potuto permettere che questo accadesse, pensassero ad altre illuminate soluzioni. Non bisognava, infatti, essere certamente degli scienziati per andare a vedere, prima dell’inizio dei lavori, i progetti precedenti, almeno che questi non fossero stati “segretati” per chissà quale recondito motivo. Questo, al di là dell’ironia, è quanto si sono chiesti tutti coloro che frequentano il “palazzaccio” oristanese, increduli di fronte alla gravità dell’accaduto. Ma c’è di più. I geni della costruzione, dopo attenta analisi, sono poi giunti alla conclusione che l’uscita dell’ascensore poteva essere prevista non all’altezza delle strutture portanti (ma guarda un po’) ma da un altro lato. Tutto risolto, quindi? Manco per niente. Per giungere dall’ascensore al pavimento occorre, infatti, realizzare dei pianerottoli in metallo, e per far questo non ci sono i fondi. Niente soldi, niente lavori. Risultato: stop ai lavori e una bella struttura in metallo all’interno del Palazzo di Giustizia, pronta per un capiente ascensore a vista, che rimarrà a fare bella mostra di sé chissà per quanto tempo. E se i tempi per avere i finanziamenti e riprendere i lavori sono direttamente proporzionali ai tempi medi della giustizia, ci vorranno lustri.”…E io pago”.   

PS: Il nostro sito all’interno degli austeri palazzi comunali è oscurato da circa un mese. Il fatto è, chiaramente, dovuto a questioni meramente tecniche, con gli “informatici” del comune e la Telecom che si rimpallano le responsabilità. Certo è che, da qualche tempo a questa parte, i nostri articoli  non proprio accomodanti non turbano, tra le quattro mura di piazza Eleonora, la tenera sensibilità dei nostri amministratori e dei loro accoliti che, di buon mattino, usavano fare colazione a caffè e blog. Non sappiamo, tuttora, se ciò sia stato fatto per ordine del Brunetta di turno o, come detto, per questioni tecniche (irrisolvibili?) ma è chiaro che, in qualsiasi modo la si voglia intendere, oscurando il blog ci si priva di un “servizio” modesto quanto si vuole ma comunque utile. Non far nulla perché il nostro ed altri siti vengano ripristinati è un ulteriore dimostrazione di come questa amministrazione si lasci scivolare addosso qualsiasi cosa, in  attesa che le questioni si risolvano per grazia ricevuta. Noi, chiaramente, continueremo a pungolare questo assonnato esecutivo, nella speranza che, prima o poi, esca dal suo torpore e dia finalmente ai cittadini un segno di vita. E per capire come anche la giunta Nonnis-ter (così come le due precedenti) sia totalmente inesistente, basta guardarsi attorno e osservare in che disastrose condizioni si trovi la città. A questo punto, un  pò di chiarezza non guasterebbe. Per far capire in che razza di posto viviamo, basterebbe sostituire i cartelli, all’ingresso della città, con su scritto “Oristano città della ceramica”, con “Oristano città del bronzo”, il materiale di cui è composta la faccia dei nostri amministratori.

Altre notizie:

Dal deputato oristanese del Pd, Caterina Pes, riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Il 25 giugno scorso l'Azienda Sanitaria Locale n. 5 ha annunciato che, dal 28 giugno al 5 settembre, l'attività del punto nascita dell'ospedale “Mastino” di Bosa sarebbe stata sospesa, causa ferie estive del personale, mentre dal 19 luglio al 4 settembre salterà l'intera attività chirurgica programmata dei tre ospedali della provincia. In altre parole, un'importante parte dell'attività ospedaliera andrà in vacanza, con buona pace del servizio sanitario, che dovrebbe garantire l'assistenza 365 giorni l'anno; dei pazienti, che in quel periodo dovranno evitare di ammalarsi; delle donne della Planargia, che dovranno trasferirsi a Oristano per  partorire. Ho quindi rivolto un'interrogazione al Ministro della Sanità, Ferruccio Fazio, per chiedergli se sia al corrente di una situazione che penalizza fortemente gli abitanti della provincia di Oristano nella sua interezza – questa scelta non farà altro che congestionare l'attività del San Martino – ma in particolare quelli delle zone più svantaggiate e lontane dall'ospedale del capoluogo: gli abitanti della Planargia. Saranno loro, infatti, che per raggiungere Oristano, dovranno sobbarcarsi un viaggio di almeno un'ora, per di più lungo un percorso non semplice: un viaggio che potrebbe mettere in pericolo la vita delle partorienti e del nascituro e che potrebbe rivelarsi fatale in caso di minacce d'aborto e gravidanze a rischio. Per giunta, l'accetta della sanità va a colpire una delle eccellenze dell'ospedale bosano, che ha  visto il reparto di Ostetricia e Ginecologia in prima linea nella sperimentazione del parto indolore, tanto da attirare non solo le partorienti della Planargia, ma anche donne provenienti da altre province sarde (Nuoro e Sassari): un raro esempio di migrazione attiva per la Asl oristanese, che per lo più registra un turismo della salute tutto in uscita, più che in entrata. Ebbene, qui si decide di tagliare, in spregio ai più elementari diritti garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale, che è universale per definizione. Tale universalità non è e non può essere garantita da reparti che chiudono per  assicurare al personale i turni di ferie, sacrosanti, quanto prevedibili: non si tratta di un'emergenza, di una situazione eccezionale e straordinaria, ma di un evento periodico, che dovrebbe essere tenuto in conto quando si programma la dotazione organica di un ospedale. Perché, sottolineo, si tratta di un ospedale: non di un esercizio commerciale, di un'impresa o di un servizio qualunque, ma di un presidio del territorio necessario a salvare vite umane. Del resto, la recente decisione della Asl riflette una politica di lacrime e sangue avviata sul territorio, che sta tagliando sistematicamente i servizi sanitari ribattezzando quest'operazione come  “razionalizzazione” mutuata da modelli sanitari d'oltre Tirreno. Modelli che, come quello lombardo, applicati alla sanità sarda, ed oristanese in particolare, sarebbero profondamente iniqui, oltre che inapplicabili, perché la Sardegna non ha né geograficamente né socialmente né economicamente la stessa struttura della Lombardia: piccoli paesi scarsamente collegati, popolazione anziana, quindi con una crescente necessità di cure, bassi redditi, rete viaria e infrastrutture insufficienti, impongono una organizzazione diversa dell'offerta sanitaria, che non può polarizzarsi nei capoluoghi e dimenticare i territori più svantaggiati geograficamente. Sono solidale, dunque, con gli abitanti della Planargia, impegnati nella difesa del Presidio Ospedaliero, e mi impegno a utilizzare tutti gli strumenti in mio possesso per scongiurare l'ipotesi di un ridimensionamento delle attività sanitarie del Mastino”. (Caterina Pes, deputato Pd)

La giunta regionale deve dare disposizioni alla Asl di Oristano "…al fine di stipulare immediatamente una nuova convenzione con l'istituto Santa Maria Bambina di Oristano". Lo chiedono con una mozione, primo firmatario Attilio Dedoni, 27 consiglieri regionali della maggioranza. Nel documento si chiede che vengano resi disponibili "…ai pazienti che necessitano di trattamenti riabilitativi, 15 posti letto di riabilitazione estensiva e 45 di riabilitazione intensiva”. Si sollecita, inoltre, il riconoscimento da parte delle Asl "…tramite opportuna negoziazione, del corrispettivo economico per le prestazioni extracontrattuali del 2009, esclusivamente per i casi per i quali esista una richiesta delle stesse aziende sanitarie locali. Nel documento si chiede anche di applicare un sistema tariffario "…che tenga conto della remunerazione media assicurata dai centri di pari livello delle Regioni Emilia Romagna e Lombardia". Sempre per quanto riguarda il Centro Santa Maria Bambina, il consigliere comunale di Oristano, Mimmo Serusi (Sdi), ha chiesto al sindaco di Oristano e all’intero esecutivo, di dar seguito a quanto stabilito durante la riunione del consiglio comunale convocata preso il Centro di riabilitazione del Rimedio, in modo tale che quanto deciso da tutto il consiglio non rimanga lettera morta.

Per i corsi universitari di Oristano ci saranno importanti novità. Da quest'anno, il corso di Economia e gestione dei servizi turistici, per la prima volta, sarà ad accesso libero, mentre è in partenza la Scuola di specializzazione in Archeologia subacquea e dei paesaggi costieri, presentata nei mesi scorsi. Confermato, invece, l'accesso con selezione al corso di Biotecnologie, l'unico in Sardegna e uno dei pochi in Italia ad avere la certificazione di qualità Iso 9001 – 2000, e che riserverà 56 iscrizioni. E’ stata confermata anche la selezione per i 50 posti disponibili nel corso di Tecnologie alimentari, viticole, enologiche, che opera nella sede universitaria oristanese.  L'offerta formativa dell’Università di oristano sarà promossa con una campagna di comunicazione, presentata questa mattina dal dirigente del Consorzio Uno, Francesco Asquer, e che fa perno sullo slogan “Noi siamo Uno”.

L’Assessorato al traffico e il Comando di Polizia locale del comune di Oristano hanno istituito il senso unico nel tratto di viale Cimitero che costeggia il campo di calcio dei Cappuccini e il campo Tharros, e che dall’incrocio con via Manzoni giunge sino alle vie Petri e Severino Ibba. “La modifica alla circolazione è stata disposta per risolvere i problemi alla viabilità che da sempre caratterizzano quelle strade – ha detto l’assessore al Traffico, Alessio Putzu -. L’incrocio tra le via Manzoni, San Martino e Cimitero era diventato un punto di grande criticità e pericolosità per il traffico cittadino. Nella stessa via abbiamo tracciato la segnaletica orizzontale per realizzare delle fasce di rispetto che delimitano l’area dove sono previsti i lavori di rifacimento dei marciapiedi”.

Si rinnova per il dodicesimo anno consecutivo l'appuntamento con Dromos Festival, che anche questa estate propone un ricco calendario di concerti, mostre, tavole rotonde, momenti di approfondimento e riflessione. Dal 24 luglio al 15 agosto, ad Oristano e altri centri della provincia  (San Vero Milis, Nurachi, Baratili San Pietro, Riola Sardo, Nureci), si esibiranno musicisti del calibro di George Benson, Omar Sosa, Nicola Piovani, Zap Mama, Salif Keita, Ray Lema e James Taylor Quartet, oltre al già annunciato Luciano Ligabue, protagonista dell'"Ichnusa Live Fest" all'aeroporto di Fenosu il 7 agosto. Dromos, ancora una volta ha scelto di ispirarsi a un tema centrale forte, chiamato a fare da trait d'union tra i vari appuntamenti. E se l'anno passato il festival si riconosceva sotto il titolo "Clandestino", questa dodicesima edizione, all'insegna di "Cuore di tenebra", ne è in qualche modo il proseguimento. Perché "…se può sembrare irriverente ispirarsi al profetico capolavoro di Joseph Conrad – ha spiegato il critico d'arte, Ivo Serafino Fenu, nella sua presentazione di Dromos 2010 -, è pur vero che vi è una linea di continuità e una profonda coerenza tra il romanzo e i temi fino ad ora trattati dal festival: il meticciato, l’incontro/scontro tra culture differenti, il ruolo e la mortificazione della donna nei paesi con forti pulsioni autoritarie e, più di recente, la clandestinità". Dell'opera conradiana, oltre al titolo e agli spunti tematici, il dodicesimo Dromos prende in prestito anche l"ordito", intrecciando momenti di diversa natura nel suo ampio cartellone: tavoli tematici per ragionare sulla situazione politica ed economica del continente nero, una mostra fotografica del franco-maliano Alain Turpault (suo lo scatto scelto quest'anno ad immagine del festival) dedicata alla paradossale realtà dei bambini albini africani, e una collettiva che esplora invece le "tenebre" conradiane come "condizione esistenziale dell’uomo occidentale che si rispecchia nei propri incubi e si annichilisce nei propri sensi di colpa". Perché per Dromos la darkness, prima ancora che una condizione sociale e politica, è una dimensione dell’anima che caratterizza la ricerca umana ed estetica di tanti artisti, africani e non solo.

“Dromos e Oristano, un binomio che da dodici anni in Sardegna è simbolo di spettacolo, cultura e impegno sociale, ha detto il sindacodi oristano, Angela Nonnis -. Dalle prime edizioni di strada ne è stata fatta tanta. Gli artisti che hanno calcato la scena oristanese sono stati decine, tutti di altissimo livello. Mi piace ricordare Noa, ma anche le opere del nostro Antonio Amore e la musica di Vinicio Capossela, Nicola Arigliano, Enrico Rava, Paolo Fresu ed Uri Caine (solo per citarne qualcuno). Dromos è ormai diventato un appuntamento fisso dell’estate sarda. Un simbolo riconoscibile del nostro territorio e un forte motivo di richiamo verso Oristano e la provincia. Quest’anno gli artisti chiamati ad animare il Festival confermano la qualità della rassegna: Nicola Piovani, James Taylor, George Benson e Ligabue su tutti. Quattro giganti, ognuno nel suo genere, della musica mondiale. Con questi artisti lo spettacolo sarà assicurato ed è importante che grazie a loro il messaggio sociale, e ancor più culturale, che costantemente accompagna Dromos, anche quest’anno potrà avere un importante veicolo”. Dromos tocca temi che non fanno parte della cronaca quotidiana, ma che vanno oltre la superficialità di analisi sociologiche da salotto, visto che ha il coraggio di proporre riflessioni su realtà solo apparentemente marginali, di aprire una finestra su mondi così diversi dal nostro, e di stimolare il dibattito e l’approfondimento del nostro rapporto con la differenza. Nel 2008 il tema era quello delle donne di altri mari; l’anno successivo la clandestinità, mentre quest’anno il festival è intitolato “Cuore di tenebra”, e vivrà due momenti importanti con la mostra fotografica di Alain Turpault, dal titolo “Albinos”. Saranno esposte le fotografie dei bambini albini africani, bambini neri con il marchio del bianco, costretti ad una difficile condizione figlia di pregiudizi. Anche in questo caso è la diversità che genera diffidenza, timore e pregiudizio. La loro triste storia di emarginazione sarà raccontata attraverso gli scatti di Turpault. Il secondo importante momento sarà il concerto di George Benson. Una leggenda dal jazz mondiale, che si esibirà nella piazza Cattedrale. Un evento che Oristano potrà ricordare a lungo.  Il riferimento al cuore di tenebra, al rapporto tra la cultura africana e la civiltà occidentale, al rapporto con l’arte di Dromos e dei suoi artisti, della sua musica, della poesia, della fotografia e di ogni forma d‘arte che sarà proposta, lo lascio agli organizzatori.  Il mio compito è quello di sottolineare quanto Oristano riesca puntualmente a confermarsi terra di confine e, quindi, di contatto tra culture differenti, ma anche meta privilegiata di momenti d’alta cultura. Di spettacoli che non sono solo quelli delle grandi folle, ma anche di intelligente congiunzione tra espressioni diverse”.

Le launeddas saranno le protagoniste del quinto appuntamento della rassegna “Vediamoci al Centro … si gira l'isola”, organizzata dal Centro Servizi Culturali Unla di Oristano. Il 7 luglio, alle 21.30, nella sala conferenze del Centro, sarà presentato il documentario “Maistus de sonu.Costruttori di Launeddas”, di Roberto Corona e Marco Lutzu. Nella tradizione delle launeddas, triplice clarinetto diffuso nella Sardegna meridionale, le tecniche di realizzazione dello strumento sono un sapere specialistico, riservato a pochi esperti costruttori e tramandato di generazione in generazione. In “Maistus de Sonus. Costruttori di launeddas” quattro di loro, tutti residenti nella Provincia di Cagliari, mostrano il loro lavoro e si raccontano davanti alle telecamere dando vita ad un documentario che si presta a diversi piani di lettura. In primo luogo si può rimanere affascinati dalla sapienza dei loro gesti che, eleganti e sicuri, trasformano canne, cera e spago in strumenti musicali; o ancora colpiti dall’intenso coinvolgimento emotivo col quale parlano dei loro maestri. In secondo luogo si può riflettere sulle differenti tecniche costruttive (legate a scelte individuali o a stili areali); su come le tecniche di costruzione e gli attrezzi utilizzati siano mutati nel tempo; su come alcuni di essi abbiano razionalizzato e rendano esplicito il loro sapere; su come le nuove esigenze musicali abbiano mutato la fisionomia degli strumenti. Emerge uno spaccato di saperi profondi, radicati e condivisi da un ristretto numero di persone; saperi che stanno “dietro le quinte” ma grazie ai quali continuano a vivere quegli straordinari strumenti musicali che sono le launeddas. Roberto Corona, suonatore di launeddas, è laureando presso la scuola triennale di Etnomusicologia del Conservatorio “G.P. da Palestrina” di Cagliari. Da diversi anni conduce studi e ricerche sulle launeddas e sugli strumenti ad ancia in ambito mediterraneo. Marco Lutzu. Etnomusicologo e film maker, è dottorando in “Storia e Analisi delle Culture Musicali”, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, e docente presso la scuola triennale di Etnomusicologia del Conservatorio “G.P. da Palestrina” di Cagliari, e da diversi anni conduce studi e ricerche sulle launeddas.

 

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# 1
Mr. Pig ha messo in evidenza l'ennesima dimenticanza di una giunta comunale senza idee, senza cervello e sopratutto senza alcuna programmazione. Il termine si vive alla giornata è il più adatto. Purtroppo la mancata realizzazione del palazzetto, leggasi impianto polivalente, è una nuova occasione persa. Quella struttura, se fosse stata realizzata, sarebbe stata utile anche per la realizzaizone di eventi anche non sportivi, considerato che ad Oristano, importante centro baricentrico isolano, non esiste un locale idoneo ad ospitare eventi musicali, o teatrali che richiamano le grandi folle.
E' anche per questi motivi che come Capoluogo siamo "tagliati" fuori dai circuiti sia regionali che internazionali dello spettacolo.
Allora ci si arrangia, come si sta facendo per Ligabue, realizzando il concerto in un aeroporto di terzo livello, dove praticamente non c'è nemmeno un parcheggio.
Purtroppo questa pecca non sarà nemmeno l'ultima sino a quando avremmo amministratori come questi che non sono capaci nemmeno di governare la loro casa.
Di  Walter  (inviato il 06/07/2010 @ 09:10:07)
# 2
Il problema che affligge Oristano sia al comune che alla provincia è l'incapacità di spendere i soldi che ci sono. La provincia ha circa 20 MILIONI di euro da anni che non riesce a spendere per le strade,soprattutto per il nuovo pezzo di circonvallazione che dal centro commerciale deve arrivare alla zona industriale seguendo l'attuale strada bianca a ridosso dell'argine. Noi non la vedremo mai.
Tutte le vole che si fanno lavori pubblici inoltre diventano interminabili,con continui contenziosi con le imprese,fallimenti,gare d'appalto che poi vengono annullate,ricorsi etc..così i lavori si trascinano per anni e non si riesce mai a finire l'opera, spendendo però molti più soldi del previsto. Il ponte di Brabau sarebbe dovuto finire almeno una decina di volte negli ultimi 5 anni,anche senza prendere in considerazione il giusto stop per il cantiere archeologico.Adesso ad esempio vanno a passo d'uomo,facendo e disfando ciò che è stato costruito male.Non illudetevi,di sicuro passerà molto tempo prima dell'apertura perchè la rotonda di v.repubblica è pericolante e il ponte stretto e pericoloso.
Di  Anonimo  (inviato il 06/07/2010 @ 12:00:07)
# 3
Walter a confronto tuo Kant è il più comprensibile dei filosofi. Come sempre si capisce solo che Ms. Pig ha ragione, per il resto un pastone di tutto e il contrario di tutto. Ligabue riempie San Siro e secondo te avrebbe dovuto fare il concerto in un mini palazzetto. Se poi vogliamo fare un ragionamento costruttivo perche non pensiamo a quali società sportive sarebbe dovuto servire. All'Ariete volley? Che ha nel palazzetto della tharros un'ottima struttura. Alla Libertas basket? Che ha Sa Rodia è di casa da sempre. O alla gymland o alla Sam Paolo o all'Azzurra tutte già accasate con ottime strutture? Quali sono le altre società di livello che ne dovrebbero usufruire? Perchè invece non si sistemano quelle che già ci sono che per Oristano vanno benissimo e non si da una mano a queste piccole realtà che per passione e con grandi sacrifici fanno veramente sport a Oristano?
Di  E' proprio necessario costruirlo?  (inviato il 06/07/2010 @ 13:26:52)
# 4
credo anch'io che di un nuovo palazzetto oristano non sappia cosa farsene. sarebbe stato meglio utilizzare i 6 milioni per qualcosa di più utile e dedicarne una parte, per esempio, per aggiustare le altre strutture sportive decadenti. però, se non ricordo male, i 6 milioni si devono utilizzare solo per la costruzione del nuovo palazzetto. pig ha fatto bene a riportare a galla l'argomento palazzetto dello sport, perchè è un'indecenza che dopo due anni e con 6 milioni in cassaforte non si sappia ancora niente.
Di  michele  (inviato il 06/07/2010 @ 15:09:02)
# 5
La regione ha stanziato 6 milioni per il palazzetto e per legge si possono spendere solo per quello, non per altre cose anchesportive. Inoltre il palazzetto serve perchè l'attuale ha diversi problemi e non è molto professionale, ad esempio manca il parquet in legno e altre cose.
Di  Anonimo  (inviato il 06/07/2010 @ 15:59:55)
# 6
per il link 3. Ma che sport e che squadre segui a Oristano? Tutte accasate con ottime strutture?????????? e inoltre Oristano non ha un campo di basket o pallavolo all'aperto, degno di questo nome, pubblico che tutti possano utilizzare.
Di  Josto  (inviato il 06/07/2010 @ 17:23:57)
# 7
"E' proprio necessario costruirlo?" ma che sport fai? palazzetto della tharros ottima struttura? sa rodia? meravigliosa? trattasi di palestre, per giunta in pessimo stato . un palazzetto è una risorsa per la città e dintorni, in tutti i sensi e la richiesta, tra l'altro, è arrivata da chi dopo due anni non ha ancora speso. ma l'aspetto peggiore, vergognoso è che pur di non attaccare la vostra giunta ritenete un merito non spendere fondi che, per quella voce, si hanno da due anni fermi anzichè, in un momento di crisi, cantierati. vergogna.
Di  marco B  (inviato il 06/07/2010 @ 17:30:24)
# 8
In effetti il commento #3 non ha tutti i torti. Fra l'altro l'Ichnusa Live Fest, una sorta di sardo Heineken Jammin' Festival, è per sua natura manifestazione da grandi spazi e non certo da palazzetti.
Forse sarebbe stato meglio progettare e finanziare qualche altro tipo di struttura, anche sportiva, di cui la città è priva e che potrebbe essere utile anche a fini turistici. Almeno per sognare un po', "volando" con la fantasia. La realtà infatti è ben diversa.
Di  Giovanni Maria S.  (inviato il 06/07/2010 @ 18:25:29)
# 9
Per quelli che....parlano quando sanno di cosa si tratta...
e anche per quelli che....parlano giusto per polemica.
Ma quale silenzio? mi è bastato andare come normalmente faccio quando ho bisogno di una informazione nel sito del comune di oristano per trovare gli aggiornamenti sulla realizzazione del palazzetto dello sport.
primo: il comune ha pubblicato nel 2009 un bando di gara per la progettazione del palazzetto. trattasi di una manifestazione di interesse.
a settembre vengono selezionati 20 partecipanti che possiedono i requisiti.
secondo: queste 20 società hanno presentato i loro progetti per la realizzazione del palazzetto.
terzo: tu sai per caso quanto ci vuole per valutare un progetto per un opera pubblica e decidere quale sia la più valida? non sforzarti basta che prendi il d.lgs 163 "appalti" e così te ne rendi conto, poi moltiplica per le 20 società.
quarto: al termine della valutazione il comune dovrà decidere se affidare alla stessa ditta anche la realizzazione oppure fare un nuovo bando per la costruzione (tutto scritto nel bando).




Di  un cittadino che legge e si informa da se.  (inviato il 07/07/2010 @ 09:41:40)
# 10
Il palazzetto serve per lo sport, non per concerti o fini turistici come dice qualcuno. E ce ne è immenso bisogno perchè non esiste solo il pallone da calcio !
Di  Anonimo  (inviato il 07/07/2010 @ 09:51:08)
# 11
Rispondo a chi non conosce le normative di legge.
Primo: il palazzetto è stato finanziato e deve essere realizzato. In alternativa si perdono i fondi.
Secondo: se si realizza una struttura polivalente, come in tante altre città del nord, c'è la possibilità di ricavarne anche 4.000 posti. Con un sito simile si può fare di tutto e di più, visto che ad Oristano l'unico spazio disponibile, oltretutto limitatissimo, è il teatro Garau.
Parlo di spazi per la cultura e gli eventi di un certo rilievo, capaci di attirare le manifestazioni regionali e nazionali, legate ad esempio al circuito teatrale, alla musica classica, o ad artisti di fama internazionale.
Cito l'esempio di Giovanni Allevi. Solo 500 oristanesi riuscirono a sentirlo al Garau.
Chiudo quì questa piccola polemica, con la speranza che le proposte arrivino da chi sta scaldando le poltrone del palazzo degli Scolopi... Sicuramente passerà anche questa torrida estate.....
Di  Walter  (inviato il 07/07/2010 @ 09:52:43)
# 12
ma allora perchè il comune di Oristano nel 2007 avanzò alla presidenza della giunta regionale (R.Soru) la richiesta di un nuovo palazzetto? la richiesta sorprese tutti ma questo è. Dopo tre anni dalla richiesta la giunta comunale di Or di destra ha deciso che l'opera non è necessaria anzi superflua....
ma dove volete andare cialtroni? (=amministratori del sud che non sanno fare programmazione, secondo il ministro Tremonti).
Di  Ernesta  (inviato il 07/07/2010 @ 11:45:40)
# 13
Per il cittadino fan dell'Assesore ai Lavori Pubblici: tutte belle parole che non incantano nessuno! Sono trascorsi due anni e del Palazzetto dello Sport non si sa un grande cavolo! Se Angelo non avesse tirato fuori l'argomento tu non ti saresti mai svegliato per difendere l'Assessore e informare noi poveri mortali
Di  Cittadino che vuole che la Giunta non dorma.  (inviato il 07/07/2010 @ 14:02:42)
# 14
Oristano ha bisogno di un palazzetto semplicemente perchè ora ne è priva, chiamare palazetti le varie palestrucole scolastiche o palazzetto la palestra di Sa rodia è da pazzi. Che si riduca la capienza se si vuole risparmiare, 2500 posti, con magari un progetto utile per l'ampliamento. Lo sport oristanese ha bisogno urgente del palazzetto.
Di  Che ce vado  (inviato il 07/07/2010 @ 14:42:07)
# 15
Io sono un cittadino che è nauseato da questa Giunta comunale. Se Oristano con Barberio faceva schifo, con Nonnis fa vomitare. Guardate come hanno ridotto Oristano! A me dei tempi che ci vogliono per valutare i progetti non me ne frega niente, mi interessa che quando ci sono i soldi le cose si facciano in fretta e non che per fare un bando ci mettano uno o due anni! Se ci fossero delle multe per il ritardo degli Amministratori si sveglierebbero tutti! Nonnis e Assessori scidai su sonnu!!
Di  Sveglia!  (inviato il 07/07/2010 @ 15:33:45)
# 16
Un cittadino che legge e che si informa dovrebbe sapere che queste cose accadono solo a Oristano.
Nella famosa Repubblica delle banane di Eleonora, infatti, i bandi e i relativi appalti durano anni.
Non solo, puntualmente, dopo ogni scelta, l'impresa che vince l'appalto o fallisce o passa la mano.
IL risultato sono le decine di incompiute che abbiamo in Città.
Cosa vuole dire? Che non c'è testa e nemmeno organizzazione.
Sono latitanti gli amministratori e i dirigenti fanno i fatti loro.
Se si fosse lavorato come fanno altrove il palazzetto ora sarebbe già pronto.
Di  Walter  (inviato il 07/07/2010 @ 18:34:38)
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