Febbre del Nilo: denuncia del Comitato Sa Rodia per eventuali omissioni nella tutela della salute.

Il “Comitato Sa Rodia” di Oristano ha presentato una denuncia alla Polizia per chiedere di verificare eventuali omissioni e responsabilità nella tutela della salute pubblica, alla luce della diffusione della Febbre del Nilo nel territorio oristanese.
Nel mirino sono finite le risaie attorno alla città, considerate un elemento “che favorisce la proliferazione delle zanzare”.
A firmare l’atto è Luciano Cariccia, in rappresentanza del Comitato. Cariccia chiede che venga accertata “l’eventuale sussistenza di omissioni di atti d’ufficio da parte degli enti competenti”, indicando come responsabili l’Asl 5, il Comune e la Provincia di Oristano.
Nella denuncia, Cariccia ricorda come il Comitato abbia più volte sollecitato interventi: “Nonostante le nostre reiterate richieste nel corso degli anni, nessuno ha ancora affrontato il problema legato ai campi coltivati a riso dentro la città, dove l’acqua ristagna quasi tutto l’anno, con una produzione a livello industriale delle zanzare”.
Secondo il Comitato, le risaie presenti nel perimetro urbano rappresentano un fattore critico per la salute pubblica: “Il Comitato Sa Rodia ha più volte sollecitato gli enti preposti alla salvaguardia della salute pubblica, affinché venissero eliminate le risaie dentro il perimetro urbano, restando sempre inascoltato”.
La denuncia arriva in un momento di crescente allarme per la diffusione del virus West Nile in provincia di Oristano. Negli ultimi giorni si è registrato un nuovo decesso legato all’infezione, il terzo dall’inizio dell’anno nel territorio provinciale, mentre il bilancio complessivo in Sardegna sale a cinque vittime. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Così come detto sopra, sono saliti a 26 i casi umani e tre i decessi legati al contagio da virus della Febbre del Nilo in provincia di Oristano. L’ultima diagnosi per un ultrasettantenne, attualmente in osservazione presso il pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano. Cresciuto anche il numero dei decessi, ora tre: un paziente ultrasettantenne è morto dopo oltre un mese di ricovero in ospedale. Immediatamente sono state avviate dal dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano l’inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono da parte delle autorità competenti la disinfestazione dell’area di residenza della persona, che ha contratto il virus. “Salgono ancora i contagi ed è arrivato, purtroppo, il terzo decesso – afferma la direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina -. Non smettiamo di seguire le uniche misure di prevenzione e di protezione contro la malattia. Ed è necessario che chi si prende cura di anziani e bambini, si accerti che entrambi attuino le stesse misure di protezione”.

Si celebra oggi, a Oristano, la festa della Madonna del Rimedio, in concomitanza con la Natività della Beata Vergine Maria. Una delle tradizioni religiose e popolari più antiche e sentite del territorio. La ricorrenza ha richiamato anche quest’anno nella borgata oristanese migliaia di pellegrini provenienti da tutta la Sardegna. Il cuore delle celebrazioni si tengono attorno all’omonima Basilica, all’ingresso della città, con messe solenni fin dalle prime ore del mattino, la tradizionale festa popolare e la suggestiva concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Oristano, monsignor Roberto Carboni. In sintesi, le prime tracce del culto a Oristano risalgono al periodo medievale (tra il Trecento e il Quattrocento), favorite dai contatti con la cultura catalana e aragonese. La devozione è legata anche alla memoria del villaggio rurale di Nuracraba. Nella Carta de Logu promossa da Eleonora d’Arborea, la Vergine Maria era posta a garante di giustizia e buon governo, e la data dell’8 settembre rappresentava già un importante punto di riferimento civile e normativo nella vita pubblica del Giudicato. La crescita decisiva del santuario e del culto avvenne, però, nel XVII secolo, in seguito alla terribile epidemia di peste che colpì la popolazione tra il 1658 e il 1665, spingendo la comunità alla riedificazione e all’affidamento alla Madonna. Una tappa fondamentale della storia moderna del simulacro è, invece, l’incoronazione ufficiale, avvenuta nel 1952, di cui si celebrano regolarmente gli anniversari nel corso dei solenni festeggiamenti di fine agosto e inizio settembre. (notizie Ufficio Stampa Comune di Oristano).

“Disarmare le parole e contribuire così a disarmare la terra”, è l’appello lanciato dall’arcivescovo di Oristano, mons. Roberto Carboni, durante il solenne pontificale per la festa patronale di Nostra Signora del Rimedio, celebrato stasera nel piazzale della Basilica. Davanti a fedeli e autorità, il presule ha denunciato lo scenario internazionale segnato da conflitti e divisioni: “Diamo voce alle richieste dell’umanità che grida il suo desiderio di pace. Ci preoccupano le chiusure fra i popoli: con la violenza tutto è perduto, mentre con il dialogo si può arrivare a un punto d’incontro”. Di qui il richiamo alla responsabilità etica: “Ci sono situazioni in cui non è giusto essere neutrali. Non basta ritenere di non essere complici, dobbiamo elevare la nostra voce e dare voce alle vittime. Non possiamo accettare tutto questo come una normalità”. Carboni ha quindi invitato a un esame di coscienza a partire dalla quotidianità: “Dobbiamo purificare l’aggressività di cui possono essere impregnate le nostre parole: feriscono o guariscono un cuore. Per conseguire la pace non basta il desiderio, bisogna praticare la giustizia”. Riprendendo le parole di Papa Leone e le cinque piste di responsabilità quotidiana, personale e comunitaria, per far crescere la civiltà dell’amore, il vescovo ha ribadito l’urgenza di “…disarmare le parole e contribuire così a disarmare la terra, di edificare il buon fondamento della pace che è la giustizia, di abbandonare l’esitazione e prendere posizione. Ci sono situazioni in cui non è giusto essere neutrali, essere chiamati a un sano realismo che eviti sia l’idealismo quanto il cinismo, e infine rilanciare il dialogo, che è lo strumento principale della convivenza tra le persone e una concreta alternativa al conflitto”. Uno sguardo anche alla realtà diocesana: “Siamo custodi di un passato glorioso ma viviamo un presente di povertà spirituale, poco entusiasmo e calo delle vocazioni”. Infine, l’esortazione alla comunità civile: “Oristano continui a essere accogliente, attenta ai più deboli, sempre più al servizio dei cittadini”. (da agensir.it).

“Sono un dichiarato avversario del sardismo tradizionale, quello che Mario Melis chiamava «diffuso» e che a me è sempre sembrato soprattutto un sardismo chiuso: rivendicazionista, retorico, folklorico e provinciale, perché privo di una visione del mondo e, soprattutto, di un’idea dello Stato. Va però riconosciuto che il sardismo è una posizione politico-culturale non di sinistra. Anzi, fu duramente osteggiato dalla sinistra, che arrivò ad allearsi con il Partito sardo nella Giunta Melis più in funzione antidemocristiana che per condividerne cultura, contenuti e obiettivi. Ancora oggi molti sedicenti sardisti sono in realtà uomini vagamente e confusamente di sinistra, che spruzzano sulla propria appartenenza una modesta affezione alla cultura locale, quasi una concessione al genius loci. Sono prima filopalestinesi, filorussi, antioccidentali e terzomondisti; poi, se rimane spazio, sardisti. La Sardegna non è il punto dal quale guardano il mondo, ma il luogo nel quale applicano categorie elaborate altrove. Fatte queste premesse, vedere il Campo largo prepararsi a celebrare il settantacinquesimo anniversario del Congresso del Popolo sardo produce un déjà-vu che lascia l’amaro in bocca. Già negli anni Cinquanta il Pci comprese, al netto di alcuni suoi esponenti largamente marginalizzati, che il sardismo possedeva ragioni storiche non interpretabili alla luce dell’internazionalismo sovietizzante allora dominante. Si accorse, insomma, di avere le polveri bagnate quando parlava di Sardegna. Neppure la pubblicazione dei Quaderni del carcere offrì una chiave sufficiente: il materialismo storico, anche nella versione inquieta e corretta di Gramsci, non riusciva a spiegare fino in fondo la Sardegna. Il Pci adottò allora temi, parole e stilemi sardisti per coprire il proprio vuoto. Oggi la storia si ripete. Il Campo largo è un aggregato tenuto insieme dal potere e segnato da un’impressionante povertà di contenuti, idee e azioni (Cristiano Sabino lo mette bene in evidenza, oggi, sulle colonne dell’Unione Sarda, a proposito dell’energia). Che cosa fa allora il Campo largo? Si getta sulla retorica sardista. Celebra il Congresso del Popolo sardo mentre governa senza una visione della Sardegna; rievoca la Rinascita mentre non sa indicare da che cosa, verso che cosa e attraverso quali poteri l’isola dovrebbe rinascere. E tenta di occupare quello spazio proprio mentre il Psd’Az prova faticosamente a rinnovare la propria cultura, sebbene lo stia facendo attraverso un percorso che somiglia sempre più alle premesse di una guerra civile interna.È la vocazione vampiresca della Sinistra sarda: non elaborare una cultura politica, ma succhiare quella degli altri; non affrontarne le conseguenze, ma appropriarsi dei simboli; non conquistare nuovi poteri in ragione di una nuova visione dello Stato, ma organizzare convegni che mascherino il vuoto. Sostanziata di vecchio potere (ruoli e soldi) e mascherata di cultura, in genere posticcia, la Sinistra sarda sta trasformando ogni tradizione in arredamento, in costume cerimoniale (Todde docet).I l sardismo del Campo largo non è un pensiero, ma una scenografia dietro la quale continuare a governare senza pensiero”. (Paolo Maninchedda, sardegnaeliberta.it).

Dal 10 al 13 settembre, a Sa Rodia, torna la manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Cagliari-Oristano. In programma gare di salto ostacoli, seminari, esibizioni equestri e folkloristiche, spettacoli, musica e una mostra mercato dedicata alle eccellenze del territorio. Oristano si prepara ad accogliere una nuova edizione di Sardegna Cavalli, lo storico appuntamento dedicato al mondo equestre che dal 10 al 13 settembre 2026 animerà le strutture della Società Oristanese di Equitazione, in località Sa Rodia. La manifestazione è promossa dalla Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, in partenariato con il Comune e la Provincia di Oristano, finanziata con il contributo della Regione Sardegna. In programma quattro giornate nelle quali sport, tradizione, cultura, spettacolo e promozione del territorio si incontrano attorno alla figura del cavallo, elemento profondamente radicato nella storia e nell’identità della Sardegna. “Sardegna Cavalli 2026 rappresenta una straordinaria vetrina per il nostro territorio, capace di unire la profonda tradizione equestre sarda all’eccellenza dello sport e della promozione turistica. Come Camera di Commercio crediamo fortemente nel valore strategico di questa manifestazione, un’occasione preziosa per valorizzare la filiera agroalimentare, le botteghe artigiane e le tipicità locali a beneficio di tutto l’indotto”, sottolinea il vicepresidente della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, Salvatore Ferdinando Faedda. “Sardegna Cavalli è un appuntamento di grande valore che racconta una parte importante della nostra identità, della nostra storia e delle nostre tradizioni – dichiara il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna –. Il cavallo rappresenta un elemento profondamente radicato nella cultura della nostra comunità e questa manifestazione offre l’occasione per valorizzare, insieme alla grande tradizione equestre, le eccellenze produttive, culturali e turistiche del territorio. Siamo felici che Oristano si riappropri di una manifestazione che in passato ha dato tanto al territorio”. Accanto al programma sportivo, con le competizioni di salto ostacoli A5* (competizioni equestri nazionali di massimo livello (5 stelle) organizzata sotto l’egida della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) Sardegna Cavalli 2026 offrirà al pubblico una mostra espositiva dedicata alle eccellenze del territorio, creando uno spazio di incontro e valorizzazione per le produzioni agroalimentari, l’artigianato e le tipicità locali. Un programma pensato per coinvolgere professionisti e operatori del settore, appassionati, sportivi e famiglie, attraverso competizioni, momenti di approfondimento, attività esperienziali, spettacoli equestri, musica, iniziative culturali e un’area ristoro dedicata ai visitatori. “Abbiamo strutturato un programma ricco di contenuti, che affianca alle gare agonistiche di salto ostacoli importanti momenti di approfondimento tecnico, normativo e divulgativo dedicati al benessere animale e allo sviluppo del comparto. Questa edizione punta a coniugare il rigore organizzativo con l’accoglienza, offrendo un’esperienza completa e coinvolgente a professionisti, appassionati e famiglie”, aggiunge il segretario generale della Camera di Commercio, Cristiano Erriu. Il presidente del Centro Servizi per le Imprese della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, Vitangelo Tizzano, sottolinea come “il comparto allevatoriale equino rappresenta una componente significativa dell’economia agricola della Sardegna e assume un valore particolarmente rilevante nel territorio oristanese, dove l’allevamento del cavallo è legato a una tradizione consolidata, a competenze professionali e a un patrimonio culturale che continua a generare attività economiche e occupazione”. La manifestazione prenderà il via giovedì 10 settembre con il Concorso di Salto Ostacoli A5* Sardegna Cavalli 2026, in programma alle 10 e alle 15. Alle 18.30 è prevista la cerimonia ufficiale di inaugurazione, accompagnata dall’esibizione dei Tamburini e Trombettieri “Città di Oristano”. Alle 19.30 spazio alla tradizione con l’esibizione del gruppo folk “Città di Oristano”, mentre alle 21 la giornata si concluderà con lo spettacolo del Gruppo Armonia Sarda. La giornata di venerdì 11 settembre si aprirà alle 10 con il seminario “Il cavallo nelle grandi manifestazioni della provincia di Oristano: tradizione, identità, sicurezza e benessere animale alla luce del nuovo quadro normativo”, affiancato dal concorso di Salto Ostacoli, previsto alle 10 e alle 15.30. Nel pomeriggio, alle 17.30, sarà la volta dell’esibizione di volteggio. La serata proseguirà alle 19.30 con lo spettacolo di Gionata Feuer Frei e Fabio Fire Phoenix, mentre alle 21 la musica sarà protagonista con il DJ Set di Andrea Camedda. Sabato 12 settembre sarà dedicato ancora allo sport e all’approfondimento sul comparto equestre. Alle 10.30 si terrà il seminario “Il cavallo in Sardegna: allevamento, sport, benessere e sviluppo della filiera”, mentre alle 14.30 torneranno in campo i protagonisti del concorso di Salto Ostacoli. La serata sarà all’insegna della tradizione: alle 19.30 sono previste l’esibizione dei Tamburini e Trombettieri Pro Loco e quella del gruppo folk “Is Froris”. Alle 21, infine, spazio allo spettacolo folkloristico e musicale del Gruppo Ballade Ballade Bois. Il programma di domenica 13 settembre, giornata conclusiva della manifestazione, prenderà il via alle 10 con il concorso di Salto Ostacoli. Alle 11 è prevista un’esibizione di dressage, mentre alle 15 si tornerà alle competizioni con un’altra prova del concorso di salto ostacoli. Alle 17.30 la tradizione della Sartiglia sarà protagonista con l’esibizione dei Tamburini e Trombettieri “Sa Sartiglia”. Alle 19.30 spazio allo spettacolo equestre, prima della chiusura ufficiale dell’evento, prevista alle 20. La serata proseguirà alle 21 con il DJ Set di Sandro Azzena. Per tutta la durata di Sardegna Cavalli 2026, dalle 10 alle 23.30, sarà inoltre aperta la Mostra Mercato, con esposizioni dedicate all’artigianato e all’agroalimentare del territorio, affiancata da un’area ristoro. Un’occasione per conoscere e acquistare le produzioni e le eccellenze locali e vivere la manifestazione anche attraverso i sapori del territorio. Particolare attenzione sarà riservata alle famiglie e ai visitatori più giovani con “Il Villaggio dei Piccoli Cavalieri”, un’area ricreativa dedicata ai bambini, attiva tutte le mattine dalle 10.30 alle 12.30 e tutti i pomeriggi dalle 16 alle 18.30.

Incidente stradale, attorno alle 17 di questo pomeriggio, all’ incrocio tra le strade provinciali 10 e 11, in territorio del Comune di San Vero. Per cause ancora in corso di accertamento, un furgoncino Doblò e una Bmw si sono scontrate. I Vigili del fuoco di Oristano hanno provveduto alla messa in sicurezza delle due macchine, mentre gli occupanti delle auto, che sono usciti autonomamente dall’abitacolo, sono stati assistiti dal personale del servizio sanitario regionale. Sul posto anche le Forze dell’ordine per quanto di loro competenza.
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