Tutto pronto a Cabras per la Corsa degli Scalzi.

Da secoli, gli uomini di Cabras accompagnano il simulacro del Santissimo Salvatore lungo i sentieri del Sinis, indossando il tradizionale saio bianco stretto in vita da un cordone.
Ogni corridore partecipa spinto da una motivazione intima e personale. Alcuni per una promessa, altri per una grazia ricevuta, altri ancora per custodire una tradizione. All’alba di sabato 5 settembre, gli Scalzi partiranno dalla chiesa di Santa Maria Vergine Assunta a Cabras e percorreranno i sette chilometri che conducono al villaggio di San Salvatore: una processione fra la polvere e la fatica nella quale la devozione individuale si unisce alla forza di un rito condiviso.
Tutta la comunità è coinvolta: sono circa 900 gli uomini attesi alla Corsa, con una trentina di giovani under 20 tra i nuovi iscritti. Numeri che raccontano di un rito vivo che si tramanda da una generazione all’altra.
“La nostra Associazione esiste per custodire questo momento con ordine e devozione. Ogni anno accompagniamo il simulacro da Cabras al villaggio, come ci hanno insegnato gli anziani: sette chilometri di sacrificio, di forte preghiera e intimità con nostro Gesù Salvatore che sono anche una metafora di vita. San Salvatore rappresenta la Pasqua nel cammino di fede di ogni corridore”, dichiara Alessio Camedda, presidente dell’Associazione Is Curridoris di San Salvatore.
Le donne e Santu Srabadoeddu
Sono le donne di Cabras ad aprire ufficialmente i festeggiamenti. All’alba di venerdì 28 agosto, circa 500 donne parteciperanno alla processione Santu Srabadoeddu: la più piccola è Agata, nata nel marzo 2024, seguita da Chiara e Aurora, del 2022; un centinaio sono minorenni e tre hanno superato i settant’anni. Scalze e vestite con gli abiti tradizionali, percorrono a piedi i sette chilometri di su camminu de su Santu portando Santu Srabadoeddu, la piccola e antica statuetta del Santissimo Salvatore, dal paese al villaggio campestre.
È un rito riportato in vita nel 1981 da alcune devote, che oggi resta uno dei momenti più intimi della festa: canti e preghiere in sardo che si intrecciano al passo e alla fatica, fino all’arrivo al santuario, dove la statuetta rimane custodita per tutto il novenario.
“Cammineremo scalze come hanno fatto le nostre madri e le nostre nonne, portando Santu Srabadoeddu lungo lo stesso sentiero. È un gesto silenzioso, un
dialogo tra noi, chi ci ha preceduto e il Santo”, afferma Maria Francesca Spanu, dell’Associazione Santu Srabadoeddu.
Un paese che non dorme
La vigilia della Corsa a Cabras è difficile riposare, le ore che precedono la corsa creano un tumulto di emozioni. Il venerdì sera, il sorteggio delle mudas decreta quali corridori avranno l’onore di iniziare e concludere la corsa del sabato e della domenica. All’alba di sabato 5 settembre, dopo la Santa Messa delle 6.00, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Roberto Carboni, il simulacro del Santissimo Salvatore lascia la Pieve di Santa Maria Assunta in processione verso via Tharros. Alle 7.30 is Curridoris iniziano la Corsa, accompagnando il Santissimo lungo i sentieri polverosi del Sinis, tra gli applausi e l’incoraggiamento di chi li accompagna a bordo strada. Alle 8.30, l’arrivo al villaggio.
Un rito che si rinnova da oltre 400 anni
Le origini della corsa risalgono presumibilmente al 1619. A quei tempi le coste del Sinis erano bersaglio delle incursioni saracene: per mettere in salvo il simulacro del Santo durante uno degli assalti, gli abitanti di Cabras lo portarono in spalla, correndo scalzi fino al villaggio campestre di San Salvatore. Si narra che la polvere sollevata dai loro piedi nudi si levò in una nube così densa da ingannare il nemico che credette di dover affrontare un numeroso esercito e si ritirò in fuga. Cabras fu salva, e da quel giorno la comunità celebra il Santo ripercorrendo i momenti principali di quella giornata: la Corsa è un rito che si ripete da oltre quattrocento anni, nella prima domenica di settembre.
14 gruppi, 14 mudas: le regole di un ordine antico
Dietro la corsa c’è un’organizzazione precisa, tramandata di generazione in generazione. Is Curridoris sono divisi in 14 gruppi, ciascuno composto da 14 mudas di 3-5 persone: un richiamo diretto alle 14 stazioni della Via Crucis. Alternandosi nel trasporto del simulacro e della bandiera, i partecipanti mantengono viva una disciplina che è insieme fede, identità e memoria condivisa.
Un’emozione sempre più condivisa
La Corsa degli Scalzi è un rito riservato agli uomini di Cabras, ognuno dei quali prende parte alla corsa per fede e per una promessa personale, custodita nel silenzio e rinnovata lungo il cammino. Ma l’emozione di assistervi non conosce confini. Chi arriva da fuori non trova uno spettacolo confezionato per i visitatori, ma un rito vero, vissuto prima ancora che raccontato: il silenzio dell’attesa, la polvere sollevata dai piedi nudi, il suono delle campane, la devozione che diventa corsa. È proprio questa autenticità a rendere la Corsa degli Scalzi una delle esperienze culturali più intense che la Sardegna possa offrire: un incontro diretto con l’anima più profonda del Sinis e con le sue radici religiose, comunitarie e identitarie.
Il programma dei festeggiamenti civili
Accanto al programma religioso, il villaggio di San Salvatore cambia volto ogni sera: si parte venerdì 28 agosto con Dantzas, festival di danze e musiche tradizionali con la Cogar Celi Band (Irlanda), i Balbrulè (Veneto) e i sardi Ballade Ballade Bois, con la partecipazione del maestro di launeddas Stefano Pinna. Seguono la porchetta arrosto e il concerto dei Naracauli (29 agosto), la Sagra della Frittura di paranza con Fantasias de Ballos (30 agosto), il teatro con Daniele Contu (31 agosto) e con la Compagnia Arriora (1° settembre), la dimostrazione di arti e mestieri antichi di Artis Antiga e la musica di Sonus de Festa (2 settembre), la serata con Giuliano Marongiu (3 settembre). Sabato 5 settembre, oltre alla Corsa, spazio alla Sagra del muggine, ai Boes e Merdules di Ottana e al concerto di Cordas et Cannas. Il gran finale è domenica 6 settembre in piazza Stagno, con lo spettacolo pirotecnico e il concerto di Baby K.
“Uno dei nostri obiettivi è stato quello di animare il villaggio durante tutte le serate, avendo un occhio di riguardo per gli appuntamenti tradizionali come la commedia sarda e i balli della tradizione. Ci siamo impegnati in modo da costruire un programma capace di coinvolgere tutti, senza dimenticare comicità e musica, con l’obiettivo di interessare giovani e anziani, abitanti del territorio e visitatori.
Una particolarità di questa edizione sarà il primo giorno dei festeggiamenti con il festival itinerante di danze e musiche tradizionali, che porterà a Cabras la bellezza dello scambio interculturale attraverso la musica, con la partecipazione anche di un gruppo irlandese. Sarà un’occasione per incontrarsi, condividere culture diverse e scoprire quanto le tradizioni, pur appartenendo a luoghi lontani, possano parlare la stessa lingua”, sostiene Roberto Matta, presidente del Comitato San Salvatore 2026.
Accessibilità
Il pubblico più fragile trova un’attenzione dedicata: in via Tharros sarà allestita una tribuna da 200 posti, gratuita e accessibile fino a esaurimento, riservata ad anziani, donne in gravidanza e persone vulnerabili, con una pedana dedicata per chi ha disabilità motoria. Sempre in via Tharros, vicino al punto di arrivo della Corsa, un sistema di paletti e cordonature garantirà la sicurezza di corridori e fedeli.
In diretta anche da lontano
Chi non può essere a Cabras potrà comunque seguire la festa: sabato 5 e domenica 6 settembre i canali social del Comune di Cabras e la pagina ufficiale della Corsa degli Scalzi trasmetteranno la partenza e momenti principali della cerimonia religiosa. Domenica 6 settembre, per il rientro, TeleSardegna e Aristanis TV trasmetteranno in contemporanea dalle 18.00 alle 20.00. (a cura dell’Ufficio Comunicazione del Comune di Cabras).

La Provincia di Oristano, facendo seguito alle richieste del Comune di Oristano, per mercoledì 2 settembre, a partire dalle 05.50 del mattino, ha disposto l’esecuzione di una serie di interventi di disinfestazione adulticida delle zanzare nell’Area grandi eventi di Torre Grande. Si raccomanda di non circolare durante l’erogazione dell’insetticida, mettere al riparo eventuali piccoli animali domestici, oggetti utilizzabili da bambini e adulti e non consumare frutta e ortaggi, eventualmente contaminati, per almeno 6 giorni. Qualora si verificassero condizioni meteorologiche avverse l’intervento verrà rimandato a data da destinarsi.
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