“Le leggi regionali di natura urbanistica non possono fermare la devastazione in atto”.

“La Corte Costituzionale con la Sentenza n.127 del 2026 ha stabilito, respingendo i dubbi sollevati dal Tar del Lazio, che il divieto di installare pannelli fotovoltaici a terra è legittimo, in quanto la difesa del suolo e del paesaggio vengono prima dell’esigenza delle rinnovabili.
Fanno evidentemente eccezione i progetti di ristrutturazione e ampliamento di campi fotovoltaici a terra, già esistenti.
Condivido l’analisi di Felice Corda su queste pagine e rilancio.
La Corte afferma che il suolo agricolo rappresenta, infatti, una risorsa sempre più scarsa e così, richiamando la direttiva (UE) 2025/2360 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 novembre 2025, afferma che “suolo è una risorsa vitale, limitata e ritenuta non rinnovabile e insostituibile su una scala temporale umana. È fondamentale per l’economia, l’ambiente e la società in generale. Per suoli sani si intendono suoli che presentano buone condizioni chimiche, biologiche e fisiche e sono quindi in grado di fornire servizi ecosistemici vitali agli esseri umani e all’ambiente, quali alimenti sicuri, nutrienti e sufficienti, biomassa, acqua pulita, ciclo dei nutrienti, stoccaggio del carbonio e habitat per la biodiversità”.
Da qui viene richiamata l’esigenza di un bilanciamento degli interessi pubblici fra Fer (Fonti di energia rinnovabili) e tutela del paesaggio agrario. Tuttavia viene ribadito che sono comunque consentiti gli impianti alti o integrati che permettono di continuare a lavorare la terra sotto i pannelli, ovvero l’agri-fotovoltaico e anche l’eolico.
La sentenza dice fra l’altro, richiamando precedenti proprie sentenze (n. 13 del 2014 e n. 224 del 2012), che viene considerata legittimo che alcune eccezioni possano essere considerate purché «ispirate alla tutela di altri interessi costituzionalmente protetti».
La norma oggetto dell’esame della Corte, infatti, è proprio volta a “realizzare un contemperamento, non manifestamente irragionevole, fra interessi di pari rilievo costituzionale, tutti peraltro riconducibili, seppur per differenti profili, anche al bene ambiente (la tutela del paesaggio agricolo, delle colture, del suolo, della biodiversità e della transizione ecologica)”.
Dunque, l’idea che leggi regionali di natura squisitamente urbanistica possano fermare la devastazione in atto in Sardegna in materia di Fonti di energia rinnovabili è pura fantasia, frutto di strumentalità e della velleità di chi probabilmente ha altre mire personali.
Quando la Corte parla di interessi costituzionalmente protetti richiama il ruolo della tutela paesaggistica, che se bene utilizzata è un reale strumento per la tutela del nostro territorio. Prova ne sia che mai la Regione ha voluto mettere mano al completamento del PPR delle zone interne, mentre è impegnata a far finta di cambiare quello costiero. Nel frattempo, scrivono e si fanno bocciare leggi inutili e mal fatte, mentre non si vuole agire su quanto la stessa Corte ha più volte insistito, affermando che le regioni potessero procedere all’indicazione di aree e siti non idonei all’installazione di specifiche tipologie di impianti, dimostrando che quelle aree fossero utili ad assicurare il corretto rispetto del paesaggio, e dunque di un interesse pubblico prevalente su tutto il resto, come d’altronde fa questa Sentenza n.127.
Tutto è stato già detto da tempo, ma mentre la Giunta regionale non sente, non è corretto costruire speculazioni personali sul destino della Sardegna e dei sardi”. (dalla pagina Facebook di Gian Valerio Sanna, ex assessore regionale Urbanistica).

Sono saliti a diciannove i casi umani di contagio da virus della Febbre del Nilo nella Provincia di Oristano. Un ultracinquantenne, dopo aver manifestato i sintomi della West Nile, è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano. Anche per lui è arrivata la conferma; si tratta di Febbre del Nilo. Il paziente è ricoverato presso il presidio ospedaliero oristanese. Immediatamente sono state avviate dal dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano l’inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono da parte delle autorità competenti la disinfestazione dell’area di residenza delle persone, che hanno contratto il virus.

A Santa Giusta, un allevatore è stato sorpreso mentre appiccava un incendio nelle campagne, ed è stato arrestato in flagranza dal Corpo Forestale. L’intervento è avvenuto intorno alle 3.40 del 18 agosto, in località Mascaminis, dove gli investigatori del Nucleo investigativo di Oristano, insieme al personale delle Stazioni Forestali di Marrubiu e Ales, avevano predisposto un servizio di controllo. Gli agenti hanno assistito direttamente all’innesco delle fiamme ai margini di una strada rurale. L’uomo, un allevatore, si è quindi allontanato a bordo della propria auto, ma è stato inseguito e raggiunto dalle pattuglie del Corpo Forestale, che lo hanno arrestato. Durante i successivi accertamenti nell’auto sarebbero stato trovatio materiale idoneo all’accensione di fuochi e tracce ritenute riconducibili all’episodio. Il rogo, domato dai Vigili del fuoco, ha interessato circa 400 metri quadrati di vegetazione, tra cisto, rovi e canneto, in prossimità della Statale 131. La Procura di Oristano ha disposto l’accompagnamento dell’uomo in carcere. Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con altri incendi registrati nella stessa area. Alla luce degli elementi raccolti, al momento all’indagato sono contestati anche ulteriori episodi, alcuni dei quali qualificati come incendi boschivi. La Procura ha chiesto al Gip la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere. La decisione arriverà dopo l’interrogatorio di garanzia. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Intorno alle 11 di stamattina, la sala operativa dei Vigili del fuoco di Oristano ha ricevuto una richiesta di soccorso per un incidente stradale accaduto sulla SS131 all’altezza del bivio per Sant’Anna. Oinvolte nello scontro un’auto e un furgone, che procedevano in direzione Cagliari. Il furgone si è ribaltato, mentre la macchina ha urtato il guardrail. I Vigili del fuoco di Oristano, giunti immediatamente sul posto, hanno messo in sicurezza i due mezzi. Gli occupanti sono riusciti a uscire autonomamente dall’abitacolo e sono stati poi trasportati dal 118, in codice giallo, all’ospedale San Martino di Oristano. Sul posto anche e Forze dell’ordine e l’Anas per quanto di competenza.

I contribuenti impossibilitati a riscuotere direttamente il rimborso del bonus sociale TARIP presso gli sportelli del Banco di Sardegna potranno richiedere agli uffici comunali l’accredito sul proprio conto corrente bancario o presso le poste attraverso apposita mail indirizzata a ufficio.contabilita@comune.oristano.it. Nella richiesta dovranno essere indicati i seguenti dati: 1) dati anagrafici del beneficiario del bonus; 2) codice fiscale; 3) IBAN del conto corrente bancario o in alternativa del conto corrente postale intestato allo stesso beneficiario. La richiesta potrà essere presentata anche di persona all’ufficio tributi del Comune di Oristano in via Garibaldi.
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