Consorzio Uno: destinazioni turistiche e nuove professionalità per il settore.

Si è tenuto, presso l’auditorium San Domenico di Oristano, un importante convegno organizzato dal Consorzio Uno e dall’Università di Cagliari dal titolo “Governare le Destinazioni. Nuove figure per lo sviluppo”.
L’evento si è concentrato sull’evoluzione del management turistico e sulla figura chiave del Destination Manager, profilo professionale che è l’obiettivo principale del nuovo corso di laurea triennale in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale. E si è focalizzato sulla creazione di una rete sinergica tra università, istituzioni e imprese per rilanciare il turismo in Sardegna attraverso figure professionali specializzate.
L’iniziativa è nata con l’obiettivo di promuovere il confronto sul governo delle destinazioni turistiche e di far conoscere il nuovo corso di laurea in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale, e in particolare il curriculum in Progettazione e Gestione delle Destinazioni Turistiche, attivato dall’Università degli Studi di Cagliari presso la sede di Oristano, che forma la figura professionale del Destination Manager.
Si tratta di un percorso formativo innovativo, nato per rispondere alle esigenze dei territori e delle organizzazioni, pubbliche e private, che operano nel turismo, nella cultura e nello sviluppo locale, formando professionisti capaci di accompagnare i processi di crescita e valorizzazione delle destinazioni.
Il corso di studi, peraltro, prevede anche un secondo curriculum in Progettazione e Gestione degli Eventi e del Turismo Culturale, finalizzato alla formazione di professionisti altamente qualificati, capaci di ricoprire ruoli strategici nella progettazione, organizzazione e promozione di eventi e nella valorizzazione del patrimonio culturale del turismo culturale, operando con efficacia in contesti lavorativi diversificati. Questo secondo percorso di studi sarà al centro di un ulteriore importante appuntamento, in programma nel prossimo autunno, dedicato in particolare alla valorizzazione turistica dei beni e delle attività culturali.
I lavori si sono articolati in tre macro-temi principali: Ruolo strategico del Destination Manager; Infrastrutture, mobilità e accessibilità; Buone pratiche ed esperienze locali.
Il programma prevedeva, dopo i saluti istituzionali, gli interventi di Francesco Mola, rettore dell’università di Cagliari ( “L’Università di Cagliari per lo sviluppo territoriale della Sardegna”); e la relazione “Governare le destinazioni: competenze, funzioni e riconoscimento professionale”, a cura di Giuseppe Melis, direttore del Centro Servizi di Ateneo per l’Innovazione e l’Imprenditorialità dell’Università di Cagliari, nonché docente di Progettazione e Gestione delle Destinazioni Turistiche
A seguire il Panel 1: “Mobilità e Accessibilità”, moderatore Gianfranco Fancello, docente di Progettazione dei Sistemi di Trasporto dell’Università di Cagliari, a cui hanno partecipato Domenico Bagalà, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna; Roberto Devoto, già docente di Trasporti aerei all’Università degli Studi di Cagliari; Gaetano Intrieri, amministratore delegato Aeroitalia; Barbara Manca, assessora regionale dei Trasporti; Sandro Usai, analista dati e blogger.
Il panel tecnico ha affrontato le criticità storiche della Sardegna relative ai trasporti interni e ai collegamenti esterni Comune di Oristano. E si è poi riflettuto su come una mobilità efficiente sia la base per rendere accessibili anche le aree interne e i tesori culturali meno noti.
Quindi il Panel 2: “Esperienze locali di costruzione delle destinazioni”, moderatrice Giulia Contu, coordinatrice del corso di laurea in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale, e docente di Statistica dell’Università di Cagliari. Hanno partecipato Martino Di Martino, destination manager, fondatore e general manager di Sintur Sinergie; Cristina Incani, funzionaria Fondazione Parte Montis; Clara Pili, direttrice generale Fondazione Pula Cultura;
Graziano Porcu, presidente Fondazione Alghero.
Gli esperti si sono confrontati su casi reali di costruzione delle destinazioni, analizzando successi e fallimenti gestionali della Sardegna. Durante il dibattito è poi mersa la necessità assoluta di superare l’isolamento dei singoli comuni per attuare politiche di promozione integrate ed omogenee.
Dopo la pausa pranzo il convegno ha ripreso col Panel 3: La figura del Destination manager e l’organizzazione delle destinazioni, moderatore: Giuseppe Melis, docente di Progettazione e Gestione delle Destinazioni Turistiche. A questo Panel hanno preso parte Andrea Abis, sindaco del Comune di Cabras: Franco Cuccureddu, assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio; Giancarlo Dell’Orco, destination manager, segretario Assidema;
Daniela Falconi, presidente Anci, sindaca del Comune di Fonni; Settimo Nizzi, sindaco del Comune di Olbia; Claudia Sedda, sindaca del Comune di Gavoi; Mauro Usai, sindaco del Comune di Iglesias.
Il fulcro del dibattito, guidato da Giuseppe Melis, ha evidenziato come il Destination Manager debba unire visione politica, pianificazione territoriale e marketing strategico. E’ stata discussa anche l’importanza di normare e valorizzare questa figura, per evitare la gestione improvvisata dei flussi turistici. Figura che deve essere il regista indispensabile per distribuire i flussi nel tempo (destagionalizzazione) e creare valore per le imprese locali.
L’incontro ha anche sancito il forte impegno dell’Ateneo di Cagliari, espresso dal rettore Francesco Mola, nel sostenere lo sviluppo economico sardo tramite l’alta formazione attivata nella sede del Consorzio Uno.

Queste le conclusioni del convegno, affidate a Gian Valerio Sanna, presidente del Consorzio Uno – l’Università di Oristano:
“Più che conclusioni – ha esordito Sanna -, non avendone le competenze, farò delle considerazioni. Ringrazio l’Università di Cagliari che dopo oltre 20 anni di esperienza in Economia dei servizi turistici ha avuto un’intuizione di orizzonte (non è fil, non è comune ovvero quella di capire che avanzavano modelli nuovi e che era necessario aggiornarsi per essere competitivi. E nasce qui, quindi, questa esigenza di istituire un nuovo corso che si incarica di prendere atto del cambiamento del turismo. Truismo che è cambiato in questi anni perché c’è una maggiore consapevolezza che debba essere sostenibile, e che in Sardegna il turismo è anche un fatto identitario. E benchè i quadri normativi vadano sempre a cercare di farsi prigionieri all’interno di uno schema legislativo pensato chissà dove e chissà per chi, noi dobbiamo ricordare che la nostra caratteristica identitaria non è negoziabile, perché non è uguale a nessun’altra realtà. E quindi la capacità di porci anche in maniera conflittuale rispetto all’imposizione di modelli costruiti, e porci nell’impegno quotidiano di saper leggere questa realtà.
Abbiamo osservato il cambiamento del turismo nel momento in cui ci siamo resi conto che il turismo è diventato il punto di relazione tra tutti i fattori dello sviluppo primario: agricoltura, industria, trasporti, tutto. Nel momento in cui il turismo diventa un’attività così complessa noi ci siamo adeguati, e, quindi, ecco perchè il ringraziamento all’Università di Cagliari.
E anche un invito agli studenti: non pensatevi pubblici dipendenti, pensatevi competitivi in grado di leggere la realtà territoriale e andare oltre i limiti delle funzioni istituzionali sempre legati a delle logiche che sono anche speculative e non di lettura corretto del territorio”.
Gian Valerio Sanna si è, quindi, rivolto all’assessore regionale del turismo Cuccureddu: “Siccome tu dici che non hai certezze che questo modello verrà approvato, assumiamo questa cognizione di realismo, e ti faccio una proposta: sotto l’aspetto di carattere identitario in Sardegna, prenditi due-tre modelli aggregativi, fai un atto di giunta di sperimentazione di questo modello su tre realtà diverse, tira le somme e poi vai in pubblico e ti presenti con i risultati, avendo sperimentato con gli operatori la realtà dei fatti. Il modello si attua dopo che è stato sperimentato, non prima. Questo ti da la possibilità di ricomprendere dei fattori che magari in una legge astratta e generale non sono in grado di essere recepiti.
Questa nuova figura – ha proseguito Sanna -, che noi vogliamo portare al servizio della Sardegna, ha un compito molto importante, che deve andare anche a risolvere i conflitti istituzionali che ci possono essere tra la gestione del turismo e le istituzioni: la terzietà.
Non ho grandi esperienze ma nella mia vita istituzionale ho imparato una cosa: lo sviluppo e la crescita lo fanno le imprese, e senza di esse non si fanno affari, perché il pubblico non è mai in grado di assorbire la difficoltà dell’organizzazione privata e della capacità di questa di relazionarsi con le difficoltà.
I nostri giovani dovranno fare un’operazione, quella di ottimizzare e massimizzare le ricadute del turismo sia sugli utenti potenziali ma anche sugli operatori turistici. Certo, è un’operazione difficile perché se non si trova un’armonia fra queste due cose, o muore uno o muore l’altro. E questa operazione di terzietà è un’operazione di grande delicatezza.
La questione che riguarda, invece, la complessità del turismo – ha affermato Gian Valerio Sanna – è che il turismo si realizza se vengono rispettate delle pre-condizioni, che sono di vario genere: la prima è che possiamo continuare legittimamente a dire che la Sardegna è una destinazione se ci mettiamo in testa, anche all’interno dei nostri corsi, di spiegare che cos’è il valore del paesaggio e come lo dobbiamo proteggere dalla incursioni e dagli attacchi quotidiani.
Abbiamo definito che in Sardegna ci sono 284 tipologie di paesaggi naturali. Siete d’accordo con me – ha chiesto l’ex assessore regionale all’Urbanistica ai presenti – che queste caratteristiche fanno l’identità e la destinazione, oppure dobbiamo far passare il tempo facendo finta di niente fino a quando lo avremo consumato e non potremo più utilizzarlo? Al centro degli studi va anche collocato il principio della conservazione, dell’amore per il proprio territorio. Il Ppr, il Piano paesaggistico regionale, ha compiuto 20 anni e si può certamente aggiornare, ma oggi è l’unico strumento che ha salvato la Sardegna dall’aggressione.
Poi – ha proseguito Sanna – la seconda cosa: possiamo fare turismo senza altri elementi, come si è detto nel corso del convegno riguardo al trasporto? Non ho mai visto in questi anni la sperimentazione di un modello innovativo sulla continuità territoriale che, secondo me, è un elemento caratteristico del principio di insularità che è stato riconosciuto nella Costituzione. E mai possibile che si debba fare una gara pubblica per un diritto che ho già? Sono dell’avviso che i nostri aeroporti debbano sancire che gli operatori che vogliono operare nei nostri scali debbano garantire la continuità al rimborso e se non lo fanno vadano in altri aeroporti. E la continuità è bella che garantita.
La terza cosa è che servono anche gli altri servizi. La più grande industria turistica della costa orientale della Sardegna ha chiamato, l’altro giorno, il sindacato dei medici di famiglia per chiedere la disponibilità di associare agli alberghi una figura di “guardia medica”, perché evidentemente ritenuta, nell’ambito della sicurezza del turista, un elemento essenziale e indispensabile. Vogliamo continuare a rimanere senza risposte sul terreno della sanità? O dobbiamo aspettare che il turismo sia sempre deficitario di quei servizi essenziali che dobbiamo fornire?
Credo – ha sostenuto Gian Valerio Sanna – che queste siano le risposte che dobbiamo dare attraverso i nostri “destination manager”, che spero diventino manager di strutture private sotto una regia regionale, che però non imprigioni le vocazioni imprenditoriali. Ricordiamoci che anche i grandi imprenditori del turismo in Sardegna hanno vinto grazie all’orizzonte del loro sguardo, non per l’accompagnamento della Regione. E questo è un elemento che non dobbiamo dimenticare.
Penso che la Regione debba accompagnare questi flussi e deve impegnarsi, anche adesso, in sede approvazione della legge di assestamento del bilancio, perché i finanziamenti richiesti dall’Università per sostenere queste esperienze di alta qualità innovativa in Sardegna vengono approvati, e le risorse vengano assegnate, perché in nostri giovani devono sapere che noi ci prendiamo cura di loro. Ed è questo – ha concluso Gian Valerio Sanna – lo spirito e la visuale di questo importante convegno. Una visuale di adattamento alla realtà della Sardegna che non deve essere tenuta prigioniera da quadri normativi che non ci appartengono e che non appartengono alla lettura che dobbiamo fare della nostra realtà”.
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