Feb 18

Sartiglia: Oristano si conferma capitale di un rito che unisce storia, comunità e futuro.

Si chiude l’edizione 2026 della Sartiglia e con essa si rinnova uno dei riti più antichi e profondi dell’identità di Oristano e della Sardegna.

Una manifestazione che, come poche, sa essere rito collettivo, rappresentazione simbolica e patrimonio immateriale che da oltre cinque secoli unisce una comunità nella propria storia.

È stata un’edizione complessa, preceduta da settimane di confronto e preoccupazioni legate all’applicazione delle norme, ma che ha saputo riaffermare con forza il principio fondamentale della Sartiglia: il rispetto della tradizione come elemento fondante e non negoziabile. La corsa si è svolta nel solco della continuità storica, restituendo centralità ai cavalieri e autenticità a un rito che vive nei gesti, nei ruoli e nei suoi simboli.

La corsa alla stella ha regalato momenti di intensa partecipazione emotiva. Le discese lungo via Duomo e via Mazzini, le stelle centrate e quelle mancate di un soffio, hanno scandito una Sartiglia vissuta fino all’ultimo istante, dove precisione, coraggio e sorte si intrecciano in un equilibrio che va ben oltre il dato numerico. Su Componidori, ma anche su Componidoreddu nella Sartigliedda dei più piccoli, ha interpretato il ruolo con autorevolezza e misura, guidando le pariglie e l’intera corsa con la responsabilità che il rito impone.

Accanto al valore simbolico e identitario, c’è grande soddisfazione per il notevole afflusso di turisti che ha animato Oristano durante i giorni della Sartiglia. La città ha registrato una presenza massiccia di visitatori provenienti da tutta la Sardegna, dal resto d’Italia e dall’estero, con riflessi positivi sotto il profilo economico, in particolare per il settore dell’accoglienza, della ristorazione, del commercio e dei servizi. Un indotto significativo che conferma la Sartiglia non solo come cuore culturale della città, ma anche come straordinario motore di promozione territoriale.

Determinante, in questo senso, anche la grande visibilità garantita dai mezzi di comunicazione di massa, che hanno acceso i riflettori su Oristano e sul suo territorio. Le immagini della corsa, dei costumi, dei cavalli e della città gremita di pubblico hanno offerto una cartolina potente e riconoscibile, contribuendo a rafforzare l’immagine di Oristano come destinazione culturale di eccellenza, capace di coniugare tradizione, identità e accoglienza.

A rendere ancora più forte il significato della Sartiglia 2026 sono stati, come sempre, i suoi elementi immateriali: la solennità dei costumi, la bellezza delle bardature dei cavalli, il suono antico di tamburi e trombe, il silenzio carico di attesa del pubblico e l’esplosione corale degli applausi. Un patrimonio che appartiene non solo a chi corre, ma a un’intera comunità.

Comune di Oristano e Fondazione Oristano, insieme al Comitato Sartiglia, ai Gremi dei Contadini di San Giovanni e dei Falegnami di San Giuseppe e all’Associazione cavalieri, archiviano un’edizione impegnativa, ma altamente significativa, che rafforza il ruolo della Sartiglia come uno dei più importanti riti identitari della Sardegna e del Mediterraneo, capace di parlare al presente senza tradire la propria storia.

La Sartiglia 2026 si chiude lasciando in eredità emozioni, immagini e una certezza: Oristano continua a riconoscersi nel suo rito più antico, custodendolo con rispetto e responsabilità, perché possa continuare a vivere e generare valore anche nel futuro.

Nove euro lordi l’ora come soglia minima di retribuzione negli appalti pubblici regionali. E una rete di criteri per spingere le imprese verso più sicurezza, stabilità e qualità del lavoro. La Sardegna fa passi concreti verso il cosiddetto “salario minimo regionale”. La seconda commissione (Lavoro) del consiglio regionale ha approvato la proposta di legge 58 (“Disposizioni per la qualità e la sicurezza del lavoro, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici di appalto o di concessione eseguiti sul territoriale regionale”), che punta a introdurre quello che viene definito genericamente “salario minimo regionale” e a contrastare il fenomeno del dumping contrattuale (ribassi eccessivi che comprimono diritti e salari), garantendo dignità e stabilità occupazionale negli appalti pubblici. Il testo, che ha come primo firmatario il consigliere oristanese e presidente della commissione Bilancio del Movimento 5 Stelle, Alessandro Solinas, ma che porta la firma di tutta la maggioranza, è stato approvato oggi. Otto articoli che intervengono sul terreno degli appalti pubblici: non potendo intervenire sulla legislazione nazionale del lavoro, la Regione Sardegna utilizza la propria capacità di spesa per imporre standard di qualità. Il cuore della norma risiede nell’introduzione di criteri qualitativi premiali per le imprese che partecipano alle gare d’appalto. In particolare, l’art.5 stabilisce che le stazioni appaltanti debbano assegnare punteggi aggiuntivi (nell’ambito dell’offerta economicamente più vantaggiosa) alle aziende che garantiscono un trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi. Oltre alla soglia salariale, la legge promuove la qualità del lavoro attraverso altri elementi come il contrasto al dumping con l’obbligo di applicare i contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. Sul fronte della stabilità occupazionale si inserisce la clausola sociale per l’assorbimento del personale già impiegato nell’appalto uscente. E ancora sono previsti incentivi sociali, sottoforma di punteggi premiali per chi promuove l’occupazione femminile e giovanile, garantisce la sicurezza sul lavoro, adotta misure di sostenibilità ambientale o offre servizi come i nidi aziendali. E infine il monitoraggio, il testo passato nel parlamentino prevede la nascita di un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e redazione di report annuali sulla corretta applicazione delle norme e sui costi della manodopera. Ora la strada per l’aula è aperta, si attende la calendarizzazione per l’approvazione finale. “È un tema identitario del M5s – ha commentato Solinas -, contrasto al dumping contrattuale vuol dire più regole contro chi rilancia al ribasso le tutele di lavoratrici e lavoratori e più dignità per coloro che non riescono ad arrivare a fine mese. Continuiamo a sostenere questa battaglia storica del Movimento, perché una miglior qualità del lavoro vuol dire una miglior qualità della vita”.

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