Gen 15

Oristano si prepara alla Sartiglia del 15 e 17 febbraio.

Domenica 15 e martedì 17 febbraio si corre la Sartiglia, uno degli ultimi tornei equestri di origine medievale ancora presenti in area mediterranea.

La giostra della domenica è organizzata dal Gremio dei Contadini di San Giovanni, mentre il Gremio dei Falegnami di San Giuseppe coordina la corsa del martedì grasso.

La corsa vede protagonisti dei cavalieri mascherati che tentano, con una spada e con una lancia di legno, detta stocco, di infilzare un anello a forma di stella, sospeso a un nastro teso di fronte alla Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Le due corse, identiche nelle fasi salienti, si differenziano in alcuni dettagli: la domenica, i nastri che stringono le maniche della camicia e mantengono maschera e cilindro del Componidori  (il capocorsa che sovrintende all’intera manifestazione) sono rossi, mentre sono rosa e turchini il martedì; la domenica la maschera lignea del Componidori  è color terra, il martedì di color rosa carne; ancora, la giubba di pelle del capocorsa, detta coiettu, allacciata anteriormente con stringhe di cuoio è quella indossata dal Componidori del Gremio dei Contadini, mentre il capo corsa del martedì ha un coiettu legato sul davanti da borchie argentee a forma di cuore; infine, i pantaloni sono color miele la domenica e s’indossano dentro gli stivali da cavallerizzo, invece il martedì arrivano sino al ginocchio e fungono da sovrapantaloni.

Il giorno della Sartiglia, un araldo a cavallo accompagnato da alfieri, tamburini e trombettieri, percorre le vie della città e si ferma nelle piazze principali per leggere il bando: l’avviso della corsa che si terrà nel pomeriggio.

Il Componidori, invece, si dirige verso il luogo della vestizione, accompagnato in corteo dal Gremio e da is massaieddas, giovani ragazze in costume sardo che compiranno il rito della vestizione. Il capocorsa (scelto tra i cavalieri oristanesi dal presidente del Gremio per ricoprire l’importante incarico) prende posto su una sedia collocata su un tavolo, sa mesitta, e da quel momento non dovrà più toccare il suolo fino alla sera, quando, terminate le corse, is massaieddas gli toglieranno la maschera. Prima della posa della maschera, is oberaius fanno un ultimo brindisi con l’uomo che sta per diventare Componidori, chiedendo al Santo la protezione per il cavaliere. Quando is massaieddas posano la misteriosa maschera sul viso è il momento più solenne ed emozionante della giornata, perché l’uomo smette di esistere e al suo posto appare a tutti un semidio che ha l’onore di condurre i cavalieri alla giostra equestre.

Il corteo è composto da 120 cavalieri in maschera, riuniti in gruppi di tre, vestono colorati costumi di foggia sarda e spagnola, e montano cavalli bardati con coccarde multicolori   seguono il Componidori che, affiancato dai due compagni di pariglia, su segundu cumponi e su terzu cumponi, guida il corteo verso il teatro tradizionale della giostra.

Corsa che si svolge nell’antica città murata, lungo la strada che conduce dalla ex reggia dei giudici d’Arborea alla Cattedrale di Santa Maria, fino all’ospedale medievale di Sant’Antonio Abate. Su questa strada aprono la corsa il Componidori e il segundu cumponi, eseguendo tre incroci di spada sotto la stella appesa ad un nastro verde. Su questa via, spronato il cavallo, il Componidori tenterà poi d’infilzare la stella con la spada. Successivamente la prova sarà ripetuta da quei cavalieri scelti dal capocorsa per tentare la sorte. Più stelle saranno spiccate dal nastro, migliore sarà l’annata e rigoglioso il raccolto dei campi. Al capocorsa e ai suoi due aiutanti di campo competerà una seconda prova, quando cercheranno di cogliere la stella con lo stocco, una elegante lancia di legno.

Concluse le discese alla stella, il Componidori riceve sa pipia de maiu e, giunto davanti all’antico castello giudicale, a gran galoppo, ripercorre il tragitto riverso all’indietro sul cavallo, benedicendo la folla.

Terminata questa prima fase della manifestazione, il corteo si dirige verso la via Mazzini (il cui tracciato costeggiava anticamente le mura turrite della città), teatro delle spericolate e acrobatiche evoluzioni delle pariglie. Al tramonto, chiusa la festa, il Componidori e i cavalieri, attraverso le vie del borgo e fanno ritorno al luogo della vestizione, dove is massaieddas compiono il rito della svestizione, togliendo la maschera al capocorsa, facendolo ritornare “uomo”. Da quel momento iniziano i festeggiamenti in onore dell’eroe del giorno e del suo seguito, con un banchetto che vede la presenza di tutti i partecipanti alla giostra.

Un appello alla coesione del territorio, alla responsabilità istituzionale e a una visione di sviluppo fondata su basi solide, arriva dal sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, che esprime pieno e convinto sostegno alla candidatura dell’aeroporto di Oristano-Fenosu come sede della Scuola di volo nazionale. “La scadenza fissata da ITA Airways per la presentazione delle candidature – sottolinea il sindaco – impone una risposta rapida e unitaria, e il Comune di Oristano è in prima fila nel sostenere questa azione. Fenosu non è una proposta estemporanea, ma il risultato di decenni di programmazione, di scelte coraggiose e di ingenti investimenti pubblici. Milioni di euro sono stati spesi nel tempo per progettare, costruire e rendere operativo l’aeroporto, con l’obiettivo di dotare il territorio di un’infrastruttura strategica”. Secondo il sindaco Sanna, la Scuola di volo rappresenta oggi l’occasione concreta per dare finalmente pieno significato a quegli sforzi. “Parliamo di benefici reali e misurabili per Oristano e per tutta la provincia: occupazione qualificata, sviluppo dell’indotto, attrazione di studenti, tecnici e professionisti, rafforzamento del tessuto economico locale e nuove prospettive di crescita per i giovani”. Un passaggio centrale riguarda l’impegno dimostrato dalle istituzioni locali nel corso degli anni. “I Comuni e gli enti del territorio – evidenzia Sanna – hanno compiuto scelte responsabili, arrivando anche a fare un passo indietro, rinunciando alle proprie quote di proprietà per favorire l’ingresso di investimenti privati e creare le condizioni affinché l’aeroporto potesse finalmente decollare. È stato un atto di responsabilità e di fiducia nello sviluppo”. Un valore aggiunto decisivo è rappresentato dall’Istituto Tecnico Aeronautico “Mossa” di Oristano, eccellenza formativa riconosciuta a livello regionale e nazionale. “Mettere in rete una struttura aeroportuale già pronta con un percorso scolastico di alto livello – prosegue il sindaco – significa offrire opportunità concrete ai nostri ragazzi, riducendo la necessità di emigrare per formarsi e lavorare”. Le favorevoli condizioni climatiche, il traffico aereo estremamente ridotto, la posizione strategica e le infrastrutture esistenti rendono Fenosu un sito ideale per la formazione aeronautica. “Dopo anni di investimenti e sacrifici, ma anche di promesse deluse – conclude il sindaco Massimiliano Sanna – è giunto il momento di assumere impegni concreti, fondati su basi solide e su una visione condivisa. Questa candidatura è l’inizio di un percorso di crescita per una struttura strategica ed è una sfida di credibilità per il territorio. Un’opportunità che non possiamo permetterci di perdere, per Oristano, per la provincia e per l’intera Sardegna”.

Un’altra tegola è caduta sulla presidente della Regione, Alessandra Todde, con l’annullamento degli atti e il reintegro immediato del dirigente nella sua posizione originaria, da parte dei giudici amministrativi del Tar Sardegna sul ricorso presentato da Flavio Sensi contro la sua rimozione forzata dalla carica di direttore generale dell’Asl 1 di Sassari, avvenuta attraverso la legge regionale 8 del 2025, voluta dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, per commissariare tutte le aziende sanitarie regionali. Una legge bocciata dalla Corte Costituzionale, a fine dicembre, ma la cui incostituzionalità dichiarata non ha impedito a “Nostra Signora della Supponenza” di concludere il percorso iniziato con i commissariamenti, nominando 9 su 12 nuovi manager, nomine a questo punto invalide. Il cuore della sentenza del Tar è il richiamo alla Consulta che ha dichiarato illegittimo l’articolo 14 della legge regionale n. 8 del 2025, norma con cui la Regione aveva disposto il commissariamento straordinario delle aziende sanitarie e la conseguente decadenza automatica dei direttori generali. Muovendo da questa declaratoria di incostituzionalità, il Tar Sardegna è netto: la delibera della giunta regionale del 27 aprile 2025, che aveva nominato il commissario straordinario della Asl di Sassari e dichiarato decaduto Sensi, è illegittima. Non solo, scrive il collegio: “La caducazione retroattiva di tale norma rende evidentemente privi di base legale tali atti amministrativi, che debbono dunque necessariamente essere annullati siccome illegittimi”. L’illegittimità opera ex tunc, cioè sin dall’origine, travolgendo tutti gli effetti prodotti. Fondamentale il passaggio che spiega perché la Regione non possa nominare nuovi direttori generali: “In altre parole – scrivono i giudici -, la dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge regionale che ha attribuito alla Regione il potere di dichiarare decaduto il ricorrente, esclude che la stessa Regione possa esercitare il potere di nomina di altro direttore generale”. Questo perché “postulerebbe la titolarità perdurante del potere di decadenza, in uno col commissariamento, che è stato escluso dalla Corte costituzionale”. In sostanza, la Regione non può aggirare la sentenza nominando un nuovo dg, perché il potere di nomina presuppone che il manager precedente sia legittimamente decaduto, ma il potere di farlo decadere non esiste più, perché la legge che lo attribuiva è incostituzionale. A fare ricorso nei tempi di legge era stato solo Flavio Sensi, mentre gli altri manager silurati hanno affidato la propria istanza direttamente al Presidente della Repubblica con un ricorso straordinario. La sentenza del Tar potrà essere impugnata davanti al Consiglio di Stato per la decisione finale.

Nuovo traguardo ambientale per la Sardegna: crescono, infatti, passando da 5 a 8, i comuni dell’Isola che hanno ottenuto il riconoscimento “Plastic Free 2026”, assegnato dall’omonima onlus alle amministrazioni che si distinguono nella lotta contro l’inquinamento da plastica e nell’adozione di pratiche virtuose per la tutela del territorio. Il progetto, giunto alla quinta edizione, ha selezionato 141 comuni italiani, sulla base di 20 criteri di valutazione che comprendono iniziative di sensibilizzazione, regolamenti locali, interventi concreti sul territorio e collaborazione attiva con l’associazione. Gli 8 comuni sardi che il 14 marzo, a Roma, saliranno sul palco del Teatro Olimpico per ricevere il premio provengono da diverse aree dell’Isola, sono Oristano, Olbia, San Teodoro, Aglientu, Badesi, Castelsardo, Stintino e Teulada. “Un risultato significativo – commenta la referente regionale di Plastic Free, Maria Francesca Carone -, che va oltre i numeri e rappresenta un segnale forte di attenzione, sensibilità e impegno da parte delle amministrazioni locali che hanno scelto di credere in questa iniziativa e di sostenerla attivamente. L’auspicio è che, anno dopo anno, la partecipazione continui ad aumentare, coinvolgendo un numero sempre maggiore di comuni pronti a condividere e promuovere le finalità della nostra onlus”.

Il Plus di Oristano ha attivato il nuovo servizio denominato “Stazione di posta”. Il servizio è finanziato con i fondi Pnrr ed è stato affidato alla Cooperativa sociale Night and Day. “Il progetto – spiega l’assessora ai Servizi sociali, Carmen Murru – consiste nella costituzione e funzionamento di un’équipe multiprofessionale dedicata alla presa in carico di persone in condizione di estrema marginalità sociale, attraverso interventi di primo livello orientati all’accoglienza, all’ascolto e all’orientamento ai servizi”. Gli operatori si occuperanno dell’attività di accoglienza e ascolto qualificato, dell’orientamento e accompagnamento ai Servizi sociali professionali, dell’attivazione di percorsi di integrazione e autonomia e del raccordo operativo con i servizi territoriali e con le realtà del Terzo Settore. L’equipe del progetto Stazione di posta, provvisoriamente, ha sede in via Romagna 31, a Oristano, e risponde al numero di telefono 3881404468.

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