Dic 05

Svendono l’aeroporto di Cagliari, svendono la porta di casa (di Mauro Pili).

“Svendono l’aeroporto di Cagliari. E svendendo ai privati gli aeroporti della Sardegna, consegnano le chiavi di casa a lobby finanziarie e gruppi di potere, e per farlo usano persino soldi pubblici, oltre 30 milioni di euro, sottratti alla sanità e ai servizi dei sardi.

L’annuncio che avrebbe fatto ieri la presidente della Regione, in un privato conciliabolo di maggioranza, è la conferma che si tratta di affari “privati”, da tenere nascosti!

La Regione sarda, secondo quanto è trapelato, “ambisce” a diventare persino socia con il 10% di questa nuova ipotetica società di gestione. Questo dieci per cento indicato dalla presidente della Regione è la sua irrilevante e inutile cifra politica, è la conferma di quanto sostengo da tempo, pensano e lavorano per una Regione irrilevante, incapace di assolvere al ruolo guida e di governo che lo Statuto gli assegna.

Un 10% che equivale a un’irrilevanza totale, alla resa politica più plateale degli ultimi decenni, alla rappresentazione più evidente di una classe politica che non vale niente. Un 10% con cui la Sardegna non governa nulla, non controlla nulla, non tutela nulla, anzi si “erge” a modesto e lurido tappetino degli affari di pochi eletti, amichetti, lobbisti e qualche vecchio arnese della politica “progettistica” della scorsa repubblica.

Tutto questo mentre Giudici, Corte dei Conti ed Enac hanno espresso pareri contrari. E nonostante ciò, la Giunta regionale continua a spingere con ostinazione verso la privatizzazione degli aeroporti, assumendosi una responsabilità storica e irreparabile di enorme gravità.

Sia chiaro: nessuno si lamenti dopo. Chi oggi resta in silenzio è complice. Complice della svendita, del monopolio privato, della perdita di controllo sulle nostre rotte, sui prezzi, sulla mobilità dei cittadini e sulle possibilità di sviluppo della Sardegna.

Gli operatori economici devono sapere che pagheranno tutto questo a caro prezzo: quando la politica avrà ceduto agli affaristi le chiavi di ingresso della Sardegna, ogni lamentela arriverà fuori tempo massimo.

Privatizzare gli aeroporti in un’isola non è come farlo in una regione continentale. Non è un’operazione normale. È un atto che incide sulla vita quotidiana, sull’economia, sul turismo, sulla sopravvivenza stessa delle imprese.

Ecco cosa significa, in concreto, consegnare gli aeroporti ai privati:

1) Ricadute economiche gravissime – il costo dei voli diventa variabile non legato ai bisogni dei cittadini, ma ai profitti degli investitori; le imprese sarde (già penalizzate dall’insularità) vedranno aumentare i costi logistici e ridurre la competitività; i collegamenti con Roma, Milano e le principali città diventeranno ostaggi delle logiche dei fondi finanziari; in Sardegna, la mobilità non è un servizio: è un diritto esistenziale.

2) Effetti devastanti sul turismo – se le rotte vengono tagliate o modificate, l’intera filiera turistica va in crisi; un monopolio privato può decidere di concentrare i collegamenti solo dove conviene, abbandonando zone dell’Isola intere; una gestione non coordinata dalla Regione impedisce qualsiasi programmazione a medio-lungo termine. Il risultato? Una Sardegna più costosa, meno accessibile, meno competitiva.

3) Impatto sociale e territoriale – i sardi, soprattutto studenti, lavoratori pendolari e famiglie, subiranno un ulteriore isolamento; la continuità territoriale rischia ancor di più di essere svuotata nei fatti; le comunità interne e periferiche subiranno un ulteriore distacco dal resto del Paese e dell’Europa; i lavoratori aeroportuali saranno trattati alla stregua di personale da sfruttare e licenziare secondo le esigenze degli affari; privatizzare gli aeroporti in un’isola significa privatizzare la libertà di movimento dei cittadini.

4) Perdita di sovranità regionale – quando chi controlla gli aeroporti non risponde alla Regione ma a investitori privati: l’Isola perde potere negoziale; perde strumenti di pianificazione; perde la possibilità di difendere il proprio interesse strategico.

Qui sta il cuore della questione: gli aeroporti non sono infrastrutture, sono le porte d’ingresso della nostra casa. E a tutto questo si aggiunge altro: ho già depositato un esposto alla Procura della Repubblica, con documenti, atti e registrazioni audio, riguardante quanto avvenuto nell’area Fas attigua all’aeroporto di Cagliari. Nell’esposto segnalo: tutte le criticità sulle mancate bonifiche di quell’area; la costruzione di un ponte che si sta costruendo per scaricare il traffico del centro commerciale Fas direttamente sulla corsia di emergenza dell’aeroporto, tutto questo con la complicità e il silenzio dell’Enac; il ruolo dei progettisti, di progettisti-amministratori, dei progettisti di “fondazione”, i rapporti con soggetti finanziari coinvolti nella privatizzazione dell’aeroporto.

Tutti elementi che ho ritenuto doveroso portare all’attenzione delle autorità competenti, perché la trasparenza e la legalità non sono opzionali quando si parla di infrastrutture strategiche. In ballo non c’è un aeroporto: in ballo ci sono le porte d’ingresso nella casa dei sardi. Chi svende le porte d’ingresso svende l’Isola e chi tace, oggi, è complice domani”. (Mauro Pili, https://www.facebook.com/mauro.pilibis).

Ladri in azione nella notte tra martedì e mercoledì, a Oristano, dove due laboratori di analisi sono finiti nel mirino: il Cam, in via XX Settembre, e Melis e Ponti, in via Brunelleschi. I colpi, messi a segno a poche ore di distanza e con modalità molto simili, fanno ipotizzare agli investigatori che possa trattarsi degli stessi autori. Nel laboratorio Cam, i malviventi sono riusciti a entrare senza difficoltà: l’allarme, infatti, non è entrato in funzione, permettendo ai ladri di muoversi indisturbati e di impossessarsi di una somma di denaro ancora da quantificare. Nel laboratorio Melis e Ponti il bottino si sarebbe invece limitato a qualche centinaio di euro. A scoprire quanto accaduto sono stati gli impiegati, arrivati sul posto prima delle 8. La segnalazione ai Carabinieri è scattata subito, e i militari dell’Arma hanno dato immediatamente il via ai rilievi e alle indagini. Gli investigatori stanno ora analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che potrebbero offrire indicazioni utili per risalire agli autori dei furti. Oltre ai due laboratori di analisi, ladri “specializzati nel settore sanitario” hanno reso visita anche all’ambulatorio di Roberto Pisanu, medico di base molto conosciuto in città, che dovrebbe andare in pensione alle fine dell’anno. I ladri sono entrati nell’ambulatorio del medico, in via Grazia Deledda, a Oristano, e hanno rubato solo alcuni oggetti ma non il computer, utilissimo a Pisanu per svolgere la sua attività di medico di base.  (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

E’ di un morto e una ferita grave, il bilancio di un incidente stradale avvenuto oggi pomeriggio lungo la statale 442, a Nureci, nell’Oristanese, dove ha perso la vita un anziano di 79 anni, Antonio Dessì, di Nureci, mentre è rimasta ferita la moglie, pensionata di 75 anni, che viaggiava a bordo della minicar condotta dalla vittima. L’incidente è avvenuto intorno alle 18,30. Da quanto si apprende, i due anziani si trovavano sulla minicar elettrica ferma a bordo strada perché la batteria era scarica. E si sarebbero fermati in una zona particolarmente buia. Proprio in quel momento è sopraggiunta una Fiat Punto che ha travolto il piccolo veicolo in pieno. L’impatto è stato violentissimo, il 79enne, sbalzato all’esterno dall’abitacolo insieme alla passeggera, è morto sul colpo. Sul posto sono subito intervenuti i Vigili del fuoco, il 118 e i Carabinieri. L’anziana ferita è stata trasportata all’ospedale al San Martino di Oistano, in codice rosso per dinamica, ma non sarebbe in pericolo di vita. Contuso il conducente della Punto.

L’Istar, Istituto Storico Arborense, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura, del Comune di Oristano e dell’assessorato alla Cultura della Regione, in collaborazione con il Museo Diocesano Arborense, a organizzato il convegno dal titolo “Sepulcro anticorum nostrorum. Sulle tombe dei Giudici d’Arborea”. La giornata di studi, in programma venerdì 12 dicembre, alle 18, nella sala San Pio X del Museo diocesano Arborense, è dedicata a Paolo Gaviano (1939-2022), personaggio di rilievo della cultura oristanese, storico e consigliere dell’Istituto Storico Arborense. “Nel 2000, in occasione del “II Convegno Internazionale Istar”, dedicato alla sepoltura dei Giudici d’Arborea, basandosi sul testamento di Ugone II (1335), Paolo Gaviano ha dimostrato che la cappella di San Bartolomeo in costruzione, concepita per ospitare il «sepolcro anticorum nostrorum», cioè il sepolcro della dinastia arborense, va identificata «con la cappella posta più a nord nel transetto» della cattedrale, e non con altri siti – ha spiegato il direttore scientifico dell’Istar, Giampaolo Mele, presentando il convegno -. La sua tesi è ora corroborata da rinvenimenti documentari di Raffaele Cau: nell’area dell’attuale cappella del Battistero nel 1572 esisteva un «altar de Sant Bartomeu». Assai probabile che lì sia stata sepolta anche Eleonora. Perché la juighissa avrebbe dovuto farsi seppellire in una tomba distante e distinta da quelle dei suoi genitori, parenti e avi, tumulati per tradizione nella chiesa madre della capitale giudicale? A pochi metri da quel luogo, al Museo diocesano, approfondiremo questo plurisecolare problema storico, con una dedica particolare a Paolo Gaviano. E Sos Zovanos de su Rosariu di Santu Lussurgiu intoneranno il Salmo 50, Miserere, in onore dei giudici arborensi. Sarà un alto momento non solo storico-culturale. Ma anche altamente civile e spirituale”. Per chi volesse saperne di più, su Arborensia, sito web ufficiale dell’Istar (https://www.istar.oristano.it/it/index.html) è disponibile lo studio di Paolo Gaviano “I sepolcri dei Giudici d’Arborea in San Bartolomeo, cappella gotica della Cattedrale di Oristano”, negli atti del convegno del 2000 “Chiesa, potere politico e cultura in Sardegna dall’età giudicale al Settecento”, a cura di Giampaolo Mele e pubblicati da Istar-S’Alvure. Il programma prevede i saluti istituzionali d Mons. Roberto Carboni, Arcivescovo di Oristano; Massimiliano Sanna, sindaco di Oristano; Erika Vivian, Presidente Istar; Silvia Oppo, direttrice Museo Diocesano Arborense. A seguire gli interventi di Mariangela Rapetti dell’Università di Cagliari, “Corpus Nostrum apud Ecclesiae Beate Mariae. Le sepolture dei Giudici d’Arborea”; Raffaele Cau dell’ Archivio Storico Diocesano, “La cappella di San Bartolomeo nelle fonti documentarie”; Piero Ortu, ex sindaco di Oristano, “Paolo Gaviano, lo Storico Oristanese”. Introduce e coordina Giampaolo Mele, direttore scientifico Istar. A chiusura del convegno: “Cuncordu Sos Zovanos de su Rosariu” di Santu Lussurgiu, “Canto del Salmo 50, Miserere”.

La Fondazione Oristano avvia il progetto per l’Archivio Fotografico di Achille Parnicich L’iniziativa parte dalla recente mostra “Sa posa a s’antiga”, che ha proposto un viaggio nella memoria attraverso abiti tradizionali dell’Ottocento e dei primi del Novecento, accompagnati dagli scatti del fotografo oristanese Stefano Orrù, che ha acceso una nuova attenzione sul patrimonio iconografico della città. L’esposizione ha voluto riportare alla luce la figura e la professionalità del primo fotografo oristanese, Achille Parnicich, protagonista della documentazione visiva della Oristano di fine XIX secolo. “Proprio da questa esperienza nasce l’intento della Fondazione Oristano di raccogliere, tutelare e valorizzare gli scatti realizzati da Parnicich, con l’obiettivo di costituire un vero e proprio Archivio Fotografico a lui dedicato – spiega il presidente della Fondazione Oristano, Carlo Cuccu -. Un progetto culturale che mira a recuperare le testimonianze di un’epoca cruciale per la città, segnata da profondi cambiamenti politico-sociali, trasformazioni urbane e dall’emergere di figure significative nella storia oristanese. Per questo motivo, la Fondazione rivolge un invito agli oristanesi, e non solo, a contribuire mettendo a disposizione gli antichi scatti appartenenti alle proprie famiglie e firmati da Achille Parnicich. L’obiettivo è costruire una raccolta di immagini che restituisca memoria, volti e storie della Oristano di ieri, lasciando una testimonianza preziosa per le generazioni future”. Le fotografie possono essere consegnate al Centro di Documentazione della Sartiglia, in via Eleonora 15, oppure presso La Piccola Bottega Fotografica di Stefano Orrù, in via Crispi 30. La digitalizzazione richiederà solo pochi secondi e gli originali saranno immediatamente restituiti ai proprietari. La Fondazione Oristano invita tutta la comunità a partecipare a questo importante lavoro di recupero della memoria storica, contribuendo alla nascita di un archivio che racconterà, attraverso le immagini, l’identità di una città e delle sue famiglie.

Per il Natale 2025 Oristano rinnova due iniziative, a forte impatto sociale, promosse dalla “Consulta Giovani”, con il supporto dell’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune. Due progetti distinti ma complementari, pensati per coinvolgere la cittadinanza e sostenere le fasce più fragili: gli anziani ospiti delle Rsa e i bambini della città. Torna anche quest’anno “Un Dono per gli Anziani”, progetto che negli ultimi anni ha consolidato la sua capacità di unire le generazioni. Gli ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali hanno espresso piccoli desideri, ora affidati alla sensibilità della comunità. Il modulo per scegliere il desiderio da realizzare è disponibile online. I doni potranno essere consegnati al punto di raccolta allestito a palazzo Paderi (angolo Piazza Eleonora / via Carmine) nelle giornate: 6, 7, 11, 16, 17 dicembre, alle ore 9-13 e e 15-18; 12 e 13 dicembre solo nel pomeriggio, dalle 15 alle 18. La Consulta Giovani invita i cittadini a partecipare, ricordando che un gesto semplice può contribuire ad alleviare la solitudine di molti anziani. Parallelamente prende il via l’iniziativa dedicata ai più piccoli, organizzata dalla “Consulta Giovanile” insieme al Rotaract Club Oristano e all’Associazione Iscra. Si tratta di una raccolta di giocattoli in buono stato e pienamente funzionanti, destinati a essere rigenerati e distribuiti a scuole, ludoteche e associazioni cittadine. “Siamo entusiasti di lanciare un progetto dal grande valore sociale, reso ancora più significativo dalla collaborazione tra diversi gruppi giovanili della città” – dichiara il presidente della Consulta, Simone Crobu -, e ringraziamo Rotaract e Iscra per il supporto”. Anche in questo caso, punto di conferimento sarà palazzo Paderi, nei giorni 6, 7, 11, 16, 17 dicembre, orari 10-13 e 17-19; il 12 e 13 dicembre solo nel pomeriggio, dalle 17 alle 19. Il Comune e la Consulta Giovani sottolineano che le due iniziative rappresentano un’occasione per rendere il periodo natalizio un momento di partecipazione e cura reciproca. Un appello rivolto a tutta la cittadinanza affinché il Natale 2025 sia all’insegna della solidarietà.

Portare le cure fra gli “invisibili”, gli indigenti, i senza fissa dimora e senza reddito, gli stranieri temporaneamente presenti in Italia, persone che non hanno accesso alle prestazioni sanitarie perché non sanno quali sono i canali per accedervi o che non ne hanno diritto per motivi burocratici. E’ questo l’obiettivo del progetto “Contrastare la povertà sanitaria”, che rientra nell’ambito del più ampio “Programma nazionale equità nella salute”, promosso per rafforzare i servizi sanitari e renderne più equo l’accesso in sette regioni italiane: Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia. Il programma prevede l’attivazione di equipe di medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali che visiteranno negli ambulatori di prossimità o a bordo di camper attrezzati, la fornitura gratuita di protesi odontoiatriche e farmaci, l’effettuazione di screening oncologici, l’avvio di campagne di educazione sanitaria per informare i cittadini più vulnerabili dal punto di vista socio-economico sui percorsi di accesso ai servizi sanitari. Ed è proprio per dare gambe ad alcune di queste azioni che la Asl 5 di Oristano ha pubblicato due manifestazioni di interesse, la prima rivolta ai titolari delle farmacie dell’intera provincia, la seconda agli Enti del Terzo settore. Alle farmacie è richiesto di farsi da tramite per la distribuzione gratuita ai beneficiari dell’intervento dei medicinali che saranno prescritti dai medici aderenti al progetto Pnes. Sono chiamate a partecipare tutte le farmacie del territorio provinciale, che potranno così contribuire a ridurre le disuguaglianze sanitarie sul territorio, offrendo un servizio innovativo per la comunità, entrando a far parte di un più ampio progetto nazionale di alto valore. Gli interessati potranno visionare l’avviso e compilare il modulo al link: https://www.asl5oristano.it/azienda/pnes-area-contrastare-la-poverta-sanitaria/. La scadenza del bando è fissata per mercoledì 10 dicembre 2025. Gli Enti del Terzo settore aderenti dovranno invece partecipare a definire i bisogni di salute dei destinatari degli interventi, contribuire a individuare e reclutare i destinatari, collaborare alle campagne di sensibilizzazione e informazione di educazione sanitaria, sedere al tavolo di coordinamento del programma. Gli interessati potranno visionare l’avviso e compilare il modulo di adesione al link già segnalato, con la scadenza del bando prevista per il 17 dicembre. Ulteriori informazioni potranno essere richieste alla email della Asl di Oristano: contrasto.povertasanitaria@asloristano.it .

Domenica 14 dicembre, la fiamma olimpica attraverserà Oristano in occasione del suo arrivo in Sardegna per il tour nazionale dei Giochi Olimpici. L’appuntamento rappresenta un momento di particolare rilievo per la comunità oristanese, chiamata a vivere una giornata storica all’insegna dello sport, della partecipazione e dell’identità cittadina. Martedì 9 dicembre, alle 11.30, nella sala giunta del Comune di Oristano (palazzo Campus-Colonna), il sindaco Massimiliano Sanna e l’assessore allo Sport Antonio Franceschi terranno una conferenza stampa per illustrare il percorso dettagliato della fiamma olimpica attraverso la città, le modalità organizzative e i dispositivi di sicurezza, le iniziative collaterali promosse dal Comune e dalle associazioni sportive locali, e i valori simbolici legati al passaggio del fuoco olimpico a Oristano.

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