Dic 01

Legittima la legge regionale che proroga l’utilizzo dei medici in pensione.

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Sardegna di proroga dell’efficacia della norma che consente alle Asl di ricorrere ai medici di medicina generale in quiescenza per assicurare l’assistenza primaria.

Lo ha stabilito la Consulta rilevando che si tratta di “un tentativo di risposta alla contingente situazione di scopertura dell’assistenza primaria e della continuità assistenziale nel territorio regionale”, e che tale risposta rientra nelle competenze delle regioni in tema di tutela della salute, senza alcuna violazione della competenza dello Stato.

In particolare, la Corte Costituzionale con la sentenza numero 177, depositata oggi, ha respinto la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1, comma l, della legge della Regione Sardegna numero 2 del 2025. Tale disposizione – spiega un comunicato della Consulta – ha prorogato l’efficacia, «sino all’espletamento delle nuove procedure di assegnazione delle sedi di assistenza primaria e continuità assistenziale e comunque entro e non oltre il 30 giugno 2025», della norma regionale che aveva consentito ai medici di medicina generale in quiescenza di aderire, anche con contratti libero professionali, ai progetti di assistenza primaria e continuità assistenziale attivati dalle Aziende sanitarie locali, per assicurare la completa copertura delle cure primarie nelle aree disagiate, e di disporre dei ricettari di cui all’articolo 50 del decreto-legge numero 269 del 2003, fino al 31 dicembre 2024.

Quest’ultima norma regionale era stata già censurata dal governo, con ricorso respinto dalla sentenza numero 84 del 2025. Nell’odierna pronuncia, la Corte ha confermato quanto già affermato nella decisione n. 84 da ultimo citata, riconoscendo che anche la disposizione impugnata nel nuovo giudizio, nel prorogare i termini della precedente disciplina, si appalesa come un tentativo di risposta alla contingente situazione di scopertura dell’assistenza primaria e della continuità assistenziale nel territorio regionale.

L’articolo 1, comma l, della legge della Regione autonoma della Sardegna numero 2 del 2025, per la sua finalità e per i suoi intrinseci contenuti, va, pertanto, ricondotto alla competenza legislativa spettante a tale Regione nella materia “tutela della salute”, in riferimento ai profili organizzativi dell’assistenza primaria. Con conseguente infondatezza della denunciata violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato nella materia «ordinamento civile».

“La Corte costituzionale ci ha dato ragione premiando un provvedimento che ha come unica finalità quella di tutelare il diritto alla salute dei sardi, soprattutto di quelli che risiedono nelle aree più svantaggiate della nostra regione”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Armando Bartolazzi, commentando la sentenza, depositata oggi, con cui la Consulta respinge la questione di legittimità costituzionale sollevata dal governo nazionale dell’articolo 1, comma l, della legge numero 2 del 2025.

La norma impugnata dal governo prorogava l’efficacia (“sino all’espletamento delle nuove procedure di assegnazione delle sedi di assistenza primaria e continuità assistenziale e comunque entro e non oltre il 30 giugno 2025”) della norma regionale che consente alle Asl di poter impiegare medici di medicina generale in pensione per ovviare alle carenze di organico e garantire le cure ai pazienti.

Anche questa norma regionale era stata impugnata dal governo, ma il ricorso era stato già respinto dalla Consulta. “La sentenza odierna ha colto in pieno lo spirito che ha animato la nostra norma, nata per garantire la continuità assistenziale nel territorio regionale – ha aggiunto Bartolazzi -. Questa misura aveva la finalità di coprire un’emergenza conclamata e grave con carenze di medici di medicina generale per migliaia di abitanti in alcuni territori. Per questo l’impugnazione del governo è apparsa da subito incomprensibile, anche perché il reclutamento dei medici in pensione è previsto esclusivamente su base volontaria. Garantire la salute ai cittadini è un obbligo morale che non può essere messo a rischio da dibattiti procedurali – ha concluso l’assessore -. Il buon senso ha prevalso sulle dispute politiche”.

La provincia di Oristano si conferma al vertice nazionale per Giustizia e sicurezza nell’edizione 2025 della “Qualità della Vita” del Sole 24 Ore, mantenendo il primo posto assoluto in questa sezione dell’indagine – giunta alla 36ª edizione – che misura benessere e qualità dei territori italiani. Nella graduatoria generale Oristano si colloca però soltanto al 72° posto, pur guadagnando tre posizioni rispetto allo scorso anno. La provincia di Oristano ottiene la sua performance migliore, come detto, nel comparto Giustizia e sicurezza, dove conquista 10 primi posti, 5 secondi e 4 terzi posti, e ai vertici nazionali per percezione di sicurezza, danneggiamenti, indice di criminalità, furti in abitazione e rapine in strada. Sul fronte dei furti in casa la nostra provincia registra appena 56,8 denunce ogni 100mila abitanti, contro una media italiana di 272,5. Restano critici, però, altri aspetti del sistema giudiziario: 96ª posizione per l’indice di rotazione delle cause e 77ª per durata dei procedimenti civili (390 giorni contro 345,3 di media nazionale). In tema di stupefacenti il dato è in linea con il Paese: 67° posto con 51 denunce ogni 100mila abitanti, poco sopra la media nazionale. Nel capitolo Ricchezza e consumi, Oristano scende al 78° posto, perdendo sette posizioni. La retribuzione media annua di un lavoratore dipendente si ferma a 17.164 euro (86ª posizione) contro 21.031 euro nazionali. Ancora peggio le pensioni: 94° posto con 20.691 euro medi annui, inferiori ai 22.765,4 del resto d’Italia. La spesa familiare per beni durevoli è bassa (2.092 euro annui, 98° posto), mentre sul fronte mercato immobiliare la provincia risale nettamente: 4° posto nazionale per numero di mensilità necessarie all’acquisto di un appartamento da 60 mq in zona semicentrale (41 mensilità contro 74,7 italiane). La categoria Affari e lavoro vede Oristano al 77° posto, con un crollo di 24 posizioni, e maglia nera per la natalità d’impresa: solo 3,6 nuove iscrizioni ogni 100 aziende, contro una media nazionale di 5,1. Gravissimo il divario nell’export: il peso delle esportazioni sul Pil è appena del 2% (media nazionale 26), che colloca la provincia al 99° posto. Deboli anche i flussi turistici, con un dato negativo (-2% contro +3,5 italiano). In compenso Oristano brilla per la cassa integrazione: 5° posto per ore autorizzate per impresa registrata. Bene anche per le imprese in fallimento (17° posto) e cessazioni aziendali (13° posto). Sul fronte demografico Oristano è tra le realtà più in difficoltà: 101° posto, seppur con un recupero di tre posizioni. Il territorio è uno dei meno attrattivi per popolazione straniera (106° posto, 2% di residenti contro 8,7% nazionale) e registra una natalità molto bassa (4 nati ogni 1000 abitanti, penultimo dato nazionale). Allarmante anche la mortalità tumorale (94° posto). In controtendenza invece l’offerta sanitaria territoriale con i medici di famiglia al 22° posto: 10 ogni 10mila abitanti (media Italia 8,7). Nell’area Ambiente e servizi Oristano sale nettamente fino al 28° posto (+33 posizioni). Ottima prestazione, poi, per la raccolta differenziata (7° posto, 81% contro 68,1 nazionale) e buona la qualità dell’aria e delle condizioni meteo rilevanti per la vivibilità (8° posto). Male invece il tasso di motorizzazione: 83° posto con 73 auto ogni 100 abitanti (media 68). Sul fronte culturale continua la sofferenza: 92° posto, con un miglioramento minimo. La partecipazione elettorale è tra le più basse d’Italia (106° posto, 31%). Grave ritardo nell’accesso a internet veloce: solo il 18% del territorio è coperto da rete fissa ultraveloce (media nazionale 53,5). Si evidenziano segnali positivi, 15° posto, per spesa dei Comuni in cultura e buon rendimento nella diffusione di libri e lettura (39° posto). (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Carlo Pala è il nuovo presidente del Comitato Sartiglia. Oristanese, 67 anni, Componidori per il Gremio dei Contadini nel 1978, presidente della Giuria della Sartiglia, è stato indicato dai Gremi di San Giuseppe e San Giovanni a ricoprire l’incarico di presidente del Comitato Sartiglia, subentrando al dimissionario Angelo Bresciani. In seno al Comitato sarà affiancato da Salvatore Carta e Maurizio Casu (per il Gremio dei Contadini), Carlo Pisanu e Cesare Muru (per il Gremio dei Falegnami) e Carlo Cuccu (presidente dalla Fondazione Oristano). Luigi Cozzoli partecipa quale delegato della Fondazione in caso di assenza del presidente Cuccu. Dopo la seduta di insediamento, il Comitato si è dedicato immediatamente all’organizzazione della Sartiglia 2026: “Il nuovo Comitato è formato da persone di indubbia capacità ed esperienza, il cui apporto sarà fondamentale per l’organizzazione dell’edizione 2026 della giostra – ha sottolineato il presidente Carlo Pala -. Nel corso delle prime sedute, alla presenza di tutte le componenti previste dallo Statuto e dal Regolamento e, insieme a loro Michele Pinna (vicepresidente del Gremio di San Giovanni) e Gianluca Sanna (vicepresidente del Gremio di San Giuseppe) e il presidente dell’Associazione Cavalieri, Ignazio Nonnis, siamo entrati subito nel merito delle svariate problematiche da affrontare: dal numero dei cavalieri alla pista per le prove, dalle visite mediche-veterinarie ad alcuni accorgimenti da adottare sui percorsi di via Duomo e via Mazzini e nell’area di stazionamento dei cavalieri nella zona di consegna delle spade (maxi schermo e tribuna). In occasione della seduta di insediamento del Comitato – ha aggiunto Pala – abbiamo voluto ringraziare i vecchi componenti, a cominciare dal presidente Angelo Bresciani, per il prezioso lavoro che hanno condotto negli anni passati”. Il Comitato Sartiglia, organo consultivo della Fondazione Oristano, composto dai rappresentanti dei Gremi e della stessa Fondazione Oristano, raccoglie le competenze tecnico-scientifiche legate agli aspetti organizzativi della Sartiglia, è coadiuvato nella sua attività dal presidente dell’Associazione Cavalieri, da supporti tecnici (l’ingegner Cristian Licheri responsabile tecnico, Francesco Obino direttore della Fondazione Oristano ed eventuali altri supporti tecnici e operativi),nonché dall’assessore alla Cultura del Comune, che insieme al Sindaco di Oristano partecipano di diritto alle riunioni del Comitato.

L’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Oristano ha pubblicato la graduatoria definitiva dell’intervento nidi gratis (gennaio – luglio 2025). “La misura – ricorda l’assessora ai servizi sociali, Carmen Murru – punta a favorire l’accesso ai servizi per la prima infanzia tramite l’abbattimento della retta per la frequenza in nidi e micronidi pubblici o privati”.

Il Comune di Oristano ha approvato la graduatoria definitiva per l’annualità 2025 degli ammessi e dei non ammessi al programma dei contributi integrativi di cui al Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione (L.431/98). Le domande giudicate ammissibili sono 329, quelle non ammissibili per mancanza di requisiti 40.

Il Comitato provinciale di Oristano dell’Anpi e il Centro servizi culturali Unla di Oristano, in collaborazione con la libreria Canu, hanno presentato, stasera, il romanzo di Vindice Lecis “Arbarée – Le avventure del capitano Nicola Montonaro raccontate dal suo cronista” (Condaghes, 2025). Ha dialogato con l’autore Carla Cussu.

Il libro – Nella seconda metà del Quattrocento, la Sardegna è lacerata dal dominio della Corona d’Aragona e dalle ambizioni dei suoi feudatari, tra cui lo spregiudicato viceré Nicolò Carroz, che la governa cercando di espandere i suoi possedimenti. A interessarlo al punto da scatenare una guerra civile sono soprattutto il ricco marchesato di Oristano e la contea del Goceano, guidati da Leonardo de Alagòn, ultimo erede dell’epopea giudicale. A difesa di questi territori, emerge la figura di Nicola Montonaro, comandante carismatico delle milizie arborensi, ricordato per audacia e fascino.

Vindice Lecis (Sassari, 1957). Giornalista, ha lavorato per 35 anni al Gruppo editoriale “L´Espresso”. Ha pubblicato i romanzi storici: Buiakesos. Le guardie del giudice (2012); Il condaghe segreto (2013); Judikes (2014); Rapidum. La cohors II sardorum ai confini dell´impero (2015); Le pietre di Nur (nuova edizione 2016); Hospiton (2017), Ospitone. Dux Barbarie (2018), La conquista (2019), Il visitatore (2019), Il cacciatore di corsari (2020), L’ombra del Sant’Uffizio (2022), L’ Alternos. Il romanzo della sarda rivoluzione (2024) Ha scritto inoltre i romanzi: La resa dei conti (2003), Togliatti deve morire (2005), Da una parte della barricata (2007), Golpe (2011), La voce della verità. Storia di Luigi Polano il comunista che beffò Mussolini (2014), L´infiltrato (2016), Il nemico (2018) e il libro inchiesta Ollolai e le case a un euro (2019).

Gli incidenti domestici possono risultare particolarmente rischiosi per gli anziani. Come prevenirli? Se ne parlerà giovedì 4 dicembre, a Oristano, nella sala convegni dell’Hotel Mistral Due, in un corso di formazione organizzato dalla Asl 5 di Oristano e da Ares Sardegna, dal titolo “Incidenti domestici negli anziani: la comunicazione per la promozione della cultura della prevenzione”. L’evento formativo rientra nel Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025 con riferimento al PP5 “Sicurezza negli ambienti di vita” con il coordinamento del personale del Servizio di Igiene Pubblica dell’azienda sanitaria oristanese. I lavori inizieranno alle ore 14.15 e si concluderanno alle ore 18.30. Il saluto di benvenuto è stato affidato a Maria Valentina Marras, direttrice del Dipartimento di Igiene e Prevenzione; a seguire le relazioni di Alice Concas e Francesca Concu, assistenti sanitarie dell’Igiene Pubblica e di Michele Lai, medico dello stesso servizio.

I milioni di viaggiatori sui treni da oggi hanno uno strumento in più per la loro sicurezza. L’applicazione Youpol della Polizia di Stato, infatti, estende le sue funzionalità per chi viaggia in treno e per coloro che si trovano nelle stazioni. Il nuovo aggiornamento permette agli utenti di inviare segnalazioni geolocalizzate di situazioni di rischio, criticità o comportamenti sospetti che si verificano a bordo dei treni e nelle stazioni. Un gesto di pochi secondi, che può fare la differenza: foto, video o brevi messaggi raggiungono, attraverso un sistema di geolocalizzazione, le sale operative della Polizia Ferroviaria e le Questure, consentendo una valutazione immediata della segnalazione e un intervento specifico e tempestivo. In questo modo viene ulteriormente potenziata la sicurezza nella mobilità attraverso una semplice e intuitiva app che si evolve per facilitare ancor più il contatto fra cittadini e Polizia di Stato. Youpol non sostituisce il numero unico di emergenza 112, ma rappresenta una modalità smart di contatto. Da dicembre 2024 ad oggi, sull’app Youpol sono arrivate 46.877 richiese di aiuto generiche, 24.962 segnalazioni per droga, 3.357 segnalazioni per violenza domestica e 3.648 segnalazioni per bullismo. Geograficamente, la maggior parte delle segnalazioni tramite app sono arrivate dalle città del nord e del sud. Le persone di età compresa tra i 51 e 60 anni sono i maggiori utilizzatori, che sono circa 100.000, seguiti da persone di età comprese tra i 18 e 30, che sono circa 20.000, e poi i minorenni circa 5.000. La media mensile delle segnalazioni anonime è di 5.650, che consentono comunque alla polizia di Stato di svolgere attività di prevenzione, controllo e repressione. La Polizia di Stato, da sempre impegnata a rafforzare la prevenzione per contrastare episodi criminosi in ambito ferroviario, potenzia, con Youpol, le capacità di ascolto e monitoraggio aprendo un canale diretto con gli utenti, anche non udenti e stranieri. Con un linguaggio semplice e un’interfaccia intuitiva, Youpol conferma la propria vocazione: rendere tutti parte attiva della sicurezza quotidiana e consentire alla Polizia di Stato di #essercisempre.

Entrare nei Vigili del fuoco per Antonietta Corriga è stata una scommessa che ha voluto vincere quando qualcuno le ha detto “…ma dove vai, quello è un ambiente maschile”. Antonietta, invece, è andata e nessuno la ha fermata “…perché nei Vigili del fuoco – come dice lei – siamo una famiglia”. Ora, dopo un viaggio di 28 anni che l’ha vista partire da Lodi e passare per Sassari per poi giungere finalmente a Oristano, e dopo migliaia di interventi di soccorso, Antonietta Corriga saluta il servizio operativo. Quando è entrata, nel 1997, erano davvero poche le donne nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, e lei può fregiarsi di essere stata l’apripista in Sardegna. Specialista nel settore di contrasto ai rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici, ha svolto con dedizione un lavoro che in tanti casi diventa una missione: portare soccorso alla popolazione. I colleghi della Caserma di via Zara la hanno salutata con affetto, stima e riconoscenza pochi giorni prima di Santa Barbara, patrona dei Vigili del fuoco.

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