Nov 10

Caritas: 128mila famiglie sarde in stato di povertà. Cisl: “Maratona per la pace”.

Nel 2024 circa 128.000 famiglie sarde erano in condizione di povertà relativa, un dato in aumento rispetto alle circa 118.000 del 2023.

La realtà emerge dal XX Report su povertà ed esclusione sociale nell’Isola, presentato dalla Caritas, che ha analizzato i dati dello scorso anno diffusi dall’Istat, incrociandoli con le informazioni sulle attività svolte dai centri di ascolto dislocati in tutta la regione.

Nel corso del 2024, i 78 centri distribuiti in 42 comuni della Sardegna hanno ascoltato – una o più volte – 10.418 persone portatrici di uno o più disagi a livello personale e familiare. Il dato appare in lieve flessione (-4,8%) rispetto al 2023, quando furono 10.919, risultando comunque ancora più elevato rispetto all’anno dell’esordio della pandemia (10.125 nel 2020).

Quanti sono transitati per la prima volta nei centri nel 2024 costituiscono il 27,0% del totale (pari a 2.824 persone). A differenza del dato nazionale, ai centri sardi si sono rivolti in maggioranza cittadini italiani (63,2% contro il 42,1% in Italia). Di questi, oltre due quinti fanno riferimento alla diocesi di Cagliari. Le donne sono il 51,9%, una persona su quattro è cinquantenne, e quasi l’85% è in età da lavoro ma è costretta a chiedere aiuto, la metà proprio perché è disoccupata.

Quanto alle richieste di aiuto alla Caritas, 63.647 (nel 2023 erano 58.818) riguardano per il 54,6% problemi di natura economica e di lavoro. Il disagio più frequente è associato al reddito insufficiente rispetto alle normali esigenze della vita quotidiana (scuola, casa, alimentazione, spese sanitarie, ecc.), seguito dalla mancanza di lavoro: non solo disoccupazione e inoccupazione ma anche lavoro precario, lavoro nero o grigio (3,9%), cassa integrazione guadagni, mobilità, sottoccupazione (sfruttamento in attività rischiose, dequalificanti, gravose, in ambienti insalubri e privi di adeguate misure di sicurezza) o discriminazione.

Le richieste sono soprattutto di beni materiali, l’87,2% (+3.3% rispetto al 2023), e perlopiù di prodotti alimentari: pacchi di viveri, pasti nelle mense, alimentati consegnati a domicilio o negli empori della solidarietà. Ma non mancano le richieste di aiuto per pagare le bollette, l’affitto o il mutuo.

Il Nuraghe Losa di Abbasanta ha accolto oggi l’evento conclusivo della “Maratona per la Pace”, promossa dalla Cisl Sarda. Un percorso che ha attraversato l’Isola toccando tutte le province per diffondere un messaggio di dialogo, solidarietà e partecipazione. Il corteo, partito in mattinata, ha raggiunto il sito nuragico, simbolo di memoria e identità collettiva, per un momento di riflessione condivisa. “Un popolo in cammino per la Pace”, come lo hanno definito i promotori: lavoratrici, lavoratori, pensionati, volontari e rappresentanti del mondo associativo uniti sotto lo stesso ideale.Al Nuraghe, tra bandiere e striscioni, è stato piantato un ulivo, simbolo universale di pace e speranza, come segno tangibile di un impegno che la Cisl Sarda intende proseguire anche nei prossimi mesi. “Una maratona di gesti, simboli e dialogo – hanno sottolineato i partecipanti -, per generare insieme nuovi semi di concordia”. A chiudere la giornata, l’intervento del segretario regionale della Cisl Sarda, Pier Luigi Ledda, che ha tracciato il bilancio del percorso e rilanciato l’appello all’impegno comune: “Abbiamo incontrato le persone in tutte le province, confrontandoci con lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, con il mondo del volontariato e dell’associazionismo – ha detto Ledda -. Abbiamo ragionato sul tema della Pace, un bene prezioso che comprendiamo davvero solo quando viene a mancare. Oggi nel mondo si contano oltre cento conflitti, e dietro questi numeri ci sono persone, giovani, bambini, famiglie che vivono sofferenze enormi. Dobbiamo impegnarci perché nascano spazi di solidarietà e fratellanza”. Il segretario ha poi ricordato l’iniziativa nazionale della Cisl per sostenere la Croce Rossa Italiana, con una raccolta fondi destinata alle popolazioni più colpite dai conflitti. “Questo è il nostro impegno concreto – ha aggiunto Ledda – e vogliamo farlo crescere a partire dai territori. Le guerre hanno conseguenze anche sulle nostre comunità: incidono sul costo della vita, sull’energia, sui tassi di interesse. La Sardegna soffre in modo particolare. Dobbiamo promuovere una società dove il bene comune ruoti intorno al lavoro, un lavoro di qualità, stabile e inclusivo, capace di dare dignità a tutti, ai giovani, alle donne e alle famiglie”. Una giornata di partecipazione intensa, dunque, che ha unito memoria, simboli e impegno civile. Al Nuraghe Losa la “Maratona per la Pace” della Cisl Sarda ha trovato la sua tappa conclusiva, “…ma anche – hanno ricordato in molti – un nuovo punto di partenza per costruire, insieme, una cultura della Pace che metta al centro la persona e la solidarietà”. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Le Associazioni culturali Senatore Lucio Abis di Oristano e Nino Carrus di Borore hanno promosso un convegno, dal titolo “Nuove architetture istituzionali come strumento per il riequilibrio territoriale delle Province di Nuoro e Oristano”, dedicato al tema dell’organizzazione del sistema degli Enti locali della Sardegna. L’appuntamento è fissato per sabato 15 novembre, alle ore 9:30, presso la sala Paolo VI del Seminario di Oristano, in piazza Duomo. “L’obiettivo del convegno – hanno spiegato Pietro Arca e Rosanna Carboni, presidenti delle Associazioni culturali Lucio Abis e Nino Carrus – è quello di approfondire le nuove architetture istituzionali in grado di garantire pari opportunità a tutte le aree del territorio regionale, con particolare attenzione alle zone interne dell’Isola. L’iniziativa nasce dalla necessità di riflettere sull’assetto degli enti intermedi della Sardegna, in un momento in cui, nonostante l’articolo 3 della legge statutaria riconosca alla Regione potestà legislativa in materia di ordinamento degli Enti locali, si è scelto di aderire alla ricostituzione delle Province attraverso elezioni di secondo livello, senza un adeguato confronto pubblico”. Il convegno intende, quindi, promuovere un dibattito aperto e partecipato, coinvolgendo territori e cittadini delle Province di Oristano e Nuoro, per contrastare la tendenza a un modello polarizzato su Sassari e Cagliari, che rischia di aggravare lo spopolamento e la marginalizzazione delle zone interne. “Si discuterà della necessità di restituire ai cittadini – hanno aggiunto Pietro Arca e Rosanna Carboni – il diritto di scegliere chi debba amministrare il territorio, valorizzando la modalità elettiva come strumento di costruzione delle comunità e di protagonismo politico locale”. Con il contributo di studiosi, ricercatori e rappresentanze istituzionali, saranno esplorati gli scenari possibili e le prerogative legislative legate alla specialità della Sardegna, per adeguare ogni legittima aspirazione dei sardi a ordinamenti giuridici capaci di garantire pari dignità in ogni angolo dell’Isola. Il programma prevede l’introduzione dei lavori da parte di Pietro Arca (presidente Associazione culturale Lucio Abis) e Rosanna Carboni (presidente Associazione Nino Carrus). Quindi i saluti istituzionali di Massimiliano Sanna (sindaco di Oristano). Relatori saranno Marco Betzu (professore ordinario di Diritto costituzionale, Università di Cagliari), e Roberto Deriu (capogruppo Pd in consiglio regionale). A seguire, gli interventi istituzionali di Paolo Pireddu (presidente della Provincia di Oristano), Giuseppe Ciccolini (presidente della Provincia di Nuoro), Emiliano Fenu (sindaco di Nuoro), Daniela Falconi (sindaca di Fonni e presidente regionale Anci Sardegna). Le conclusioni sono state affidate a Gian Valerio Sanna (presidente del Consorzio UNO – l’Università di Oristano).

Secondo appuntamento per il ciclo di conferenze “L’Antiquarium Arborense e la Sardegna” dedicato al patrimonio storico, artistico e scientifico dell’isola attraverso lo sguardo di studiosi e ricercatori. Sabato 15 novembre, alle 17.30, all’Hospitalis Sancti Antoni, Giorgio Pellegrini (già docente all’Università di Cagliari) sarà protagonista della conferenza dal titolo “L’esploratore innamorato. Alberto Ferrero della Marmora e la sua Sardegna”. Pellegrini si soffermerà sulla singolare e affascinante figura di Alberto Ferrero della Marmora, che per quasi quarant’anni dell’Ottocento ha percorso e raccontato la Sardegna: “Immaginatevelo, il nostro eroe, in quelle ben note giornate soffocanti di “maledetto Levante” cagliaritano, portarsi alla bocca – scrupoloso meteorologo – foglie o addirittura ciottoli, raccolti da terra, per assaggiarne il cloruro di sodio dell’umidore che li imperlava. Oppure intento a ricavare il nord, sperduto nella wilderness isolana, dalle chiome deformi dei lentischi stirate dal maestrale come aghi di bussola o ancora viandante illuminato dai lampi e zuppo di pioggia, accarezzato per un terribile, lunghissimo istante, dai lunghi capelli del cadavere appeso all’ingresso di Domusnovas. Per colpa di quei suoi mustacchi un po’ spioventi, a volte, in qualche paese dell’interno, lo scambiavano per un sarto greco e aveva un bel penare a convincere il rustico pressante che lui cappotti serenicus non ne tagliava o il pastore avido e sospettoso che il fedele teodolite non era d’oro bensì d’ottone o ancora a ribadire, al gruppo di barbaricini armati e minacciosi, che lui, a quel maiale, vicino al ponte di Marreri, non si era mai sognato di sparare. Ma chi era insomma questo coraggioso e instancabile piemontese, militare e nobilissimo giramondo, che per quasi quarant’anni della sua esistenza troviamo – in pieno Ottocento – a percorrere in lungo e in largo una Sardegna dimenticata dal mondo? Scienziato “politecnico”, versato com’era in ogni campo dello scibile: ornitologo, archeologo, etnografo, geografo, cartografo, storico, naturalista e geologo, Alberto Ferrero della Marmora è sicuramente il più appassionato tra i primi esploratori della Sardegna e, semplicemente, il più grande. Insuperata resta ancora oggi per mole, impegno, dedizione e passione l’opera monumentale con la quale ha voluto presentare al mondo un’isola sconosciuta, di cui si era con tutta evidenza innamorato, come proverò a dimostrarvi in questa conversazione, che sintetizza una lunga, personale esperienza di studio e ricerca dedicata a questo “illustratore della Sardegna”. Per questa edizione del ciclo di conferenze dedicate all’archeologia, all’arte e alla scienza nel Mediterraneo, la direttrice del Museo archeologico, Carla Del Vais, ha coinvolto protagonisti esperti di fama nazionale, impegnati a raccontare una Sardegna crocevia di civiltà, saperi e identità. Inaugurato a fine ottobre da Anna Chiara Fariselli, dell’Università di Bologna, con un interessante e partecipato incontro dedicato all’organizzazione sociale di Tharros fra età punica e tardoantica, dopo l’intervento di sabato prossimo di Giorgio Pellegrini, il programma proporrà nuovi appuntamenti, il 21 novembre con Mauro Salis (Università di Cagliari) e la conferenza su “La bottega di Stampace e i retabli per la città di Oristano”, e il 13 dicembre con Donata Luiselli (Università di Bologna) e la “Storia genetica della Sardegna tra passato e presente”.

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) di Oristano, organizza per sabato 15 novembre, dalle 9.30 alle 13.00, presso l’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, il convegno “Empowerment e Benessere: Promuovere la Salute oltre la Malattia”. L’iniziativa rappresenta l’evento conclusivo del progetto “Prevenzione terziaria per la qualità della vita nelle persone affette da patologie oncologiche ed i loro familiari”, realizzato nel biennio 2024–2025 con il contributo della Regione Sardegna. Il progetto ha coinvolto i territori di Oristano e Cagliari, e ha avuto l’obiettivo di offrire percorsi di supporto e riabilitazione rivolti alle persone in fase di remissione e riabilitazione da una neoplasia, nonché ai loro familiari. Attraverso attività di gruppo orientate alla promozione di stili di vita salutari, dalla corretta alimentazione all’attività fisica, fino alla disassuefazione dal fumo e grazie all’utilizzo di metodi innovativi come la medicina narrativa e tecniche di rilassamento e meditazione, il progetto ha permesso di rafforzare il benessere psicofisico dei partecipanti e di raccogliere preziose testimonianze sui loro vissuti. La mattinata si aprirà con i saluti istituzionali delle autorità locali, a testimonianza dell’attenzione del territorio verso iniziative mirate alla qualità della vita delle persone che hanno affrontato un tumore, evidenziando come la riabilitazione oncologica costituisca oggi un tassello fondamentale del percorso di cura integrata. Durante il convegno ci sarà un approfondimento multidisciplinare grazie all’intervento di medici, ricercatori e psicologi, e inoltre, verranno presentati i risultati qualitativi e quantitativi raccolti nel corso del progetto, insieme alle testimonianze dirette di alcuni partecipanti.

Un complesso monumentale di straordinaria bellezza quello scelto dalla Polizia di Stato per presentare il nuovo calendario 2026, le terme di Diocleziano a Roma, che, uniche al mondo per grandezza e conservazione, hanno ospitato l’evento. Gli scatti fotografici per il 2026 sono stati realizzati da Settimio Benedusi e Guido Stazzoni, fondatori del collettivo “Ricordi Stampati. La narrazione si articola quest’anno su diversi piani: da un lato le fotografie di gruppo, dall’altro il ritratto in bianco e nero di una singola persona che di quel gruppo fa parte, e che in poche righe racconta aspetti della propria vita, mettendo a fattor comune esperienze e aspirazioni. L’edizione 2026 vuole far emergere l’umanità dietro la divisa, il punto d’incontro tra identità professionale e vita personale, tra squadra da una parte e singolo dall’altra, elementi, questi, che si completano e si sostengono a vicenda. Da questa armonia trae forza il lavoro della Polizia di Stato: un impegno condiviso frutto del contributo di ogni singolo operatore. C’è la storia di Concetta, ispettore all’aeroporto di Malpensa e mamma di Gabriele, che con passione e dedizione ha trovato il giusto equilibrio per dare sempre il massimo sia a casa che a lavoro; c’è Mauro, prossimo al pensionamento, che sognava di fare il polizotto fin da bambino e che oggi è felice e orgoglioso di esserci riuscito; c’è la storia di Julia, atleta paralimpica tesserata con le Fiamme oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, che grazie alla scherma ha trovato la forza di continuare a sorridere e a credere nei sogni; e c’è la storia di Medy, come lo chiamano gli amici, bengalese nato a Mantova per il quale la divisa rappresenta il riscatto, lo strumento per servire il suo amato Paese, l’Italia, che gli ha dato la possibilità di dedicarsi agli altri e di servire il prossimo.Queste sono solo alcune delle storie raccontate nel nuovo calendario della Polizia di Stato, che anche quest’anno rinnova il suo impegno a favore di iniziative benefiche, destinando parte del ricavato della vendita sia al progetto “Unicef Zambia”, a difesa del diritto all’acqua di tutti, in particolare dei bambini, che al “Piano Marco Valerio” che sostiene i figli dei dipendenti della Polizia di Stato affetti da patologie gravi e croniche.

La Polizia di Stato comunica che, nelle mattine dell’11 e del 19 novembre, si svolgerà un addestramento nelle acque antistanti il lungomare di Torre Grande L’esercitazione vedrà impegnati il personale del 7° Reparto Volo di Fenosu, il Nucleo Sommozzatori di Olbia e la Squadra Acque Interne della Questura di Oristano, con il supporto di istruttori del Centro Addestramento e Standardizzazione al Volodi Pratica di Mare e di personale specializzato proveniente dai Reparti Volo di Roma, Palermo, Firenze e Venezia. “L’attività – fa sapere la Questura di Oristano – sarà finalizzata al perfezionamento delle capacità operative dei reparti nella gestione di operazioni speciali di soccorso in mare, comprendenti manovre di eli-lancio di sommozzatori e recupero con verricello, in un’ottica di costante miglioramento del coordinamento tra i diversi operatori coinvolti. Durante le due giornate saranno simulate differenti tipologie di intervento, con l’obiettivo di affinare le procedure comuni e garantire la massima efficacia e sicurezza in caso di reali emergenze. Le operazioni verranno svolte nella parte antimeridiana, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e delle prescrizioni vigenti”. Durante l’esercitazione sarà impiegato un elicottero AW139 PS113 del 7° Reparto Volo, con relativo equipaggio e personale istruttore, mentre la sicurezza in acqua sarà garantita dalla Squadra Acque Interne della Questura di Oristano, coadiuvata da personale della Polizia Scientifica. Le stesse attività saranno replicate, successivamente, anche su terra, con la collaborazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, per consolidare un livello operativo elevato e adeguato alle diverse esigenze del territorio.

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