Una regione senza politiche per la casa (di Gian Valerio Sanna).

Il dibattito che si è aperto sulla manovra finanziaria del Governo in materia di affitti brevi ha di fatto attualizzato e riproposto uno dei cardini dei diritti fondamentali dei cittadini, ovvero il diritto alla casa e all’abitazione.
Il crescente fenomeno speculativo degli affitti brevi, a causa dell’indubbio vantaggio economico che produce rispetto alla disponibilità di alloggi a lungo termine, sta sottraendo in maniera significativa in tutto il paese e in maggior misura nelle grandi aree urbane, la disponibilità di abitazioni per le famiglie, gli studenti e i lavoratori.
Tale problematica ha ricadute dirette e significative sugli assetti sociali, a cominciare dalla difficoltà delle coppie di metter su famiglia, fino all’impossibilità di rendere accessibili corsi di laurea a studenti le cui famiglie devono disporre di risorse importanti per poter assicurare ai propri figli il diritto alla formazione universitaria e, dunque, riproponendo un limite elitario alla alta formazione.
Per altro verso, anche nella nostra Sardegna le politiche pubbliche della casa sono all’anno zero, e da almeno 20-30 anni non vengono più finanziati interventi di nuova edificazione nel territorio regionale, né nei singoli Comuni e neppure nelle aree a forte tensione abitativa.
Non è un male recente. Infatti da almeno dieci anni le politiche regionali, tutte rivolte all’annuncio, alla propaganda e ai ritorni di immagine, hanno dimenticato le politiche abitative pubbliche, e gli assessori regionali ai LL.PP di turno, sono costantemente impegnati a esporsi mediaticamente su tutto e sul nulla, lasciando ad altri la contemplazione dei reali fabbisogni.
Di recente la Giunta Regionale ha predisposto un budget finanziario di almeno 130 milioni di euro sulla casa e sull’edilizia pubblica, in parte prelevandoli dagli accantonamenti della stessa Azienda Regionale per l’Edilizia Abitativa (AREA) e, in parte, recuperandoli all’interno di programmi regionali di opere pubbliche. Tutti questi soldi sono stati finanziati per le sole manutenzioni degli immobili di edilizia pubblica, dimenticandosi totalmente delle 4/5 mila famiglie che aspettano, nelle graduatorie di tutti i Comuni della Sardegna, di poter accedere ad una casa, avendone i requisiti.
Perché tutto questo? Perché si viola la destinazione obbligatoria degli accantonamenti a favore delle nuove abitazioni e sostenere soltanto la pur necessaria manutenzione degli alloggi in gestione?
E’ una domanda alla quale l’indaffarato Assessore Regionale dovrebbe rispondere, assieme al perché abbia scelto la continuità totale rispetto alla Giunta Solinas, confermando il Direttore Generale nominato dalla destra, mantenendo i vertici di AREA per oltre un anno dopo l’insediamento, e senza imprimere alcuna innovazione nel metodo e nella sostanza delle politiche abitative in Sardegna.
Sappiamo bene che le procedure di appalto degli interventi manutentivi sono più veloci di quelle necessarie per l’appalto di nuove costruzioni, ma la domanda è la seguente: interessano maggiormente i bisogni reali dei cittadini o le procedure più addomesticabili in funzione dell’esigenze elettoralistiche e propagandistiche dei governi di turno?
Allo stato delle cose, considerata la sostanziale inutilità di fatto dell’Osservatorio ORECA, non esiste alcuna fonte accreditata in Regione per dichiarare quale sia il reale fabbisogno di abitazioni in Sardegna e, dunque, quello che fa testo è la lista di attesa di alcune migliaia di nuclei familiari, desumibile dalle graduatorie in essere presso i Comuni per l’edilizia residenziale pubblica.
Questo bisogno di casa in Sardegna è del tutto inascoltato a fronte di un governo regionale che dovrebbe avere, per fatto costitutivo, maggiormente a cuore il bisogno delle fasce più deboli e in difficoltà, ma che negli ultimi anni ha scientemente indebolito, fino a renderla mera esecutrice dei voleri dei vertici politici di turno, l’Azienda regionale AREA, per almeno dieci anni non a caso mantenuta in regime Commissariale.
Tanto è il disinteresse nei confronti di chi ha bisogno di casa in Sardegna che la Giunta regionale, su proposta del suo Assessore, ha approvato la delibera n.31/21 del 11.06.2025 con la quale il risultato di amministrazione disponibile di AREA per il 2024, pari ad euro 5.353.737,75, è stato tagliato di euro 4.000.000 con trasferimento di dette somme alle entrate della Regione.
Un modo come un altro per dire che i bisogni di abitazione e di casa in Sardegna sono secondari ad altri e meno dichiarati interessi della Regione. Eppure sarebbero state necessarie politiche incisive per implementare l’accesso alla prima casa, vendendo agli inquilini che lo richiedessero le abitazioni più vecchie che assorbono maggiori oneri manutentivi, e investendo in nuove abitazioni da realizzare prioritariamente acquistando e recuperando gli immobili abbandonati o in disuso nei tessuti urbani dei nostri Comuni, evitando così nuovo consumo di suolo e rivitalizzando l’impresa artigiana locale nel recupero conservativo e innovativo dei nostri contesti urbanizzati.
Politiche lungimiranti non vi è dubbio, meno clientelari e meno appetibili per la scadente classe politica che ci governa, e sulla quale anche la Corte dei Conti avrebbe titolo per mettere ogni tanto il naso con riguardo alla gestione dei fabbisogni e al rispetto dei canoni di finanziamento, ivi compreso il silente contrappasso di un fenomeno di morosità dilagante (leggasi danno erariale) alla quale non si accenna alcun rimedio organico e efficace.
Ecco, mi parrebbe utile avanzare una osservazione leggera ma efficace: invece che litigare sul titolare dell’Agricoltura perché i Progressisti non rivendicano l’Assessorato ai LL.PP in grado di dare loro la possibilità di realizzare gli obiettivi sociali per l’accesso alla abitazione, alla dignità dell’abitare e migliorare la condizione di precarietà di migliaia di sardi? Non dovrebbe essere questo anche l’ambizione della Presidente della Regione? (dal Blog di Gian Valerio Sanna, www.gianvalerio.it).

Il Comando della Polizia locale di Oristano necessita di una nuova sede e l’ex Caserma dell’esercito in viale Repubblica sarebbe la soluzione più idonea. Lo dice il sindaco, Massimiliano Sanna, in una lettera indirizzata all’assessore regionale agli Enti locali, Francesco Spanedda, per sottoporre all’attenzione della Regione la proposta di acquisizione dell’ex Caserma dell’Esercito come nuova sede del Comando della Polizia Locale. Nella nota, il primo cittadino evidenzia come l’attuale sede del Comando, situata nel centro storico, presenti ormai limiti strutturali e logistici che ne compromettono la piena funzionalità, rendendo sempre più urgente l’individuazione di spazi adeguati e moderni. “Negli ultimi anni – scrive il Sindaco –, le funzioni della Polizia Locale si sono notevolmente ampliate: oltre alla vigilanza e al controllo del territorio, il Corpo è sempre più impegnato nella sicurezza stradale, nella gestione della mobilità sostenibile, nella promozione dell’educazione civica e ambientale e nella partecipazione a progetti di prevenzione e collaborazione interforze. Tale evoluzione richiede ambienti di lavoro adeguati, strutture moderne e spazi sufficienti anche per il parco mezzi, oggi fortemente limitato dalle ridotte dimensioni della sede”. Nella lettera, il sindaco sottolinea che il Comune non dispone al momento di una struttura idonea, né dei fondi necessari per la realizzazione di una nuova sede, e ritiene pertanto strategico avviare un percorso di collaborazione istituzionale per l’acquisizione di immobili dismessi del Demanio Militare. “I sopralluoghi effettuati presso l’ex Caserma di viale Repubblica – prosegue la comunicazione del sindaco – hanno evidenziato caratteristiche strutturali e logistiche idonee ad accogliere le attività della Polizia Locale, rappresentando un’occasione concreta per dotare il Comando di una sede adeguata, efficiente e pienamente integrata nel tessuto urbano”. Il sindaco Sanna chiede, infine, all’assessore regionale Spanedda di sostenere e accompagnare l’iter di interlocuzione con il Demanio Militare, affinché l’iniziativa possa procedere con la necessaria celerità e in un’ottica di collaborazione tra istituzioni. “Confidiamo – conclude il sindaco – nel sostegno della Regione Sardegna e nella sua costante attenzione alle politiche di rafforzamento istituzionale e di sicurezza territoriale. Una nuova sede della Polizia Locale moderna, funzionale e accessibile rappresenta un passo importante per la città e per la qualità dei servizi ai cittadini”. Massimiliano Sanna sottolinea poi il lavoro del Corpo di Polizia municipale: “La Polizia Locale svolge un ruolo fondamentale nella vita quotidiana della nostra comunità. È il presidio di prossimità più vicino ai cittadini, punto di riferimento per la sicurezza, la viabilità, la prevenzione e l’educazione civica. Meritano una sede all’altezza del loro impegno e delle nuove sfide che la città affronta ogni giorno. L’ex Caserma di viale Repubblica rappresenta un’opportunità concreta per dare finalmente risposta a un’esigenza attesa da anni, valorizzando al contempo un bene pubblico oggi inutilizzato. Con il sostegno della Regione, possiamo compiere un passo decisivo per rafforzare la sicurezza urbana e migliorare i servizi a beneficio di tutta la cittadinanza”.

Intorno alle 11 di questa mattina, la sala operativa dei Vigili del Fuoco di Oristano ha ricevuto una richiesta di soccorso per un incidente stradale sulla strada provinciale 292, all’ingresso di Donigala Fenughedu. Per cause ancora da accertare, il conducente di un’auto ha perso il controllo della macchina ed è finito fuori strada. Sul posto si è recata la squadra dei Vigili del fuoco di Abbasanta, che ha immediatamente provveduto ad estrarre l’uomo dall’auto e l’ha poi affidarlo alle cure del personale sanitario del 118, che lo hanno trasportato, in codice giallo, all’ospedale di Oristano. Sul posto anche le Forze dell’ordine per i rilievi di legge..
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