Provincia di Oristano: Abis contro Pireddu nelle elezioni che escludono i cittadini.

Il sindaco di Cabras, Andrea Abis, ha ufficializzato oggi la sua candidatura alla presidenza della Provincia di Oristano per il “campo largo”, in vista delle elezioni di secondo livello (sic!) in programma per il prossimo 29 settembre.
Sfiderà l’avversario del centrodestra Paolo Pireddu, sindaco di Villaurbana.
E’ stato lo stesso Abis ad annunciarlo nel corso di una conferenza stampa, ospitata nella sala consiliare del Comune di Cabras, alla presenza (udite, udite) dei consiglieri regionali Peppino Canu, Salvatore Cau, Diego Loi, Alessandro Solinas e Antonio Solinas, di molti dei quali si erano perse le tracce.
“Dopo una lunga riflessione – ha spiegato Abis -, ho deciso di mettermi a disposizione per guidare la nostra Provincia in un momento in cui occorre più che mai fondare un’azione programmatica strutturata, lungimirante, costruita sulla base del metodo della concertazione con le parti sociali, basata su decisioni politiche di area vasta e con l’obiettivo della riappropriazione di un peso che le componenti territoriali hanno visto via via dissiparsi nell’ultimo decennio.
In questi anni da sindaco – ha sottolineato – ho avuto modo di toccare con mano quanto sia mortificante la presenza di un ente provinciale debole, destrutturato, in ritardo sulle emergenze, disallineato rispetto alle necessità di supporto amministrativo dei comuni, distratto rispetto al rafforzamento delle singole programmazioni territoriali. Tutto questo richiederà un meticoloso lavoro di riorganizzazione dell’ente, dei suoi obiettivi e del peso che la Provincia di Oristano vorrà giocare nell’ambito della programmazione dei fondi strutturali”.
Tutte belle parole che cozzano, però, con quanto la stessa Regione stava programmando per poter effettuare le elezioni di primo livello, chiamando al voto i cittadini, e stoppando, com’era nelle sue possibilità, le elezioni di secondo livello riservate ai soli sindaci e consiglieri comunali. Una trovata aberrante della politica, che porta i cittadini, già disamorati da ciò che politicamente passa il convento, a chiedersi come si possa far bene, contemporaneamente, sia il sindaco sia il presidente della Provincia.
Bene avrebbe fatto Abis, a nostro modesto avviso, a rimanere fermo sulle proprie decisioni, quando aveva rifiutato categoricamente, qualche tempo fa, la proposta di guidare il “campo largo” (asserendo che già come sindaco aveva il suo bel d’affare), visto che, nella nostra provincia, a detta dei più, pare non avere alcuna speranza contro lo schieramento del centrodestra.
Secondo voci che riportiamo per solo dovere di cronaca, sembrerebbe che a convincere il sindaco di Cabras sia stata la presidente della Regione, Alessandra Todde. E questo fatto ha subito fatto dire ai più maliziosi “In cambio di che cosa?”, considerato che praticamente ritengono che per Abis si tratti di una battaglia persa in partenza.
La candidatura del sindaco di Cabras è sostenuta da una rete di amministratori locali, liste civiche e Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Sinistra Futura e Orizzonte Comune, ed è stato già fissato, per martedì 2 settembre, al Mistral 2 di Oristano, alle 17.30, il primo confronto pubblico tra il candidato e gli amministratori dei consigli comunali provinciali.
Sulla squadra da costruire, Abis ha annunciato che “…le singole proposte di candidatura saranno valutate con attenzione cercando di conseguire la migliore rappresentanza territoriale, garantendo l’apertura alla partecipazione dei civici, molto presenti nei consigli comunali ma che non si riconoscono precisamente nelle singole formazioni politiche. Credo che potremo raggiungere i necessari equilibri costituendo al massimo due liste, non di più”.
Come si può facilmente constatare, da tutta questa baraonda, i cittadini sono stati totalmente tagliati fuori da una politica sempre più arruffona, confusionaria, autoreferenziale e “desaparecida”, pronta a uscire dal letargo e scendere in campo in pompa magna non appena ci sono poltrone da spartire.
Le elezioni di secondo livello sono una delle cose più stupide partorite dalla politica, che la Regione poteva fermare e non lo ha fatto. Poi se diciamo che “al peggio non c’è mai fine” non abbiamo ragione?

Restano dietro le sbarre gli otto uomini fermati nei giorni scorsi dai Carabinieri nelle campagne di Villaurbana, dove era stata scoperta una vasta piantagione di cannabis in località “Ceas ‘e Perdixis”. Il giudice per le indagini preliminari, Marco Mascia, ha convalidato gli arresti, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Valerio Bagattini. Respinte, invece, le istanze di revoca o attenuazione delle misure cautelari presentate dai difensori Katia Ledda, Pierluigi Meloni e Nazarena Tilocca. Determinante, secondo il Gip, l’ingente quantità di droga rinvenuta: 4.506 piantine di canapa e circa 300 chili di marijuana già pronta. Un’organizzazione strutturata che, stando alle indagini, ha visto il coinvolgimento anche di cinque cittadini colombiani. In carcere restano, dunque, Massimo Meloni (52 anni) e Stefano Poddighe (60), entrambi di Villaurbana; Salvatore Zirone (45) di Bono; oltre ai colombiani Mateo Felipe Jimenez Martinez (19), Jhon Edison Moreno Chacon (39), Henry Rolando Grisales Rangal (51), Jhoan Camilo Moreno Grisales (18) e Juan Manuel Alzate Grisales (29). Durante l’udienza di convalida tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’operazione, denominata “Aristeo”, è stata condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Oristano, con il supporto dei Cacciatori di Sardegna, del Ris di Cagliari e del Nucleo elicotteri di Elmas. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).
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