Celebrato anche a Oristano l’80° Anniversario della Liberazione.

Anche a Oristano si sono tenute le manifestazioni per celebrare l’80° Anniversario della Liberazione. Assente il sindaco Massimiliano Sanna, a rappresentare l’Amministrazione comunale c’era la vicesindaca Maria Bonaria Zedda.
Questi gli interventi, al Parco della Resistenza e al Centro giovani Flavio Busonera, di Maria Bonaria Zedda, dopo aver salutato le autorità, i rappresentanti dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) e i cittadini presenti.
“In questo luogo della memoria – ha detto Zedda nel Parco della Resistenza – celebriamo l’80° Anniversario della Liberazione: ottant’anni da quel 25 aprile 1945, in cui l’Italia riconquistò libertà, dignità e speranza. Non è solo una data storica: è il fondamento della nostra identità democratica, il giorno in cui il popolo italiano, con coraggio e sacrificio, si sollevò contro l’oppressione nazifascista, scegliendo un futuro di pace, giustizia e partecipazione.
Ricordiamo il contributo delle partigiane e dei partigiani oristanesi, donne e uomini che spesso pagarono con la prigionia o con la vita la loro scelta di libertà. A loro va il nostro più sentito ringraziamento: custodire la loro memoria rafforza le radici democratiche della nostra comunità. E se oggi possiamo ricordarli con i loro nomi e le loro storie lo dobbiamo alla meticolosa attività di ricerca dell’Anpi.
L’Amministrazione comunale di Oristano – ha proseguito Zedda – ritiene importante celebrare il 25 aprile e sostenere ogni iniziativa che promuova i valori della Resistenza, certa che investire sulla memoria significhi investire sul futuro della città.
L’anniversario di oggi ci chiama alla responsabilità. La libertà non è mai scontata: va custodita, protetta e alimentata ogni giorno con gesti concreti, istituzioni solide, impegno civile e rispetto reciproco. Ricordiamo sempre che la democrazia non è un’eredità immobile, ma un bene vivo, fragile e prezioso: si trasmette con l’esempio, si difende con la cultura, si rinnova con il dialogo e la partecipazione.
Vorrei chiudere con le parole di Norberto Bobbio, filosofo del diritto e grande coscienza civile del Novecento italiano, che ci ricorda quanto dipenda da ciascuno di noi la sorte delle istituzioni democratiche: “La democrazia è un regime fragile: vive se ciascuno di noi la fa vivere”.
L’Anniversario della Liberazione è stato celebrato, come detto, anche presso il Centro Giovani di Oristano intitolato a Flavio Busonera, e questo, per la vicesindaca ha avuto un significato ancora più profondo.
“Busonera – ha sottolineato Maria Bonaria Zedda – non fu solo un medico e un uomo giusto. Fu un resistente civile che scelse di opporsi alla barbarie del nazifascismo, rischiando la vita per aiutare i perseguitati. E pagò con la sua vita.
Ma il suo esempio continua a ispirarci, oggi più che mai, soprattutto qui, in un luogo dedicato ai giovani, che porta il suo nome e ne custodisce la memoria. Un luogo che ci ricorda quanto sia fondamentale la lotta per la dignità e i diritti umani.
La Resistenza fu, prima di tutto, una scelta di coscienza. Da quello sforzo individuale e collettivo, volto alla ricerca della libertà anche quando sembrava un miraggio lontano, è nata la nostra Costituzione, che ci invita a perseguire ogni giorno la libertà, la giustizia, l’uguaglianza e la democrazia.
Concludo con una frase che ci accompagna da generazioni. Parole semplici, ma significative, di Tina Anselmi, partigiana e prima donna ministra della Repubblica: “La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare” (frase che, in effetti, pronunciò, nel suo celebre discorso sulla Costituzione agli studenti di Milano, il 26 gennaio 1955, Piero Calamandrei, Padre Costituente, poi ripresa da Tina Anselmi ed altri. ndr)
Queste parole risuonano forte anche oggi, quando la libertà è messa alla prova da sfide nuove che ci chiedono di essere vigili e attivi. Oggi più che mai dobbiamo ricordarci che la libertà non è garantita per sempre, e che ognuno di noi ha il dovere di custodirla e difenderla, ogni giorno, in ogni gesto”.

“Ottant’anni fa c’è stato un passaggio di testimone, dai partigiani a noi, che abbiamo il privilegio di vivere in democrazia. I valori insiti nella Resistenza e nella Liberazione sono un’eredità da custodire, da vivere e rinnovare ogni giorno, nel nostro lavoro, nei nostri rapporti sociali, nella nostra vita politica”. Lo ha detto la presidente della Regione, Alessandra Todde, oggi, nella sua Nuoro, per la celebrazione della Festa di Liberazione dal nazifascismo. “La lotta partigiana – ha proseguito Todde -, che portò al 25 aprile 1945, fu il processo in cui l’Italia scelse di alzarsi in piedi. Di dire basta alla dittatura fascista, alla occupazione militare, alla guerra. Scelse la libertà, la dignità, l’uguaglianza, la pace, la democrazia. Anche la Sardegna diede un contributo fondamentale alla Resistenza; ricordiamo, nomi come quello di Antonio Mereu di Nuoro, o il partigiano di Orani Piero Borrotzu, o il mitico partigiano Nino Garau, il comandante Geppe, o ancora Giaime Pintor. Perché non bisogna dimenticare che la Resistenza non fu solo guerra: fu un risveglio delle coscienze. Insieme ad Antonio Gramsci – ha aggiunto la presidente della Regione -, un altro gigante sardo della coscienza antifascista fu Emilio Lussu, anche lui, come il filosofo comunista, visse l’esperienza della prigionia fascista con lo sguardo di chi aveva intuito la necessità della ribellione morale e politica”. Non è poi mancato, da parte di Alessandra Todde, un pensiero commosso a Papa Francesco. “In tutto il suo magistero, la parola che ha utilizzato più di tutte è pace – ha sottolineato la presidente -, un valore fondamentale della Liberazione e della nostra Repubblica, che quasi quotidianamente viene messo in discussione e che, invece, noi abbiamo il dovere di difendere. Papa Francesco ha detto che “Ogni guerra è una sconfitta. Una sconfitta dell’umanità”. Ricordiamocelo ogni giorno”.

Inno nazionale al Parco delle Rimembranze. E fuori i cori “Palestina libera”. Due manifestazioni in una per celebrare il 25 aprile, a Cagliari: una più strettamente legata al ricordo della Liberazione, l’altra allargata anche alla questione internazionale contro guerra, genocidio e repressione”. Non sono mancati i riferimenti all’invito alla sobrietà da parte del Governo per la morte di Papa Francesco: “Allora – questo il contenuto di un cartello mostrato dai partecipanti – sobrietà anche a Predappio”. E ancora “Bella ciao sì, faccetta nera no”. Migliaia i partecipanti (per gli organizzatori circa 10mila) alla manifestazione partita da piazza Garibaldi. Il corteo ha imboccato via Sonnino, poi tappa davanti al Monumento ai caduti. Quindi un omaggio ad Antonio Gramsci nella piazza che porta il nome del pensatore di Ales, all’altezza dell’opera di Pinuccio Sciola. E ancora nuova sosta per ricordare Emilio Lussu (simbolo e leggenda dell’antifascismo) e poi su in viale Regina Margherita nel nuovo percorso per dribblare i cantieri di via Roma. Musica e cori ad alto volume, compresa l’immancabile Bella Ciao. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, l’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca, il presidente del consiglio regionale Piero Comandini. “Il 25 aprile è un appuntamento irrinunciabile per ricordare la nostra storia – ha detto Zedda -. Questa giornata è anche monito e insegnamento per il presente e il futuro del nostro Paese. Anche quest’anno siamo in piazza per rivendicare i diritti acquisiti dopo tanto impegno e sangue versato da chi c’era prima di noi. È nostra responsabilità non dare per scontato un valore universale come la libertà, purtroppo ancor oggi minacciato. La buona politica – ha concluso il sindaco di Cagliari – deve continuare a essere portavoce e portatrice di pace in Europa, in Ucraina, in Palestina e in tutti quei luoghi dove si muore”. “Ottanta anni fa l’insurrezione dei partigiani contro l’esercito nazista e la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Una pagina di storia importante scritta anche dai 4000 sardi impegnati nella Resistenza nazionale che hanno sacrificato la vita per costruire un’Italia migliore, libera e unita attorno ai valori di pace e democrazia – ha detto il presidente del consiglio regionale Piero Comandini -. Oggi celebriamo la storia, la patria, la Sardegna, i sardi e coloro che hanno contribuito a rendere la nostra terra, un’isola libera e democratica. Il nostro pensiero va agli eroi della Resistenza e a tutti coloro che, a qualunque titolo, si battono ogni giorno, in ogni angolo del mondo, contro la guerra, le sopraffazioni, la limitazione dei diritti”. Comandini ha voluto ricordare anche Papa Francesco: “Il Pontefice è stato un amico della Sardegna e dei sardi, il suo esempio resterà impresso per sempre nei nostri cuori”. Poi nuova tappa del corteo alla casa di Lussu (da lui difesa durante l’assalto notturno ad opera di una squadraccia fascista che voleva eliminarlo) in piazza Martiri, e quindi discesa in via Manno per puntare su piazza del Carmine, capolinea della manifestazione.
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