Il Consorzio Industriale di Oristano vuol essere coinvolto sulla proposta di metanizzazione.

“La recente pubblicazione sugli organi di informazione della proposta di DPCM per la “Individuazione delle opere e delle infrastrutture necessarie al phase out dell’utilizzo del carbone in Sardegna e alla decarbonizzazione dei settori industriali dell’isola” fa intendere che a breve verranno definite le scelte per la metanizzazione della Sardegna.
E l’area del Consorzio Industriale Provinciale Oristanese sarà quella maggiormente e più pesantemente interessata da questo intervento, che prevede la installazione di una FSRU (nave ormeggiata fissa in banchina per lo stoccaggio e la rigassificazione del metano liquido – GNL) nel Porto ed il collegamento di questa alla dorsale di trasporto del gas – tratto sud- verso Cagliari ed il Sulcis”.
E’ quanto si legge in una nota del Consorzio Industriale Provinciale Oristanese, che così prosegue:
“La rilevanza di questa ipotesi concreta richiede che il Consorzio, Ente gestore dell’Area Industriale oristanese all’interno della quale insiste il Porto, manifesti le proprie considerazioni ed evidenzi le riserve che nell’immediato sembra possano derivare da tale progetto, nel cui iter di elaborazione non è stato finora coinvolto alcun attore locale.
In prima battuta si pretende che tale ipotesi venga sviluppata mettendo in primo piano la tutela della salute e la sicurezza delle persone che gravitano nell’area, e con il coinvolgimento di tutti gli Enti del territorio che in questo campo possono contribuire a delineare un quadro di conoscenze certo.
Va quindi ricordato – si legge ancora nel comunicato del Consorzio – che l’Area Industriale di Oristano ed il Porto costituiscono una infrastruttura strategica per l’intero territorio provinciale, che consente di attivare delle politiche di sviluppo in diversi comparti, tra i quali anche quello energetico, e che proprio su questo tema negli anni passati il Consorzio aveva puntato fortemente sulla metanizzazione, tanto che nell’Area Industriale sono arrivati al termine dell’iter di approvazione 3 depositi costieri di GNL, con uno di questi che è stato realizzato ed è in esercizio.
La modifica della previsione, con il passaggio dai depositi costieri alla FSRU, cambia decisamente lo scenario ed introduce diverse criticità che dovranno necessariamente essere considerate nella prosecuzione del progetto e, nel caso, riequilibrate per evitare di compromettere lo sviluppo infrastrutturale dell’Area e di danneggiare gli operatori economici che lavorano sul Porto di Oristano.
Infatti, in assenza di elementi specifici sul progetto di installazione della FSRU nel Porto di Oristano, è sufficiente osservare che analoghe infrastrutture posizionate in altri porti nazionali ed esteri hanno introdotto delle pesanti limitazioni alle attività (lavorazioni o movimentazioni di navi) che possono essere svolte in prossimità della FSRU, con ulteriori limitazioni durante le fasi di periodico riempimento delle cisterne della stessa FSRU.
Questo comporta che durante la fase di rifornimento della FSRU potrebbe essere impedito il passaggio delle navi nel canale portuale con pesanti ripercussioni e danni economici per aggravio noli nave e ritardi nelle consegne in capo agli operatori economici, nonché potrebbe impedire lo sviluppo futuro dei traffici crocieristici, che pur lentamente stanno prendendo piede nel Porto.
L’eventualità di limitare – conclude Il Consorzio Industriale nella nota – o rendere più onerose le attività e le movimentazioni navali in capo agli operatori economici del Porto di Oristano deve essere, quindi, assolutamente evitata perché, in alternativa, andrebbero definite opportune forme di compensazione”.

Novità negli organi statutari della Fondazione Mont’e Prama, con nuove nomine da parte del ministero. L’archeologo Raimondo Zucca è stato designato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, come nuovo presidente del consiglio scientifico della Fondazione Mont’e Prama. Succede al professor Alberto Moravetti. Archeologo di fama internazionale, Raimondo Zucca, come ultimo incarico è stato docente di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana all’Università di Sassari. Autore di numerose ricerche scientifiche, ha contribuito alla ricerca archeologica sulla civiltà nuragica, consolidando una carriera autorevole nel campo degli studi sul patrimonio culturale. Il Consiglio Scientifico della Fondazione è composto, attualmente, oltre che dal presidente Zucca, dal professor Fabio Calogero Pinna, designato dall’Università di Cagliari, e dalla professoressa Carla Del Vais, designata dal Comune di Cabras. Si attendono ancora le designazioni dei rappresentanti da parte della Regione e dell’Università di Sassari, che completeranno l’organismo. Un’altra nomina riguarda Monica Stochino, soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. Designata dal ministro Giuli, entra a far parte del consiglio di indirizzo della Fondazione. Ora l’organismo vede la presenza di Anthony Muroni, presidente della Fondazione, e di Andrea Abis, sindaco di Cabras e presidente dello stesso Consiglio, mentre si resta in attesa della designazione di un ulteriore componente da parte della Regione. Sempre il ministro Giuli ha designato Fenisia Erdas componente del consiglio di amministrazione della Fondazione, in sostituzione di Paolo Fresu, recentemente dimessosi. Già assessora alla Cultura e attuale consigliera comunale di Cabras, Erdas entra in un Cda attualmente composto da Anthony Muroni (presidente), Andrea Abis (vicepresidente), Patricia Olivo (in rappresentanza del ministero della Cultura) e Graziella Pinna ed Efisio Trincas (in rappresentanza della Regione Sardegna). La prossima riunione del Cda è convocata per il 29 aprile per l’approvazione del Bilancio consuntivo 2024.

Presso i giardini pubblici di via Messina, a Oristano, si è svolta la cerimonia in ricordo del carabiniere Umberto Erriu, a 37 anni dalla sua uccisione, avvenuta il 20 aprile 1988 per mano dell’organizzazione criminale nota come la “Banda della Uno bianca”. Erriu, insignito alla memoria della medaglia d’oro al valor civile e della medaglia d’oro perchè vittima del terrorismo, perse la vita in un agguato che colpì al cuore l’Arma dei Carabinieri e l’intera Nazione. Alla cerimonia hanno preso parte il comandante provinciale dei Carabinieri di Oristano, il vicario del prefetto, un rappresentante del sindaco, i vertici delle Forze di Polizia provinciali e, i familiari di Erriu: la madre Maria Vitalia Cabiddu e la sorella Maddalena. Nato a Oristano il 21 gennaio 1964, Umberto Erriu era figlio di un appuntato dei Carabinieri, mentre lo zio era caduto in guerra. Studente brillante e atleta promettente (mezzofondista di valore che si allenava ogni giorno nel campo Coni di Oristano) Umberto Erriu si arruolò nell’Arma nel 1984. Prestò servizio prima presso il Centro Sportivo Carabinieri di Bologna, poi al 2° Battaglione Liguria di Genova e infine alla Stazione Carabinieri di Castel Maggiore, nel bolognese. La sera del 20 aprile 1988, mentre svolgeva un servizio di pattuglia insieme al collega Cataldo Stasi notarono tre uomini sospetti a bordo di una Fiat Uno bianca parcheggiata nei pressi della Coop di via Gramsci. Durante il tentativo di controllo, i due Carabinieri furono travolti da una pioggia di fuoco: un attacco che li colse di sorpresa. Nonostante le gravi ferite, entrambi cercarono di reagire, ma caddero sotto i colpi d’arma da fuoco, vittime di un’esecuzione spietata. In sua memoria, portano oggi il suo nome la Stazione dei Carabinieri di Simaxis, la Compagnia e la Stazione Carabinieri di Molinella (BO), e le Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Oristano e Quartu Sant’Elena. Il Carabiniere Erriu riposa nel cimitero di Oristano, mentre presso i giardini pubblici di via Messina, a lui intitolati, sorge un cippo commemorativo accanto al quale è posta una targa che recita: “Giardini Umberto Erriu (1964 – 1988) Carabiniere – Medaglia d’Oro al Valor Civile – Fedele al suo compito, servì generosamente l’Italia, immolando la sua giovane esistenza”.

Sono 50 i partecipanti al 2° Slalom automobilistico “Cuglieri – La Madonnina”, in programma il 26 e 27 aprile, a Cuglieri. Dopo il primo appuntamento 2018 e l’edizione 2023 di “Ruote nella Storia” si rinnova l’appuntamento con la gara, valida come prima prova del Campionato regionale Aci Sport Sardegna Slalom 2025, promosso dalla Delegazione regionale Aci Sardegna sui tornanti della storica Cronoscalata. La gara si svolge nel tratto di strada della strada provinciale 19, dal chilometro 17,285 al chilometro 14,290, per un totale di 2.995 metri, intervallati da dieci postazioni di birilli. Il programma della manifestazione automobilistica prevede, per sabato 26 aprile, le verifiche sportive, dalle 15,30 alle 19.30, in via Vittorio Emanuele 61, mentre dalle 16 alle 20 sono previste le verifiche tecniche nel piazzale dell’Istituto scolastico (via Vittorio Emanuele 61). Domenica 26 aprile, alle 9.30, è fissata la partenza per la prima vettura per la ricognizione e, a seguire, la partenza della prima auto, per una delle 3 manches di gara, che sarà diretta da Vittorio Falchi. Le premiazioni sono previuste alle 18, presso l’ex Seminario. La gara è organizzata dal Team Osilo e dall’Associazione sportiva dilettantistica Motosport di Cuglieri, con il patrocinio del Comune di Cuglieri, della Regione Sardegna e dell’Automobile Club Oristano. “Come direttore dell’Automobile Club di Oristano sono particolarmente orgoglioso del ritorno di una gara del calendario Aci Sport nel territorio oristanese. Anche a nome del commissario straordinario, Giulio Pes di San Vittorio, devo dire grazie ai ragazzi della Cuglieri Motorsport che hanno portato a compimento con tenacia il ritorno del Motorsport sulle pendici del Montiferru”, ha detto Claudio Bigiarini, direttore ad interim dell’ente oristanese federato ad Aci.
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