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Dic 01

Orizzonte e progetto della “Sinistra che ancora non c’è”. Lutzu riporta Oristano nel ruolo che merita.

“Ci rivolgiamo a tutte e tutti coloro che hanno camminato con noi nel percorso del Brancaccio, verso la “Sinistra che ancora non c’è”.

Abbiamo risposto per sincero spirito costruttivo e di responsabilità ai tanti appelli che si sono succeduti in questi giorni, e di cui ringraziamo tutti. Lo spirito del Brancaccio ha seminato bene, e di questo siamo felici.

Eravamo e siamo a tutt’oggi convinti che la formazione di una alleanza fra cittadini e forze politiche per la difesa della Costituzione e la riaffermazione dei diritti cancellati dalle politiche neoliberiste degli ultimi governi, la costruzione di un fronte unico e innovativo della Sinistra verso un progetto più grande dei suoi singoli pezzi, il rilancio delle politiche per l’uguaglianza e per una democrazia compiuta, in tutte le sue forme partecipative e sostanziali siano e restino l’obiettivo primario di ogni ragionamento e azione politica della stagione che viviamo.

Ma, ad oggi, la nostra  proposta alle forze politiche, perché il percorso verso una lista unica a Sinistra potesse essere ampiamente partecipato, democratico, libero e trasparente, non ha avuto alcuna risposta. Il risultato è che ormai si corre a grandi passi verso due liste: una di Mdp-Possibile-Si, l’altra di Rifondazione Comunista e altri soggetti.

Nessuna di queste due proposte corrisponde a quella idea di unità, credibilità, partecipazione, innovazione, radicalità lanciata nel nostro appello del 18 giugno, che prefigurava l’inizio di una nuova stagione per il Paese e per la Sinistra. Di più, le ragioni e i fini che sembrano muoverle – nel rispetto della piena autonomia dei soggetti politici che le guidano – non richiamano, neanche lontanamente, il metodo e lo spirito del Brancaccio.

Nessuno – a cominciare da noi due – può pensare di imporre agli aderenti a quell’appello una linea comune circa le decisioni che tutti ci troveremo a dover prendere nelle prossime elezioni: scegliere tra due liste diverse, guardare altrove o prendere la tristissima e dura decisione di non votare.

In queste ore si moltiplicano gli appelli pubblici e privati a noi stessi e a tante personalità della cosiddetta società civile, perché si esprimano a favore di uno dei due processi a sinistra: naturalmente ognuno degli interpellati deciderà in totale libertà.

Ma noi teniamo a sottolineare che il progetto dell’ “alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza” era quello di fornire ai cittadini comuni gli strumenti per incidere davvero in un processo politico: una cosa molto, molto diversa dall’invitare cittadini dai volti noti a fare i testimonial di una lista, di fatto, controllata dalle segreterie dei partiti. E molto diversa anche dalla partecipazione personale ad un’aggregazione di centri sociali organizzati e altri partiti.

Sappiamo che in tutta Italia una parte degli iscritti a Mdp, Possibile, Sinistra italiana si sta mobilitando, anche con toni di palese protesta, perché le assemblee dei prossimi giorni abbiano qualche possibilità di scardinare un copione prescritto e avvilente. Siamo con loro: la loro aspirazione di democrazia e di rinnovamento è la nostra.

Ma crediamo che, nelle condizioni date, per chi, come noi, non ha la tessera di nessuno dei tre partiti impegnati in questa alleanza, non ci siano le garanzie minime per poter partecipare e portare costruttivamente il nostro contributo. È per questo che noi non interverremo alle assemblee di questo fine settimana e a quella del 3 dicembre, pur augurando a tutti buon lavoro e il miglior successo.

Ed è ancora per questo che vogliamo andare avanti, nello spirito e per i fini che hanno ispirato il nostro appello del 18 Giugno, e che hanno portato tante persone a mobilitarsi nella bellissima esperienza partecipativa delle “100 Piazze per il Programma”. Vogliamo impegnarci a fondo perché tutto questo lavoro comune abbia un seguito: perché è qui, è legato alle cose, alle idee, ai problemi e alle loro soluzioni il nucleo più autentico del cammino che abbiamo condiviso, un cammino che non vogliamo interrompere.

Abbiamo un grande desiderio di incontrarci, e di recuperare l’occasione dell’assemblea che siamo stati costretti ad annullare. Apriremo a breve un percorso di confronto ampio e partecipato sui risultati del lavoro di sintesi fatto sulle proposte programmatiche emerse dalle 100 piazze, e sulle scelte che dovremo compiere per organizzare al meglio il nostro lavoro futuro. A gennaio presenteremo a Roma i risultati di questo percorso, discutendolo con quanti di voi vorranno partecipare.

Anche se il percorso del Brancaccio non porterà ad alcuna lista, crediamo che sia importante per tutti che nella prossima campagna elettorale possa avere spazio la nostra visione del futuro: che potrà essere un metro su cui misurare le proposte e le promesse delle diverse liste. E anche un anticipo della costruzione della Sinistra che ancora non c’è, e che bisognerà pur deciderci a costruire. Crediamo che proprio dall’incontro di gennaio potremo riprendere insieme il percorso: decidendo quale forma, quale mèta, quale passo vorremo e potremo tenere insieme”. (Anna Falcone, Tomaso Montanari).

Il comune di Oristano rientra nella strategica partita della programmazione territoriale, da cui sembrava fosse ormai fosse stato escluso. La civica assemblea oristanese ha approvato, all’unanimità, la proposta del sindaco Lutzu per l’adesione alla manifestazione d’interesse, presentata dall’Unione dei comuni Costa del Sinis Terra dei Giganti, nell’ambito della Programmazione territoriale del Psr 2014-2019. L’importanza dell’argomento è stata sottolineata da tutti i consiglieri che hanno partecipato al dibattito. “L’approvazione di questa delibera è tanto importante da dare un senso a una intera consiliatura – ha detto il sindaco Lutzu -. Oristano era fuori dalla programmazione territoriale, un’assenza non da poco, e oggi arriviamo a un punto fondamentale per lo sviluppo di questo territorio, riportando la città nell’importante scacchiere delle politiche della programmazione. Dopo aver verificato questa assenza, parlato con l’assessore regionale Paci e con i sindaci dei comuni costieri, discusso e approvato in consiglio comunale la mozione di Anna Maria Uras, abbiamo rivolto un invito alle Unioni dei comuni presenti nel territorio. L’Unione dei Giganti ha accolto con convinzione ed entusiasmo il nostro invito, partecipando con i sindaci dei comuni che ne fanno parte agli incontri organizzati a palazzo Campus Colonna, nella consapevolezza che da un percorso comune possano arrivare solo benefici a questo territorio. L’Unione dei Fenici non è apparsa intenzionata ad aderire a questo progetto”. La delibera stabilisce di avviare un percorso congiunto per una proposta progettuale a integrazione e completamento della manifestazione di interesse già presentata in Regione, e sulla quale l’assessorato regionale della Programmazione ha già espresso parere positivo. “Non ci stiamo accodando, ma integriamo e completiamo la proposta già presentata – ha detto Lutzu –. Partecipiamo con le nostre proposte progettuali sul lungomare di Torre Grande, sugli hub, sulla mobilità sostenibili (piste ciclabili dell’area vasta), sul sociale, sulla cultura, sull’enogastromomia e sugli impianti sportivi. Il prossimo passo sarà un accordo di programma con l’Unione dei Giganti che sancirà un’alleanza realmente strategica per lo sviluppo”. “La programmazione territoriale è una partita molto importante – ha detto Efisio Sanna (Pd) che non ha nascosto gli errori commessi nel passato -. È vero che ci sono stati ritardi ed è vero che Oristano ha rischiato di essere tagliata fuori dalla programmazione e ancora oggi non si capisce bene il perché (sic!), non siamo stati supportati dal potere politico locale e da quello regionale (per intenderci, sempre a guida Pd. ndr). Oggi dobbiamo puntare sulle affinità sulle cose da fare e sulle direttrici importanti per lo sviluppo: Torregrande come meta turistica, il porticciolo con i fondi che non sono sufficienti per il dragaggio e riqualificazione, Oristano Est da implementare con completamento opere e idee, il recupero della Reggia degli Arborea”. Per Patrizia Cadau (Cinquestelle) “Oristano deve recuperare la centralità nel territorio, questa delibera va in questa direzione e i Cinquestelle la sostengono”. “La città è stata tradita, perché è stata lasciata sola, mentre le Unioni dei comuni facevano la loro programmazione territoriale – ha detto Angelo Angioi di Forza Italia -. Oggi dimostriamo di essere uniti sulle cose importanti. Dobbiamo riprendere il discorso del museo giudicale attivandoci in regione per non perdere cospicui finanziamenti”. Annamaria Uras (Coraggio e liberta) ha rivolto un ringraziamento al sindaco che ha dato importanza all’istanza promossa dalla sua lista: “Questa delibera pone Oristano di nuovo in un ruolo che le compete. È di fondamentale importanza l’accoglienza che ci ha riservato l’Unione dei Giganti. La nostra attenzione deve essere dedicata al comparto agroalimentare che deve essere trainante per questo territorio. Tramite il coinvolgimento di tutti i portatori d’interesse dobbiamo puntare allo sviluppo dell’occupazione”. “Questo è un passaggio che vale una consiliatura – ha sottolineato Francesco Federico (Indipendente) -. Penso che tutta la minoranza sia vogliosa di dare il proprio contributo e chiedo di mantenere questa apertura, perché vogliamo essere una risorsa. La realizzazione del museo della Sartiglia è importantissimo per tenere vive tutto l’anno le emozioni che conosciamo. L’idea del biglietto unico è un’idea validissima e sarebbe opportuno superare anche i campanilismi includendo anche i musei dei paesi del circondario”. Per Veronica Cabras (Riformatori) “…fare sistema è fondamentale. L’apporto di ogni comune, con le sue peculiarità, rafforza l’intera rete nella creazione di una politica del territorio che gli ridia dignità e credibilità”. Da Andrea Riccio (Capitale Oristano) “…un sostegno al progetto con la massima energia” e da Giuseppe Puddu (Udc) un ringraziamento alla giunta e al sindaco per aver riportato Oristano all’interno della programmazione regionale, restituendo a Oristano il ruolo che le spetta. Bingo!

L’amministrazione comunale di Oristano potrà avvalersi dell’Agenzia delle Entrate per l’attività di riscossione coattiva delle entrate comunali, sia tributarie che patrimoniali. Lo ha deciso il Consiglio comunale, con 14 voti a favore e 6 contrari, accogliendo la proposta di delibera dell’Assessore ai Tributi, Massimiliano Sanna. “Per questo servizio il comune aveva intenzione di avvalersi di un’ufficiale della riscossione con un bando di mobilità, ma a seguito della rinuncia dell’unica persona che aveva risposto a quella selezione si è deciso di rivolgersi all’Agenzia delle Entrate che è subentrata a Equitalia – ha detto Sanna presentando l’argomento all’assemblea civica -. L’Agenzia delle entrate si occuperà solo della riscossione coattiva, nell’ambito delle attività di lotta all’evasione, così come aveva già fatto anche la passata amministrazione. Prima di arrivare alla riscossione coattiva sarà il comune a occuparsi delle prime attività di accertamento e di riscossione: i solleciti, gli avvisi bonari e le ingiunzioni. Accanto a questo ci sarà una fase di dialogo col cittadino. Tuttavia, abbiamo un obbligo di legge a cui non possiamo sottrarci: avere qualcuno che si occupi della riscossione coattiva, che però sarà solo l’ultima ratio se non si dovesse riuscire a riscuotere”. “Che sia chiaro – ha concluso l’assessore Sanna -, stiamo utilizzando uno strumento per combattere l’evasione, ma siamo dalla parte del cittadino, e per questo motivo vogliamo affrontare con decisione il ricorso al baratto amministrativo che è stato istituito, ma mai attivato dalla passata amministrazione”. Durante il dibattito i consiglieri di minoranza hanno criticato il ricorso all’Agenzia delle Entrate e chiesto che l’argomento fosse riportato in commissione per un supplemento di analisi. Da Patrizia Cadau (Cinquestelle) l’invito a fare attenzione a non penalizzare i cittadini, salvaguardare le fasce più deboli e vigilare sul rispetto di giustizia ed equità sociale, soprattutto per chi vive un momento di difficoltà: “Questa è una misura iniqua da cui mi dissocio”. Efisio Sanna (Pd) si è detto d’accordo con il consigliere dei Cinquestelle: “Da anni abbiamo intrapreso un percorso virtuoso tra l’amministrazione comunale e il contribuente (sic!). Oggi ritorniamo al passato. Affidare i ruoli al concessionario è un compito in capo al dirigente e questo è un errore, occorre definire da subito quali sono i casi in cui si vuole ricorrere all’Agenzia”. Francesco Federico (indipendente) ha evidenziato come il ricorso a un soggetto esterno comporti un aumento di spese senza capire quali siano i ruoli esatti che si vogliono trasferire all’Agenzia delle Entrate. Da lui e da Davide Tatti (Fortza Paris) l’invito ad attivare il baratto amministrativo, giudicato fondamentale per una realtà come quella oristanese. Secondo Angelo Angioi (Forza Italia) “…questo non è un ritorno a Equitalia, ma un utilizzo dell’Agenzia delle Entrate limitato ad alcuni casi estremi. Non ci sarà un abuso e noi vigileremo perché sia così”. Antonio Iatalese (Forza Italia) ha sottolineato l’importanza del ricorso a un soggetto incaricato della riscossione coattiva: “La riscossione coattiva è obbligatoria. Con questo provvedimento si potrà recuperare un milione di euro di ruoli”. “Il ruolo della Tares è in scadenza e oggi forse non si può fare niente di diverso da quanto si sta proponendo, ma si doveva trovare una soluzione prima di oggi”, ha detto Giuseppe Puddu (Udc). Per Danilo Atzeni (Un’altra Oristano) “…questo è un atto obbligatorio, dovuto a un’eredità lasciata dalla passata amministrazione, ma un agente esterno di riscossione consente di accedere a dilazioni più ampie rispetto a quanto potrebbe fare il comune”. “Un argomento tanto delicato avrebbe richiesto maggiore attenzione, confronto e dialogo – ha detto Monica Masia (Sport, salute, volontariato, natura) -. Sarebbe stato meglio sospendere la delibera e ridiscuterla in commissione”. Dello stesso avviso Anna Maria Uras (Coraggio e liberta): “Questa è una delibera generica e poco esaustiva, sarebbe stato meglio approfondirla in commissione”. Dal sindaco Andrea Lutzu un richiamo al senso di responsabilità del consiglio comunale: “Abbiamo il dovere di votare questa delibera, lo dico alla maggioranza e all’opposizione. Capisco il populismo e i riferimenti che si sono fatti, ma dobbiamo fare il nostro dovere e dare risposte ai cittadini. Non capisco perché si voglia fare dell’allarmismo. Conosciamo molto bene le difficoltà in cui si trovano molte famiglie, le affrontiamo ogni giorno cercando di dare risposte concrete”. E rispondendo a chi aveva criticato i dirigenti e il personale dell’ente ha aggiunto: “Non accetto le accuse ai dirigenti e al personale del comune. Noi siamo una squadra che vuole lavorare per raggiungere un obiettivo comune”.

Il Programma Oristano Est compie due importanti passi avanti. Il Consiglio comunale di Oristano ha , infatti, dato il via libera alle procedure espropriative, e da Roma è giunta notizia dell’arrivo della prima tranche di finanziamento. Il consiglio ha approvato la proposta dell’assessore all’Urbanistica, Federica Pinna, per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree dove dovranno essere realizzati gli interventi stabiliti dal programma. Il vincolo ha la durata di 5 anni per la realizzazione delle opere di interesse pubblico e riguarda alcune aree lungo il vico II Volta, il frutteto di 5 ettari della Asl, dove sarà costruito archivio dell’Assl, altre lungo ferrovia, l’area dell’ente risi. L’importo teorico dell’esproprio è di circa 2 milioni di euro. Il sindaco Lutzu ha comunicato la notizia dell’accredito di 2 milioni 900 mila euro per l’attuazione delle prime misure contenute nel Programma Oristano Est. Sempre ieri, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione del consigliere Giuseppe Puddu (Udc) per la nomina della commissione per l’aggiornamento della graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

L’assessorato alla Cultura del Comune di Oristano ha organizzato la rassegna “Il cinema siamo noi”. Numerosi gli appuntamenti previsti per tutto il mese di dicembre, a partire da lunedì prossimo, tra proiezioni di film, presentazioni di libri, laboratori di critica cinematografica, e momenti di formazione e confronto. “La rassegna – hanno spiegato il sindaco Andrea Lutzu e l’assessore alla Cultura Massimiliano Sanna – è realizzata grazie al contributo della Regione, con la collaborazione di numerosi soggetti che operano in città, la partecipazione di esperti del settore (registi, critici, docenti, saggisti, psicologi, giornalisti, storici dell’arte), e la direzione artistica di Antonello Carboni, regista e documentarista, con una lunga esperienza anche nel campo dei festival (Asuni Film Festival e Mediterraneo Festival di Carbonia). La manifestazione è rivolta principalmente ai giovani e per questo motivo numerosi appuntamenti sono stati programmati nelle scuole, nella sede oristanese dell’Università e Spazio giovani, ma per aprirsi a tutta la città altri appuntamenti sono previsti presso il Centro servizi culturali, all’Hospitalis Sancti Antoni, e nella biblioteca comunale”. “I film proposti hanno espressamente per protagonisti i ragazzi, con tutto il loro mondo – ha precisato l’assessore Sanna -, i loro sogni, la voglia di costruirsi un futuro, il raggiungimento della felicità. Il tutto è però spesso ostacolato da diversi fattori che frenano le libertà individuali, e sono al centro delle pellicole che saranno proiettate. Con il contributo degli esperti si cercheranno di individuare i percorsi che portano a maturare le capacità che permettono di far fronte agli ostacoli, quelli che in narratologia vengono definiti “guardiani della soglia”. Le produzioni cinematografiche hanno la capacità di attivare un dialogo con i più giovani, trattando temi per loro attuali e utili ai fini della loro crescita; le storie che parlano di problematiche giovanili sono notevolmente aumentate, segno evidente di un malcontento crescente e di una necessità generazionale”.“Questa rassegna è importante perché si rivolge ai giovani, agli studenti e al mondo della scuola, ma non solo – ha aggiunto l’assessore alla Pubblica istruzione Gianna De Lorenzo -. Il cinema è un sistema molto efficace per sostenere e stimolarli nel loro percorso di crescita”. “Coinvolgeremo 500 ragazzi con proiezioni, presentazioni di libri e momenti di formazione – ha spiegato il direttore artistico della rassegna Antonello Carboni -. Il cinema racconta la vita, è può essere uno strumento straordinario a disposizione di tutti, ma ancora di più dei giovani che si affacciano alla vita. Per tutti, comunque, assistere un film consente per due ore di riflettere in silenzio su sé stessi”.

Porti sardi a Madrid per l’International Cruise Summit, evento mediterraneo dedicato all’industria crocieristica. Un appuntamento annuale, giunto alla settima edizione, che richiama in Spagna gli stati generali del comparto turistico più dinamico, con crescite annuali del 10 per cento, una stima di quasi 26 milioni di passeggeri per il 2017 e spese pro capite attorno ai 1.200 euro a settimana. Al summit gli scali sardi, sotto il nuovo coordinamento dell’Autorità di Sistema Portuale, rappresentati dalla responsabile marketing Valeria Mangiarotti, si sono proposti con un’offerta che, per ogni scalo, offre servizi per diverse tipologie di navi, dalle extra large alle lussuosissime mini ships. E, soprattutto, un portfolio diversificato di escursioni da ogni approdo. Molto apprezzata, oltre a quanto finora garantito dai porti consolidati di Cagliari, Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres, l’offerta infrastrutturale e territoriale dello scalo di Oristano, assoluta novità nello scenario mediterraneo. Le proposte sono state presentate a gruppi armatoriali come la spagnola Pullmantur, la tedesca Tui Cruises e alla new entry nel mercato, la Virgin Cruises, compagnia del magnate americano Richard Branson che, dal 2019, invaderà il mercato con i nuovi giganti del mare. Altre importanti sfide sono quelle dei green port. “L’International Cruise Summit di Madrid si è rivelata una vetrina internazionale formidabile per i porti sardi – spiega Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di sistema –. Già alla seconda uscita pubblica in appena tre mesi abbiamo riscosso l’interesse di nuove compagnie e rafforzato il rapporto con quelle che da anni ci onorano della loro presenza. L’offerta integrata dell’isola si rivelerà una carta vincente nell’industria delle crociere. Con almeno sei porti a vocazione crocieristica riusciremo ad intercettare, senza scadere nella ripetitività dell’offerta, più navi e più itinerari, garantendo una ricaduta generalizzata degli effetti benefici del crocierismo su tutti i versanti”. (Mauro Loddo. www.cagliaripad.it).

 

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