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Nov 01

Approvate dal consiglio comunale le linee guida del Piano anticorruzione.

Il consiglio comunale di Oristano ha approvato le linee di indirizzo per la redazione del Piano triennale 2018-2020 per la prevenzione della corruzione.

Il Piano dovrà essere ora approvato dalla giunta Lutzu, sulla base delle linee formulate dall’assemblea civica. Tra i punti più importanti contenuti dagli indirizzi, la partecipazione dei cittadini che saranno chiamati a presentare proposte e osservazioni, un’analisi di contesto interna ed esterna, il miglioramento del sistema di misurazione della soddisfazione dei cittadini sui servizi erogati dall’ente, il rafforzamento della formazione del personale, l’approfondimento dell’analisi dei rischi e l’individuazione delle misure preventive, il rafforzamento degli adempimenti in materia di trasparenza, dell’integrazione con gli altri strumenti comunali di programmazione e con il sistema integrato dei controlli interni e del ruolo del responsabile della trasparenza e della prevenzione dalla corruzione.

Su uno degli aspetti più discussi, la rotazione dei dirigenti, il sindaco Lutzu ha spiegato che la procedura è resa complicata dal fatto che ci sono soltanto tre dirigenti in servizio, uno dei quali è il comandante della Polizia locale, che non può essere sostituito nell’incarico.

Per il sindaco sarà essenziale investire sulla formazione del personale, sull’applicazione delle linee guida dell’Anac e sul trasferimento gli impegni del piano alle società partecipate.

Prima del voto finale, il consiglio ha approvato due emendamenti presentati dal presidente della commissione, Angelo Angioi, per dare un’ampia diffusione del piano, garantire il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni, e per la rotazione dei dirigenti.  Sono stati respinti, invece, due emendamenti di Giuseppe Puddu (Udc), per la calendarizzazione di sedute semestrali del consiglio comunale per la verifica dell’attuazione del Piano e per impedire che al segretario generale vengano conferiti incarichi dirigenziali. In apertura di seduta il consigliere Francesco Federico ha annunciato di uscire dal gruppo del Pd e proseguire in consiglio comunale da indipendente.

Commemorazione ufficiale nel cimitero di San Pietro, per i sindaci di Oristano che hanno amministrato la città nel dopoguerra. Alla cerimonia, insieme al sindaco Andrea Lutzu, erano presenti il commissario straordinario della Provincia, Massimo Torrente; gli assessori comunali Massimiliano Sanna, Pupa Tarantini, Federica Pinna, Francesco Pinna, Gianfranco Licheri e Ricardo Meli, e gli ex sindaci Giorgio Gaviano e Franco Mura. Durante la cerimonia è stata deposta una composizione floreale sulle tombe dei sindaci oristanesi del dopoguerra: Davide Cova, Alfredo Corrias, Salvatore Annis, Gino Carloni, Giovanni Canalis, Salvatore Manconi, Pietro Riccio, Vincenzo Loy, Manlio Odoni, Sergio Abis e Ignazio Manunza. Omaggio da parte delle istituzioni anche per Lucio Abis, Alfredo Corrias e Alessandro Ghinami, e per gli ex presidenti della Provincia, Tonino Franceschi, Cenzo Loy e Maria Teresa Sechi. L’assessore alla Cultura, Massimiliano Sanna, infine, ha deposto una composizione floreale sulla tomba di Salvatorangelo De Castro, nell’anniversario dei 200 anni dalla nascita.

Venerdì 4 novembre, davanti al monumento ai Caduti, in piazza Mariano, a Oristano, si svolgerà la tradizionale cerimonia celebrativa della “Festa della Unità Nazionale – Giornata delle Forze Armate”. Alle 10, si terrà la Santa Messa, celebrata dall’Arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, chi seguirà la manifestazione pubblica vera e propria, alla quale, oltre alla presenza delle autorità e delle associazioni dei combattenti e d’Arma, parteciperà anche una rappresentanza di scolari e studenti delle scuole di Oristano.

Lo abbiamo ripetuto più vote e lo ribadiamo:  se volete che le auto si fermino mentre state attraversando la strada, fatelo fuori dalle strisce pedonali. Al di là delle battute, ormai è un dato di fatto, confermato dalle statistiche: non passa giorno, a Oristano, senza che un pedone non venga investito, soprattutto mentre attraversa sulle strisce pedonali. Colpa dell’imprudenza degli automobilisti? Della scarsa illuminazione notturna delle strade? In città sono apparsi i primi fari e faretti davanti ad alcuni attraversamenti pedonali, nella speranza che di sera possano risultare utili. Intanto anche oggi, poco prima delle 19, una ragazza è stata investita, in via Cagliari, all’uscita di Oristano direzione Santa Giusta, mentre attraversava la strada all’altezza della stazione di servizio Ip.  L’auto ha urtato leggermente la ragazza, che è caduta a terra riportando solo lievi contusioni. A chi toccherà domani?

Più di 140 amministratori indipendentisti sardi, sindaci e consiglieri municipali, hanno sottoscritto un manifesto bilingue per il riconoscimento della Repubblica Catalana. Ecco il testo del documento: “Noi sindaci e sindache, amministratori e amministratrici indipendentisti della Sardegna, sottoscriviamo questa dichiarazione per manifestare la nostra vicinanza al popolo e alle istituzioni democratiche della Catalogna e per rendere pubblico il nostro riconoscimento della costituita Repubblica catalana. Aderiamo a titolo individuale o in quanto rappresentanti delle forze politiche cui apparteniamo (Fronte Indipendetista Unidu, iRS, Liberu, Partito dei Sardi, Partito Sardo d’Azione, Progetu Repùblica de Sardigna, Rossomori, Sardegna Possibile, Sardigna Natzione, Sardigna Libera, Sardos). Niente può cancellare in noi il valore della proclamazione dell’indipendenza catalana. Non i timori sulla sorte dei suoi dirigenti, non le ansietà riguardo alla dura reazione di Madrid, non le preoccupazioni per il silenzio dell’Unione Europea e per il mancato riconoscimento da parte di altri Stati, non le difficoltà che si trova a dover affrontare in queste ore il Governo catalano. Il popolo di Catalogna si è espresso con chiarezza e dignità attraverso un referendum di autodeterminazione. L’assemblea rappresentativa di questo popolo ha agito di conseguenza, usando la forza della democrazia e della nonviolenza. È nata una nuova repubblica, che noi sappiamo pacifica e amica di tutti. La storia spesso ci spiazza, mostrandoci che può accadere l’incredibile: in questi giorni è avvenuto di nuovo. Sia d’insegnamento per i sardi e per ogni gente del continente europeo, oggi e domani. Il bene e la libertà sono sempre alla portata dei popoli coscienti e determinati. Il bene e la libertà sono sempre alla nostra portata”.

Sardigna Natzione Indipendentzia apprende con sconcerto che”… in Spagna c’è la Guantanamo d’Europa, dove non vengono incarcerati i peggiori terroristi ma i migliori difensori della democrazia; di quella democrazia della quale l’Europa si riempie ogni giorno la bocca, e poi nei fatti violenta, permettendo agli stati membri di reprimere con la polizia e il carcere le legittime scelte di una collettività. L’Europa è complice della Spagna franchista, adesso è chiaro questa non è l’Europa dei popoli e della gente ma lo scudo che difende l’imperialismo degli stati nazione. Finché alla presidenza del parlamento europeo ci saranno personaggi come Tajani, politico della stessa pasta di Rajoy, ed espressione dello stato che occupa la Sardegna, l’Europa non potrà mai essere la Casa Comune della gente europea e rimarrà il covo del peggiore affarismo e conservatorismo. La Catalogna – ha sostenuto Sardegna Natzione Indipendentzia – è da oggi un problema internazionale. Con la non violenza, senza neanche uno spintone, i catalani sono riusciti a mettere la questione catalana, e di tutte le nazioni senza stato, nel tavolo Europeo e Mondiale. Forse è proprio questo che non viene sopportato, che Puigdemont e il suo governo non sia caduto nelle provocazioni violente che lo stato spagnolo stava preparando, che non si sia prestato a trasformare una questione politica in una questione di polizia da risolvere in fretta con la repressione ed il carcere. SNI esprime la più ferma condanna verso il governo spagnolo e la più altrettanto ferma solidarietà verso gli arrestati e i perseguitati del legittimo governo catalano. SNI, sapendo che lo stato spagnolo è ancora franchista quanto quello italiano è ancora savoiardo, e che non rinuncerà facilmente alla sua vocazione annessionista, fin da subito è a disposizione degli indipendentisti catalani per la difesa pacifica della democrazia”.

 

1 comment

  1. Mauro

    Buongiorno a tutti! Scrivo su questo blog per rompere il muro di silenzio su un argomento importante per la crescita civile e democratica di una società: Anticorruzione! Nei giorni precedenti abbiamo assistito,anche con il silenzio di questa Amministrazione comunale, a un momento di declino della politica locale. Il Consiglio, i relativi Consiglieri (pochi a dire il vero)pongono l’accento sul mancato rispetto delle disposizioni in materia di Anticorruzione. Il Responsabile dell’Anticorruzione, nonché Segretario Generale, Dirigente con e senza incarico decretato dal Sindaco di qualsiasi Settore, prende la parola durante la seduta di Consiglio per glorificare il suo operato e discutere con un Consigliere. Come può il Sindaco e il Presidente del Consiglio non chiedere le dimissioni del Segretario per un comportamento incompatibile con il suo ruolo? Come mai non si apre un procedimento disciplinare nei riguardi del dirigente, che non solo agisce in contrasto con la divisione tra funzioni politiche e tecniche/amministrative ma, ergendosi a uomo politico, prende la parola nell’Assemblea per contrastare la funzione politica svolta da coloro che devono controllare l’operato dell’Amministrazione e dei suoi tecnici, nominati dai cittadini per questo? Tutto ciò perché si è posto l’accento sul mancato rispetto delle norme poste in materia. Suggerisco a coloro che oggi ci amministrano di procedere alla rotazione dei dirigenti, e decidere di conferire incarichi dirigenziali, o di uffici appalti, a persone non imputate in reati contro la pubblica amministrazione. Questo potrebbe non costituire un segnale di trasparenza e buona amministrazione. Ricordo che i politici si distinguono non per le loro parole ma per le loro azioni e decisioni… ricordo questo anche alle nuove forze politiche scese in campo durante queste elezioni.

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