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Ago 10

Rinnovato il gemellaggio tra la Sartiglia e l’Alka di Sinj.

Una delegazione oristanese, nei giorni scorsi, ha partecipato all’Alka di Sinj, rinnovando il gemellaggio che da alcuni anni unisce la Sartiglia alla storica manifestazione croata.

Quest’anno il gemellaggio è stato impreziosito da un dono simbolico fatto alle autorità croate. Il pittore oristanese, Federico Fadda, cavaliere di lungo corso ed ex Componidori, ha affidato alla Fondazione Sa Sartiglia un quadro da donare agli organizzatori dell’Alka. L’opera, intitolata “Amicizia, stima e tradizione”, vuole rappresentare, con un linguaggio impressionista-figurativo, il gemellaggio tra le due grandi manifestazioni cavalleresche, la Sartiglia di Oristano e l’Alka di Sinj.

Il dipinto raffigura l’incontro tra il nostro capo corsa, Su Componidori, e un Alkaro, con al centro la torre di Vukovar, segno tangibile dell’attacco subito dall’invasore serbo negli anni novanta . “Il quadro – come spiega l’autore – è dipinto in maniera monocromatica, nero e rosso, dove il nero rappresenta il periodo buio del conflitto dettato dall’atrocità della guerra, mentre il rosso esprime amore ed evidenzia la rinascita croata e il gemellaggio di fratellanza con il popolo di Oristano”.

Alla manifestazione e alla cerimonia di consegna del quadro da parte della delegazione oristanese hanno assistito il sindaco di Sinj Kristina Križanac, il presidente dell’associazione croata cavalleresca Stipe Jukic, il sindaco di Vukovar e alcuni membri del governo croato.

La presentazione del dipinto, introdotta da una lettera del sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, e dal saluto del presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Angelo Bresciani, portato dai consiglieri della Fondazione Sa Sartiglia, Antonio Sanna e Luigi Cozzoli, si è svolta nella sala proiezioni del bellissimo museo di Sinj, dedicato all’importante manifestazione, progettato e allestito dall’architetto Nikolina Jelavic Mitrovic. Dopo la consegna del dipinto, i tamburini del gruppo Città di Oristano hanno intonato “Aristanis”.

Martedì 15 agosto, in occasione della Sartigliedda estiva, ai pubblici esercizi e agli ambulanti operanti a Torregrande sarà vietata la vendita di bevande contenute in bottiglie o confezioni di vetro, o in lattine in metallo. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco di Oristano per ragioni di ordine pubblico, considerato l’alto numero di persone che la manifestazione richiama a Torregrande e i danni che potrebbe causare un utilizzo improprio di vetro e lattine. Il divieto è valido dalle 8 alla mezzanotte del giorno di Ferragosto. I trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa d’importo variabile da 25 a 500 euro.

Il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus, in occasione del concerto del 15 agosto di Francesco Gabbani, in piazza Stagno, per ragioni di sicurezza ha disposto che, a partire dalle ore 14 di Ferragosto e fino alle ore 6 del giorno seguente, è vietata la somministrazione e vendita su area pubblica di qualunque bevanda, anche analcolica, in lattine e contenitori di vetro, mentre è consentita la vendita e la somministrazione esclusivamente in bicchieri di plastica e di carta. Il divieto vale anche per la somministrazione di bevande super alcooliche per il 15, 19 e 20 agosto, a partire dalle 24 e fino alle 6 dei giorni seguenti. Negli stessi giorni è inoltre vietata la vendita e somministrazione di qualsiasi tipo di bevanda alcoolica a partire dalle ore 2.

Gli ex stabilimenti della Sardit di Oristano e della Ce.Ma di Marrubiu devono essere inseriti tra i siti di interesse nazionale (Sin). E’ quanto ha chiesto il consigliere regionale del Pd, Mario Tendas, con una interrogazione al presidente della Regione Pigliaru e all’assessore regionale dell’Ambiente Spano. I Sin sono i siti di interesse nazionale, dove è stata accertata un’alterazione delle caratteristiche qualitative dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee e che comprendono, come nello specifico, aree industriali dismesse, aree industriali in corso di riconversione, aree industriali in attività, siti interessati da attività produttive ed estrattive di amianto, porti, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici, ex miniere, cave, discariche non conformi alla legislazione, discariche abusive, e dove l’esposizione alle sostanze contaminanti può venire da esposizione professionale, emissioni industriali e da suoli e falde contaminate. Alla individuazione dei Sin si provvede con decreto del Ministro dell’Ambiente, d’intesa con le Regioni interessate, secondo specifici criteri, tra i quali figurano il rischio sanitario, il rilevante impatto socio-economico provocato dall’inquinamento dell’area e l’insistenza di impianti chimici integrati.
Per l’interrogazione di Mario Tendas ha espresso soddisfazione l’Associazione regionale ex esposti amianto di Oristano, sottolineando come Tendas sia stato l’unico ad aver portato avanti, politicamente, la vertenza per l’inserimento nella mappa nazionale dei siti destinati a interventi di bonifica della Cema Sarda e della Sardit, per ottenere i finanziamenti da destinare allo smaltimento dell’amianto. “La nostra soddisfazione – si legge in una nota del presidente dell’associazione, Giampaolo Lilliu – è purtroppo a metà, in quanto i sindaci dei comuni interessati (Oristano e Marrubiu), Lutzu e Santucciu, non hanno ancora risposto al nostro appello”. Per questo motivo l’Associazione regionale ex esposti amianto chiede a Lutzu e Santucciu “…di promuovere una iniziativa politica che coinvolga i consigli comunali e deliberare un ordine del giorno da consegnare alla Regione e al Governo nazionale”. Il silenzio dei sindaci di Oristano e Marrubiu sulla vertenza amianto, secondo Lilliu, “…è ancora più preoccupante, in quanto crediamo che i nostri morti siano uguali di quelli di Casale e di altre regioni e comuni dove il Governo nazionale sta finanziando le bonifiche”.

Tanto per cambiare, anche oggi per la Sardegna è stata una giornata contrassegnata dal caldo e dagli incendi. Tre gli interventi che hanno visto l’impiego dei mezzi aerei della flotta regionale e nazionale. Il più impegnativo a Santulussurgiu, in località Padroniscas. Le squadre a terra composte da Vigili del fuco, Corpo forestale, Protezione civile e volontari, coadiuvate dall’intervento di tre elicotteri della flotta regionale e due Canadair, hanno lavorato sodo per arginare le fiamme che, in alcuni momenti, si sono anche avvicinate al cimitero, bruciando pascoli cespugliati e alberati.

San Giovanni di Sinis, Tharros: gli antichi abitanti  di Tzur  (foto di Ivan Camedda).

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