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Ago 01

Operaio della Spo senza stipendio si incatena davanti alla Provincia.

Clamorosa protesta di un operaio della Spo, la società in house della Provincia di Oristano che si occupa della manutenzione di tutte le scuole superiori.

Luigi Serra si è incatenato alla sua auto, una Fiat Panda, per protestare contro il mancato pagamento dello stipendio di luglio e le poche speranze di incassare anche quello di agosto.

Nella sua stessa situazione anche gli altri 37 dipendenti della società, compreso il nuovo presidente Luca Soru. I motivi della protesta sono esposti in dettaglio su un cartello attaccato all’auto.

In particolare, Serra chiede all’amministratore straordinario, Massimo Torrente, e ai dirigenti dell’ente che fine abbiano fatto i finanziamenti regionali di 230 mila euro concessi alla Provincia per la chiusura del Bilancio e di 560 mila per la Spo.

Se non ci saranno risposte concrete, alla protesta potrebbero aderire nei prossimi giorni anche tutti gli altri lavoratori.

In Sardegna è emergenza incendi. Tra giugno e luglio sono divampati 2.150 roghi (620 in più rispetto ai 1530 rilevati nello stesso periodo un anno fa). E’ quanto emerso da un dossier di Coldiretti Sardegna, secondo cui “…i danni diretti al patrimonio boschivo e alle aziende agricole è stimato in 20 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ad un’annata tra le peggiori della storia a causa della siccità. I primi due mesi di questa annata rovente e siccitosa segnano un aumento di ben 10 roghi in più al giorno rispetto ad un anno fa. Solo grazie ad una macchina operativa efficiente, che vede in prima fila il grande lavoro del Corpo Forestale che coordina lo spegnimento degli incendi boschivi e rurali, insieme ai Vigili del Fuoco, alla Protezione civile, Forestas e i Barracelli, oltre a tanti altri volontari, la superficie interessata è rimasta quasi la stessa di un anno fa, con circa 11mila ettari andati in fumo”. Il 19 luglio c’è stato il record degli incendi, quando si sono contati ben 32 roghi. Secondo Coldiretti “…ogni giorno i bilanci sono dei bollettini da guerra, causati da mani maledette che stanno compromettendo il patrimonio naturale isolano. Le fiamme stanno devastando le aziende agricole. Oltre al pascolo, sono infatti compromesse recinzioni, animali, stalle, vigneti e oliveti. Per non parlare delle strutture agrituristiche, che anche quest’anno stanno subendo ingenti danni e vedranno compromessa la stagione estiva. Ma a repentaglio è messa anche la vita di chi vive in campagna. Sono già due, purtroppo, gli allevatori finiti all’ospedale a causa di ustioni dovute agli incendi”. Ogni ettaro di macchia mediterranea, secondo il dossier della Coldiretti, è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi è andata persa.

Allarme nel pomeriggio anche a Oristano, a causa di un incendio che ha minacciato il quartiere di Cuccu ‘e Portu, al confine con il paese di Santa Giusta. L’incendio ha ridotto in fumo stoppie e macchia e ha sfiorato le abitazioni del quartiere. Per precauzione gli abitanti di una abitazione stati fatti evacuare, così come i pazienti di una casa protetta per malati psichici. I residenti di Cuccuru ‘e Portu non sono stati con le mani in mano e si sono dati da fare per aiutare i Vigili del fuoco e la Protezione civile nello spegnimento delle fiamme, lavorando per due-tre ore per avere ragione dell’incendio e scongiurare il pericolo.

E’ stato fatto brillare a due miglia nautiche dalla linea di costa l’ordigno esplosivo, forse un residuato bellico, rinvenuto due giorni fa da un pescatore nel mare di San Vero Milis e poi sorvegliato a vista dai Carabinieri del paese su uno scoglio affiorante a pochi metri dalla riva, davanti alla Torre costiera di “Scala ‘e Sali”. A prelevare l’ordigno e a farlo brillare al largo lontano da curiosi, diportisti e pescatori, ci hanno pensato i palombari del Nucleo Sdai di Cagliari della Marina Militare. Tutte le operazioni si sono svolte sotto la supervisione della Guardia costiera di Oristano.

Il consiglio comunale di Oristano ha approvato il rendiconto dell’esercizio finanziario 2016.  Il documento contabile è stato illustrato dall’assessore al Bilancio, Massimiliano Sanna, che, dopo aver evidenziato che il rendiconto è relativo principalmente all’attività della precedente amministrazione, ha snocciolato i dati più importanti del conto. Il conto del patrimonio netto positivo è di 66 milioni 313 mila euro, il risultato economico positivo di esercizio è pari a 256 mila euro, 28 milioni 653 mila euro di residui attivi e 12 milioni 368 mila euro passivi. L’avanzo globale lordo di 21 milioni 545 mila euro, al netto del fondo vincolato, si riduce a 8 milioni 16 mila euro interamente vincolati. I residui attivi sono pari a 28 milioni 653 mila euro e quelli passivi a 12 milioni 368 mila euro. Le risorse finanziarie derivanti da entrate tributarie ammontano a 14 milioni 608 mila euro. Quelle da trasferimenti dello Stato, della Regione e altri enti sono pari a 16 milioni 28 mila euro. Le entrate extratributarie ammontano a 5 milioni 466 mila euro. La spesa corrente è stata pari a 33 milioni 399 mila euro, quella in conto capitale di 8 milioni 39 mila euro. Durante il dibattito che ha preceduto il voto il presidente della commissione bilancio, Angelo Angioi, ha relazionato sui lavori della commissione, ricordato i tre voti a favore e i due astenuti e infine, riferendosi ai derivati, ha esortato l’amministrazione a fare grande attenzione a operazioni di ingegneria finanziaria. Un tema, quello dei derivati, ripreso più volte in aula. Giuseppe Puddu (Udc) ha criticato il ritardo con cui il rendiconto è arrivato in aula: “La passata amministrazione si è preoccupata di deliberare a pochi giorni dal voto, ma non di portare in aula il rendiconto”. Il consiglio ha poi approvato la delibera sulla verifica degli equilibri di bilancio. Anche in questo caso è stato l’assessore Massimiliano Sanna a presentare l’argomento, ricordando il termine del 31 luglio per l’approvazione dello stato di attuazione programmi e degli equilibri di bilancio. “La verifica – ha detto Sanna – è relativa alla programmazione al 30 giugno 2017 e quindi all’attività e ai conti della passata amministrazione, l’assestamento riguarda entrate e spese per 237 mila euro”. Via libera dall’aula anche alla riclassificazione delle voci dello stato patrimoniale, un adempimento previsto dalla legge per le nuove norme legate alla contabilità e al bilancio degli enti locali. I nuovi valori del patrimonio netto del comune di Oristano sono pari a 65 milioni 605 mila euro. Dopo le dimissioni di Efisio Sanna (per incompatibilità con la carica di capogruppo del Pd), con voto bipartisan, è stato eletto alla vice presidenza del consiglio comunale Francesco Federico (Pd). Il consiglio ha approvato, all’unanimità, anche un ordine del giorno del Pd in difesa dell’Ufficio scolastico provinciale per lo sport e l’educazione fisica e la ratifica di una delibera di variazione al bilancio di previsione, adottata dalla giunta Tendas in via d’urgenza, per procedere all’iscrizione e adeguamento di finanziamenti regionali, statali e da parte di altri enti, in materia socio-assistenziale, riguardanti la gestione del centro e della casa di accoglienza per soggetti vittime di violenza, i fondi destinati a inquilini morosi incolpevoli, il programma di sport terapia in ambito Plus, il reddito di inclusione sociale, l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati e di soggetti richiedenti protezione internazionale, l’attuazione del progetto Home Care Premium Inps. La variazione comprende anche i finanziamenti regionali per la gestione dell’Antiquarium Arborense e l’acquisto delle apparecchiature e degli arredi dell’Hospice.

Grazie a una variazione al bilancio regionale il finanziamento per l’ammodernamento del mercato civico di via Mazzini è salvo. “Si tratta di una somma assegnata dalla Regione al comune di Oristano attraverso l’annualità 2002 della Legge 37 varata per la creazione di occupazione stabile – ha precisato il sindaco Andrea Lutzu -. Parliamo di un milione 932 mila euro su un finanziamento di totale di 2 milioni 576 mila euro. La norma approvata dal consiglio regionale interviene sulla legge di stabilità che aveva disposto misure per accelerare procedure di spesa da parte degli enti locali. In particolare viene spostato dal 31 luglio al 31 dicembre il termine per il raggiungimento del 70% della spesa degli interventi finanziati dalla Regione. Appena insediato, gli uffici comunali mi hanno informato del pericolo che il comune stava correndo – ha detto Lutzu -. I ritardi accumulati nel corso degli anni stavano per farci perdere le risorse. Facile immaginare cosa poteva significare con un appalto già assegnato e i lavori già iniziati. Ora siamo nelle condizioni di procedere spediti e rispettare i tempi previsti dall’appalto e quelli di spesa imposti dalla Regione”.

 

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