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Giu 15

Comunali Oristano: Conta solo chi vince, il resto è fuffa.

Sul commento ai risultati delle comunali oristanesi, su cui in questi giorni è stato detto tutto e il contrario di tutto, ci piace fare, provocatoriamente, il bastian contrario.

Nella disamina del voto elettorale a Oristano si sono cimentati politogi dell’ultim’ora,  sedicenti esperti di campagne elettorali, candidati vari, giornalisti di città e campagna, e semplici cittadini.

Nonostante lo sforzo enorme per mascherare “tifo” e colore politico o, quando dichiarato, per fare credere al lettore o all’interlocutore di esserne, comunque, obiettivamente (sic) equidistanti, il risultato è stato quello di produrre quintali di ovvietà, vagonate di aria fritta e idiozie sesquipedali a iosa. Superficialità in  fotocopia, che dal punto di vista numerico ognuno può interpretare come più gli aggrada per svolgere il proprio compitino in bell’italiano e per scoprire l’acqua calda, ma che dal punto di vista politico nulla aggiungono a quella che è stata la realtà dei fatti.

Partiamo da un dato certo: al ballottaggio vanno la coalizione di centrodestra e quella di centrosinistra. Questo è ciò che conta. Tutti gli altri (con tutti i distinguo possibili e immaginabili) sono stati sconfitti. Incensare ed esaltare, quindi, oltremisura il buon risultato personale di Tizio, Caio o Sempronio, sa tanto di  ragionamento accademico tipico di chi si parla addosso, e utile solo a indorare la pillola e a lenire le ferite di chi è stato battuto, ma che lascia il tempo che trova e che non sposta di una virgola il risultato finale delle elezioni, dove ciò che conta è soltanto vincere. Il resto è fuffa.

A nostro modesto avviso, dire che la vittoria parziale soprattutto del centrodestra e, in misura minore, del centrosinistra sia, come hanno sostenuto in tanti,  un ritorno al passato, da qualunque angolo visuale lo si voglia vedere, è (con tutto il rispetto) un solenne cretinata “politica”, considerato che nel frattempo, a Oristano, non c’è stata nessun’altra coalizione o forza politica al di fuori del centrodestra o centrosinistra che da sola abbia vinto le elezioni. Nel loro lungo cammino i due tradizionali raggruppamenti hanno talvolta  perso delle forze politiche e altre ne hanno inglobato, ma nessuno è stato finora capace di sconfiggere il “duopolio”.

Allora di che cosa ci si meraviglia? Ritorno al passato de che? Detto che bisognerebbe intendersi su chi o che cosa oggi rappresenta un pensiero politico moderno, attuale e migliore del passato, e chi lo stabilisce, piaccia o non piaccia la “moderata” Oristano non ha fatto altro che proseguire lungo la sua strada maestra.

Ribadiamo quanto abbiamo detto più volte: i cittadini sono molto più intelligenti di quanto i politici possano pensare e sanno scindere fra le cose serie e le panzane pre elettorali. Forse per questo hanno premiato più il centrodestra (con quasi cinquemila voti) del centrosinistra, che quanto a bugie e a strumentalizzazioni non è secondo a nessuno. Per le cosiddette “novità” (Filippo Martinez, Anna Maria Uras, Patrizia Cadau e Vincenzo Pecoraro), oltre al fumo, sparate a gogò e campagne elettorali improvvisate, rimane la medaglietta di consolazione “…per  il buon risultato raggiunto” e altre simili amenità, che sanno poco di analisi politica e molto di presa per il culo,  e la constatazione di come agli elettori (dati alla mano) degli inutili e pallosi confronti tra i candidati, delle distinzioni tra vecchia e nuova politica, o tra giovani virgulti e vecchi marpioni, macho o suffragette,  non  possa fregar di meno.

Non per niente gli oristanesi hanno riversato una caterva di voti sia su chi ha governato (l’ex assessore Efisio Sanna) che su chi era all’opposizione (Massimiliano Sanna), su “giovani” come Carla della Volpe, Antonio Iatalese, Gigi Mureddu e Stefano Spada, che su Francesco Pinna, Francesco Federico, Peppi Puddu, Roberto Pisanu, Antonio Franceschi, che non sono proprio politici di primissimo pelo.

Concludiamo con un piccola postilla. La nostra, come detto, è una provocazione che si basa soprattutto su una considerazione: se il primo partito anche a Oristano è quello dell’astensione, significa che la forbice tra i cittadini che non vanno a votare e la credibilità dei partiti e la sfiducia nelle istituzioni è sempre più ampia, ed è la conferma del fallimento della politica.

Di questo fenomeno preoccupante e in costante crescita dovrebbero, soprattutto, occuparsi i politici che hanno a cuore le sorti delle proprie comunità (una specie questa in via di estinzione. ndr),  visto che i partiti, sempre più in crisi,  non riescono più a mobilitare gli elettori e portarli alle urne. Tra molte persone si è, infatti, fatta strada la convinzione che, vista la similitudine tra le varie proposte, sia inutile andare a votare, dato che  la vittoria di uno o dell’altro non cambierebbe niente e avrebbe comunque uno scarso impatto sulla vita dei cittadini.

Sul trionfo dell’astensionismo alle amministrative è stato pubblicato su “il Fatto Quotidiano” un interessante articolo del sociologo Luca Fazzi, che vi proponiamo.

“Bertolt Brecht, il grande poeta e drammaturgo tedesco, tracciava il profilo di un nuovo individuo che sarebbe stato responsabile delle più grandi catastrofi della contemporaneità: l’analfabeta politico. Per Brecht, l’analfabeta politico è colui che non considera affar suo tutto ciò che si trova oltre la porta di casa. Per questo motivo tra tutti gli analfabeti, quello politico è il peggiore. “Egli non sente, non parla, non si interessa degli avvenimenti politici. L’analfabeta politico è così somaro che si vanta e si gonfia il petto dicendo che odia la politica. Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il bambino abbandonato, l’assaltante e il peggiore dei banditi che è il politico imbroglione…”. Mentre infervorano i commenti su chi siano, tra i partiti, i vinti e chi gli sconfitti delle elezioni amministrative, c’è da chiedersi se veramente debba essere questo il centro della discussione.

ll problema che emerge dai risultati delle consultazioni non è Grillo e il modello caricaturale di democrazia che ha venduto come motore di rinnovamento di una politica corrotta e autoreferenziale. Il vero nodo è l’allargamento del baratro tra cittadini e democrazia. I risultati delle elezioni non sono solo una questione di gusti o preferenze, come si rischia nel dibattito attuale di fare trasparire, bensì di decidere se passare o non superare quella linea invisibile, ma chiara e netta che separa l’essere suddito dall’essere cittadino.

I votanti delle elezioni dell’11 giugno complessivamente sono stati poco più del 60% ovvero circa meno sette punti rispetto alle elezioni del 2012. Qualcuno potrebbe sostenere che si tratta di un trend comune alle grandi democrazie europee. Ma la partecipazione politica va letta sempre in una ottica contestuale riferita ai tassi storici di voto, alla complessità e all’urgenza delle questioni politiche da dirimere, al livello di fiducia o discredito di cui gode uno specifico ceto politico. In questi termini il dato dell’astensionismo delle amministrative domenicali dovrebbe fare tremare i polsi.

Non votare alle elezioni comunali significa semplicemente essere disinteressati non rispetto ai grandi programmi nazionali di politica economica o alla riforma delle pensioni, ovvero livelli meno accessibili al vissuto della quotidianità, ma anche al piano urbanistico del luogo in cui si vive, al trasporto pubblico che consente di andare o meno al lavoro, alla retta degli asili nido. Insomma a una dimensione che riguarda direttamente la vita di ogni giorno delle persone. Ma se di questo si parla, perché quattro cittadini su dieci non si sono recati alle urne? E’ segno di una democrazia ormai matura all’inglese, dove il rapporto tra cittadini e politica è tale da concedere sulla fiducia un mandato elettivo da misurare alla fine della scadenza naturale della legislatura? Oppure è possibile si tratti soltanto di un deterioramento momentaneo delle proposte politiche che scoraggia il prendersi mezzora di tempo per andare alle urne? O c’è qualcosa di altro che si preferisce non dire, di cui si ha timore a parlare perché è più facile delegare i disastri di una città e di una nazione a chi sta sopra di noi?

Se si rilegge la storia politica degli ultimi 25 anni con la chiave dell’analfabetismo politico, un filo rosso lega il successo repentino del leader o partito politico emergente con le promesse elettorali di Berlusconi, gli 80 euro di Renzi, il reddito di cittadinanza dei 5Stelle. Questo fil rouge è la grande difficoltà di milioni di italiani non solo di guardare oltre l’uscio del proprio domicilio, ma anche di comprendere la fondatezza delle dichiarazioni dei leader politici di volta in volta emergenti. Di capire la solidità dei programmi proposti. Chiunque avesse letto un trattato elementare di scienza politica avrebbe dubitato fin dall’inizio fortemente sulla natura realmente democratica e partecipativa della “rivoluzione” pentastellata. Chiunque avesse avuto cognizioni di base di economia si sarebbe chiesto se davvero i bonus renziani sarebbero stati in grado di ridare slancio all’asfittica economia nazionale.

L’Italia, però, non è solo la nazione dei Berlusconi, dei Renzi e dei Grillo. E’ anche la nazione dove si leggono meno libri in Europa, dove l’istruzione delle scuole primarie e secondarie è misurata con i test a crocette, dove i grandi quotidiani informano i cittadini più sull’andamento del processo al paparazzo Fabrizio Corona che non alle questioni del cambiamento ambientale o della crisi economica mondiale. E’ lo Stato in cui si registra la più elevata concentrazione della proprietà dei mass media, dove il cittadino medio trascorre davanti alla televisione più ore di tutti i suoi pari nell’intero continente e dove nelle Università l’obiettivo dell’apprendimento sono i crediti formativi e non il dibattito e la capacità di riflessione critica sui fatti.

Che tipo di democrazia si può prospettare se questo continuerà a essere il trend di preparazione e incentivazione allo sviluppo di una cultura politica di base estesa a tutti? Che cosa ci si può attendere se non l’avvento e la repentina caduta di comici che il giorno prima di Natale postano in rete l’elogio della povertà e il giorno dopo festeggiano il Capodanno con Briatore in un resort di lusso in Kenya? (Luca Fazzi, docente Sociologia presso l’Università di Trento, www.ilfattoquotidiano.it).

Manca solo l‘ufficialità, ma ormai è pressoché certo che la poltrona dell’assessorato regionale ai Trasporti, lasciata libera da Massimo Deiana, nominato all’Autorità portuale, andrà a Carlo Careddu, ex candidato sindaco a Olbia. Careddu ha quindi vinto la lotta tutta interna alla corrente di Antonello Cabras, prevalendo su Antonio Solinas che, evidentemente, conta in quella corrente (e non solo) come il due di picche e che, quindi, dovrà rimanere a bocca asciutta. Resterà, invece, vuota fino alla fine di giugno la poltrona dell’assessorato ai Lavori pubblici, dopo le dimissioni di Paolo Maninchedda, anche se pare che debba rimanere al Partito dei Sardi. Tutto verrà deciso dopo la riunione plenaria del PdS in quel di Arborea, prevista per il 24 giugno.

“Uniformare attraverso l’Ats l’approccio sulla presa in carico dei lavoratori ex esposti ad amianto”. E’ questa, secondo l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, la novità più importante del protocollo sull’assistenza agli ex esposti amianto, aggiornato con una delibera di giunta. “Abbiamo voluto puntare sull’omogeneità – ha spiegato Arru – partendo dalle esperienze positive in alcune Asl, per poi diffonderle rapidamente integrandole con le Aziende universitarie e il Brotzu. Il documento prevede anche approfondimenti sanitari sui soggetti più a rischio fin dalla prima fase della sorveglianza sanitaria. La nostra Regione – ha precisatoto l’assessore – ha da oltre dieci anni una apposita legge e finanzia ogni anno la sorveglianza sul territorio con proprie risorse. Era però importante uniformare questa assistenza e cercare di raggiungere il maggior numero di persone esposte, per vari motivi, all’amianto”. Il percorso operativo di sorveglianza prevede una richiesta di partecipazione spontanea, da parte dell’ex esposto, alla struttura sanitaria di riferimento preposta per l’iscrizione nel’apposito registro. I soggetti definiti non ex esposti verranno indirizzati alla struttura sanitaria per un counselling, comprendente una corretta informazione sugli stili di vita più adeguati da seguire al fine di ridurre la possibilità di insorgenza di possibili patologie. Gli altri saranno iscritti nel registro e avviati alla sorveglianza sanitaria. Dal 2010 al 2014 sono state iscritte 1.917 persone: su 424 sono state riscontrate patologie absesto correlate, quindi legate all’esposizione all’amianto. Le prestazioni sanitarie, tutte gratuite, comprese nella sorveglianza vanno dalle visite specialistiche (cardiologica, pneumologica, urologica, chirurgo-toracica ecce cc) agli esami di laboratorio a quelli strumentali.

“Con soddisfazione accogliamo il protocollo regionale che accoglie le richieste degli ex esposti amianto che ad oggi non erano inseriti in sorveglianza sanitaria,  fortemente voluta, attraverso tante battaglie, in questi 25 anni dall’Associazione regionale ex esposti amianto di Oristano, insieme ad altre associazioni presenti in Sardegna”. Lo ha detto Giampaolo Lilliu, presidente regionale dell’Associazione ex esposti amianto. “Abbiamo chiesto un incontro con l’assessore regionale Arru – ha detto Lilliu –  perché, da quanto a noi noto, il protocollo non accoglierebbe alcune nostre richieste, come la sorveglianza sanitaria  ai famigliari degli ex esposti accreditati nel registro di sorveglianza, nè la sorveglianza sanitaria per i cittadini accreditati dalla struttura sanitaria con patologie correlate alla fibra killer che non possono far valere l’anagrafe lavorativa e sono costretti a pagare la sorveglianza sanitaria”. Queste le prime considerazioni di Giampaolo Lilliu, in attesa di conoscere il protocollo per intero. “Pur soddisfatti che ci sia un allargamento ad altri ex esposti provenienti da esperienze lavorative di altri settori produttivi – ha concluso Lilliu – riteniamo che, probabilmente, si sia persa un’altra  occasione per fare un passo in avanti importante”.

La violenza di genere come fenomeno socioculturale da affrontare congiuntamente, in azioni sinergiche di rete. Questo il senso del “Progetto di Autodifesa Femminile, contrasto alla discriminazione e alla violenza di genere”,  ideato e finanziato dalla consigliera di Parità della Provincia di Oristano, Stefania Carletti, con la partecipazione del comune di Oristano. Il progetto ha visto la collaborazione del centro “Donna Eleonora di Oristano, dell’Associazione “Prospettiva donna” di Olbia, dell’Associazione di Krav maga-difesa personale “Berserk” di Jerome Bouteiller, dell’ente di promozione sportiva Msp (Movimento sportivo popolare) che ha offerto la copertura assicurativa alle utenti beneficiarie, e della palestra “Gate H23”, che ha prestato il proprio contributo a titolo volontaristico supportando, per quanto di competenza, il partenariato. Il riconoscimento della violenza è un aspetto fondamentale ancora molto spesso ignorato o non affrontato con la dovuta attenzione e competenza specifica. Il Progetto di Autodifesa Femminile va ad integrare un lungo percorso strutturato, volto a lavorare sull’affrancamento dalla violenza, sulla ridefinizione di sé, sull’autostima, sulla fortificazione e sul potenziamento delle risorse personali e sociali (empowerment),  sull’importanza di  gestire le proprie emozioni anche in situazioni di disagio. Il percorso progettuale, gestito in raccordo costante tra le operatrici del centro, la consigliera di parità e l’istruttore di Krav maga, ha avuto una durata di 15 ore, per un totale di 10 lezioni. Ad avvalorare il progetto è intervenuto da Parigi, Alain Formaggio, un poliziotto tra i massimi esperti di Krav maga, che ha lavorato, in maniera mirata, per due ore, con gli allievi dello stage insieme alle donne che hanno partecipato al progetto. L’obiettivo principale che le istituzioni e il resto del partenariato si sono posti è stato quello di dare un forte segnale di attenzione e cura verso questa parte della cittadinanza (le donne vittime di violenza del nostro territorio provinciale) che va sostenuta e supportata anche attraverso azioni trasversali quali quella attuata. Il krav maga, tecnica ereditata dall’esercito israeliano, aiuta a gestire l’emergenza dell’aggressione, in attesa del’arrivo delle forze dell’ordine per difendere se stessi ed, eventualmente, il minore presente. Con queste tecniche la vittima  può contrastare una persona più forte fisicamente.

Il  tirocinio come prima esperienza professionale per i giovani dai 18 ai 29 anni che non lavorano e non studiano e per i disoccupati over 29 che vogliono ricollocarsi nel mondo del lavoro. Dal tirocinio al posto stabile, infatti, il passo è breve: uno su quattro, il 25,4% secondo le stime dell’agenzia regionale per l’occupazione Aspal, trova lavoro entro un anno. Ecco allora che la Regione punta su questo strumento con 15,4 milioni di euro e l’apertura di un’avviso pubblico dal 1° luglio col quale si prefigge di coinvolgere circa 6.000 disoccupati-inoccupati e 3.500 imprese.  Il piano, che prevede anche una fase di controllo del suo corretto uso, è stato presentato dall’assessore regionale del Lavoro, Virginia Mura, e dal direttore dell’Aspal, Massimo Temussi. Ciascun tirocinio avrà la durata di sei mesi, con un impegno di 30 ore settimanali, e verrà riconosciuta un’indennità mensile di 450 euro lordi, 300 dei quali a carico dell’amministrazione regionale e 150 a carico delle imprese.  Potranno presentare domanda tutte le aziende, di qualsiasi tipologia, con sede operativa in Sardegna. Visto il periodo estivo e sulla base delle esperienze pregresse dei tirocini di Garanzia Giovani (1.992 dei quali 1.173 avviati al lavoro) e Flexisurity (1.260 dei quali 526 avviati al lavoro), la maggior parte dei tirocini dovrebbero riguardare i settori dei servizi, commercio e il ricettivo-turistico, oltre che l’artigianato.  L’incontro fra domanda e offerta avverrà in modo telematico, poi saranno i servizi per l’impiego a redigere il progetto, affiancando tirocinante e soggetto ospitante. Altra garanzia qualitativa verrà offerta anche dai controlli amministrativi in collaborazione con gli ispettorati del Lavoro che daranno consulenza tecnica.   “Siamo pronti a accompagnare questa ripresa, seppure timida, con uno strumento di politica attiva che sappiamo essere stato efficace – ha detto Mura -; attiveremo anche uno sportello dedicato e sarà importante anche la mediazione dei centri per l’impiego su tutta la regione”. Temussi ha ricordato che “…le distorsioni sui tirocini precedenti hanno riguardato norme etiche, come il superamento del numero di ore previste”.

Nella classifica della nuova Guida Blu di Legambiente e Touring club italiano “Il mare più bello 2017”, una bussola per orientarsi tra le più belle località di mare e di lago del nostro Paese, che quest’anno porta con se anche qualche novità a cominciare dalla scelta di premiare i comprensori turistici (100 quelli messi in fila in questa edizione) e non soltanto i comuni con le “storiche” vele, c’è anche il litorale di Bosa, in provincia di Oristano, e quello di Chia. Altre segnalazioni per il litorale di Baunei la Gallura e l’Arcipelago de La Maddalena (vasto comprensorio nella Sardegna nord orientale guidato da Santa Teresa Gallura, comune al top, seguito da La Maddalena, Palau e Arzachena). Nel 2017 le 5 vele (il voto più alto) vanno a 21 comprensori turistici: 15 marini e sei lacustri. La Sardegna, che è la regione più premiata con cinque comprensori a 5 vele, precede la Sicilia con tre comprensori premiati con le 5 vele,  e la Toscana (due comprensori).

24 comments

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  1. Doriana

    Pig, è innegabile che nelle elezioni – e non solo – “conta solo chi vince”, ed è altrettanto vero che il primo partito è quello dell’astensione. I numeri non “sbagliano”. Ma aggiungerei – per completezza – che alcuni competitori non hanno gareggiato certo per vincere!
    Solo una domanda: cosa intendi per “giovani”? Gioventù anagrafica? Perché dal punto di vista politico, tra gli esempi che indichi, io tutta questa “freschezza” non la vedo.

  2. Giancarlo

    I risultati delle elezioni hanno confermato che agli oristanesi non importa un tubo se hai governato bene o male, altrimenti Maria Obinu e il Pd sarebbe stati spazzato via. Invece hanno tenuto, anche se credo che al ballottaggio non ci sarà partita.

  3. Marzy

    Sono rimasta molto sorpresa del risultato elettorale perché ritenevo che il Centrosinistra dopo aver governato così male e con un Sindaco così debole come Maria Obinu non riuscisse ad andare al ballottaggio. I miei concittadini invece mi hanno smentito ancora una volta e, così come dice Pig, i voti hanno confermato che se ne fregano alla grande se si governa bene o male. Contenti loro…

  4. Spok

    Angelo ha ragione, agli oristanesi non interessa nulla di Martinez,Uras,Pecoraro, ecc., perché pensano che con loro non si possono fare markette. E allora a che cosa serve votarli?

  5. drastico

    ho letto la notizia dell’olbiese che ha tolto la sedia dell’assessorato ai trasporti su cui voleva poggiare il sedere il busachese. chissà come questo luminare della politica avrà preso la cosa e con lui leccalinkoristano che aveva dato per certa la poltrona a solinasa con tanto di foto. non c’è male, una bella figurina di emme per tutti e due!

  6. Che ce vado

    Si prosegue tristemente nella decadenza.

  7. Sacha

    La forsennata ricerca di un posto di lavoro si è potuta vedere anche in queste ultime elezioni comunali. Tanti candidati disoccupati aspiravano a un posticino in consiglio comunale praticamente per occupare un posto di lavoro. Certo è poca cosa ma sempre meglio di niente. Poi, una volta dentro, c’è sempre la possibilità di un posticino in qualche ente… Figuriamoci quelli che ambiscono a un posto di assore… Già saranno due i delusi!

  8. Boh

    Ho letto sul bugiardino, che come al solito l’ha copiato, la bozza dei futuri consigli comunali. Non capisco l’ipotesi del Centrosinistra quando sanno tutti che a vincere il ballottaggio sarà Andrea Lutzu.

  9. Ithokor

    Sorge una domanda chi voteranno al ballottaggio gli elettori dei vari Martinez,Uras,Pecoraro, ecc.? Sono tanti i voti e possono pesare sul risultato finale ……..

  10. Mauro

    Si parla di chi vincerà le elezioni come se stessimo vivendo un altissimo momento di democrazia diretta e di quale aspirante candidato sia quello maggiormente rappresentativo dei cittadini di Oristano: commercianti, avvocati,agricoltori,docenti, studenti, impiegati, giornalisti, medici, politicanti, casalinghe, operai…
    Ci stiamo domandando chi merita il nostro voto!? Personalmente farei una premessa: in questi giorni (a parte pochessime righe a margine delle varie notizie locali) si è verificata a Oristano, grazie all’amministrazione Tendas con la complicità dei più interessati al toto nomination, la più grande violazione dei diritti riconosciuti dal Nostri Costituenti! Al comune di Oristano per evitare che si gettasse un ombra su questa amministrazione, sono stati eliminati gli striscioni e le bandiere del sindacato che chiede il riconoscimento dei diritti in capo ai lavoratori. Tutto questo nonostante al Governo sieda la sinistra, portatrice per la sua storia dei diritti degli operai e del lavoro, mentre oggi vuole creare una elite con le posizioni organizzative! Togliamo agli ultimi per dare a pochi prescelti! Mentre si presenta un interrogazione al Ministro, la cui risposta avrà risonanza Nazionale, cosa fa la Procura? Il Prefetto? Le Forze dell’Ordine? Possiamo adottare una decisione: fare ruotare i dirigenti conniventi con questa politica che schiaccia e sopprime i diritti dei lavoratori. Ora si può rispondere alla domanda, a chi diamo il voto?!?!

  11. drastico

    le elezioni hanno evidenziato, anche se non c’era certo bisogno delle votazioni per capirlo, il pessimo livello dell’informazione a oristano, sempre più attenta al gossip che alle cose serie. bugiardino, vecchia sardegna, leccalinkoristano e quella specie di televisioncina locale hanno dato il peggio di sé con articoli scontati e superficiali, che di politica non dicevano nulla e che hanno rasentato il ridicolo. la televisioncina, leccalink e la vecchia spudoratamente dalla parte del centrosinistra non hanno neppure fatto finta di nasconderlo, mentre il bugiardino sta cercando di richiamare l’attenzione su un ballottaggio di cui, a parte i diretti interessati, non importa niente a nessuno, solo perchè hanno organizzato un altro stomachevole dibattuto tra i due candidati. imitati in questo dalla vecchia sardegna che con una trovata davvero originale dopo un paio di giorni fa un altro dibattito per continuare a spaccare le palle alla gente. più volte ho letto in questo blog che la scarsa informazione locale si è adattata al livello della nostra mediocre classe politica e dopo aver visto cosa hanno scritto in questa campagna elettorale i pessimi media oristanesi constato che hanno ragione da vendere.

  12. Tutti al mare

    Sapete cosa me ne frega del ballottaggio a me che al primo turno non ho votato nè Lutzu, nè la pessima Obinu!
    Molto meglio al mare.
    Votare l’ex pessima assessora Maria Obinu del pessimo Pd significa rivotare il pessimo Tendas.
    Ma la pessima Obinu è certamente peggiore del pessimo Tendas e se il pessimo Tendas non ha fatto nulla figuriamoci cosa riuscirà a fare l’ex pessima assessora, politicamente incapace e inadeguata di così basso livello politico.
    Tutti al mare, tutti al mare….

  13. Antonello

    Maria Obinu sulla Vecchia Sardegna ha asserito che lei rappresenta la faccia pulita di queste elezioni. Dobbiamo dedurne che Cadau, Uras, Pecoraro, Martinez e Lutzu ne rappresentano la faccia sporca. Quindi chi vuole una politica onesta deve votare Obinu e PD, chi vuole una politica corrotta deve votare Lutzu. Tendas non sarebbe mai arrivato a dire un’idiozia simile. Obinu è peggio di Tendas.

  14. Oristanese

    Le bandiere di protesta di un sindacato sequestrate sono l’ultimo assurdo atto del pessimo Tendas

  15. Jena

    Lunedì incontro con il candidato del centrodestra Andrea Lutzu e del centro ed ex sinistra Maria Obinu, organizzato dall’Unione Sarda – sic! -, dove mi immagino il livello delle domande… Martedì altro incontro fotocopia con i due candidati, organizzato dalla Nuova Sardegna. Ma a che cosa serve un incontro il giorno dopo? Boh! Almeno che non sia per dare la rivincita a Maria Obinu che di sicuro saprà già le domande. Ci sarà la gente a spinta… Ridicoli!

  16. JFK

    Sono a Bologna per motivi di studio. Sono rimasto sconcertato dal fatto che nel 2017 alle Comunali di Oristano 3600 concittadini abbiano votato ancora PD e il suo candidato sindaco, di cui non ricordo neppure il nome. Ma si può?

  17. Francesco

    A Oristano la gente è disperata: come farà mercoledì, giovedì e venerdì senza un confronto tra Lutzu e Obinu?
    Che palle!!!

  18. drastico

    ritorno ancora una volta sull’elevato confronto tra lutzu e obinu. basta! non se ne può più! scusate, ma dopo averci frantumato i cosiddetti con queste cretinate del confronto tra i sei candidati, adesso anche per il ballottaggio dobbiamo assistere a un confronto inutile e spaccapalle tra lutzu e obinu. inutile perchè lo sanno tutti a oristano, tranne i giornalai di bugiardino e vecchia, che lutzu ha già vinto. e allora a che c…. serve il confronto? oltre che ai giornalai dell’unione sorda e della vecchia sardegna ai cittadini di queste cretinate non frega un gran c….! non è che per evitare questo strazio si può anticipare a oggi e domani lo shopping sotto le stelle per non ritrovarci sempre gli stessi soggetti in piazza a dire cavolate? chissà che domandone hanno in serbo i nostri grandi giornalai e quali argomenti interessanti tireranno fuori… da ciò che abbiamo letto in questi giorni saranno argomenti che interessano solo ai nostri atteggiati giornalai e non agli oristanesi, che comprano sempre meno giornali, come il calo delle vendite dei due giornaletti locali dimostra. cittadini mollate questa gente e impiegate meglio il vostro tempo… andate per negozi, compratevi un gelato… e buona passeggiata!

  19. Silvio

    Sbaglio, o mi sembra di aver capito che a Drastico la stampa locale in generale stia proprio sulle palle? 😉

  20. Rompiscatole

    Sono d’accordo con tutti coloro che mi hanno preceduto che ritengono il confronto tra Andrea Lutzu e Maria Obinu inutile e fastidioso per le orecchie dei cittadini. I soli interessati a pompare l’incontro sono gli organizzatori dei due mediocri quotidiani locali e le rispettive tifoserie, ma agli altri oristanesi non gliene frega niente.

  21. un Cittadino oristanese

    Concordo con l’analisi di Pig. Davanti a noi l’arduo compito di sconfiggere l’analfabetismo politico

  22. Corea

    Bravino Antonello ma cosa vai a dire. Ma guardati la città in che condizioni è! Spero tanto che non vinca lei, poi non penso che uno come Lutzu venga offeso in questa maniera. Vota bene ragazzo e stai sereno.

  23. Ale

    Caro Corea mi pare di aver capito che anche ad Antonello la candidata del Pd Maria Obinu non stia simpatica. Antonello ha giustamente stigmatizzato la frase di Obinu sulla “faccia pulita”, asserendo che neppure Tendas avrebbe mai detto una simile idiozia. Comunque se ti può far piacere anche a me questa signora impreparata, supponente e piena di sè è molto antipatica e per questo voterò Andrea Lutzu.

  24. Stive

    A proposito di Maria Obinu, ho visto i confronti in piazza tra i due candidati. Non ho resistito moltissimo, perchè sentire tante cretinate e tante bugie tutte assieme, soprattutto da Maria Obinu che pensa di prendere per il c… i cittadini, mi ha fatto girare le p…. e sono andato via. Già erano pietose le domande del primo confronto, ma sentire nella replica del giorno dopo il tizio che faceva le domande di storia come si fa a scuola mi ha fatto vomitare, e penso di non essere stato il solo, e sono scappato. Se si dovesse votare secondo il risultato di questi patetici teatrini a due, l’ultra supponente Maria Obinu verrebbe battuta sin troppo facilmente da Lutzu. Si sa infatti che questo cinema non porta nessun voto in più ma ne fa perdere, e Obinu ne ha persi un sacco.

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